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"Possessione Mediatica" di D. Arona***

Troppi Arona su questo blog vero? E pensate che poi ho anche "Ritorno a Bassavilla", là sullo scaffale, che leggerò presumibilmente sotto Natale, dopo che avrò finito le 7789654milioni di cose che si stanno accumulando in questo ultimo scorcio dell'anno.
Questo comunque è un Arona che ho letto ancora questa estate ed è l'ultimo esemplare della colonia di libri a un euro che ho acquistato in occasione dell'ultimo fun cool.
A proposito, ho visto che oggi hanno messo di nuovo i libri a un euro, quelli del reparto promozione, quindi tornerò a caccia di occasioni, vi interessa? volete che vi mandi un sms per dirvi se vedo cose fighe a un euro e ve le compro? Datemi il numero allora. (A meno che non preferiate vincerle con il prossimo Funcool! targato gennaio 2010)
(si, questo è un vago accenno di hype, lo confesso).

Comunque parliamo del libro e cominciamo subito con il dire, come ho fatto per L'ombra del Dio Alato, che "Possessione Mediatica" non è un libro, ma un saggio. E vi dico subito, già che ci siamo, che a me è piaciuto, nonostante il suo più grande difetto, di cui per altro lui (lui il saggio) non ha colpa. Mi riferisco al fatto che molti argomenti trattati in questo saggio sono obsoleti e il pensiero che più spesso ho avuto è stato qualcosa del tipo "cazzo quant'è interessante, bisognerebbe proprio riscrivere questo capitolo tenendo dentro i nuovi media e i cervelli delle generazioni attuali, così come modificati dai seguenti".
Tanto per dire, in proposito, potete leggervi su questi argomenti uno scritto di Arona più recente, scaricabile direttamente dal suo sito (una 15ina di pagine).

Ma qual è la tesi fondamentale del saggio? E' presto detto: immaginate l'anima (latu sensu) (o meglio ancora chiamiamola coscienza strictu sensu) come un contenitore che, come ben sappiamo, l'uomo ha sempre pensato possa essere occupato da qualcos'altro che viene da fuori. Immaginiamo poi che questo qualcos'altro siano i media, a partire, ovviamente dalla TV (occhio che il libro è datato 1998). C'è quindi la concreta, dimostrata e dimostrabile possibilità che le azioni umane possano essere modificate e/o stravolte dall'influsso dei media.

Il saggio, tanto per dire, apre con una cronaca della vicenda del radiodramma La guerra dei Mondi di Wells del 1938 (e già qui io ho pensato a cosa si fa e si può fare attualmente con internet) e passa subito dopo a una constatazione veritiera quanto forse superficiale come la concentrazione dei crimini violenti durante la cosidetta "Halloween Zone".
E subito di seguito si parte con una serie di eventi e fatti che in un modo o nell'altro possono essere ricondotti a possessioni (intese come fanatismi, trance, ossessioni e quant'altro) in cui i media hanno giocato un ruolo più che rilevante. Si passa dagli alter ego di scrittori famosi ai suicidi post-Cobainiani, dai bambini sbavanti davanti a un videogioco a quelli deliranti causa Tamagotchi, dall'assassino di Lennon alla cronaca nera di casa nostra. Si arriva infine, molto rapidamente, al film perturbante (L'esorcista su tutti, ma anche Psycho, JFK, Natural Born K e decine di altri, vuoi per i contenuti, vuoi per i cuts subliminali inseriti).
Non serve che continui, credo. Nei capitoli seguenti, con un raggruppamento opinabile, viste le molte intersezioni tra argomenti, si narra degli impatti mediatici su fatti di cronoca come i sassi in autostrada o come gli assassini per imitazione (scadendo a volte in considerazioni forzate, certo, ma che vent'anni fa forse non  lo erano poi tanto), sui giochi di ruolo o sulle convinzioni d'irrealtà delle nuove (nel '98) generazioni (praticamente la mia).

Ed è in quest'ultimo punto che arriva l'aspetto che più mi ha interessato del libro. O meglio, in quello che non c'è scritto. Manca infatti, ed è argomento di sicuro interesse, una revisione di molti fatti passati e una visione di alcuni attuali, fatta tenendo conto del devastante impatto del web (e ancora più della TV) sulle generazioni attuali (10-15anni, soprattutto).
Il punto chiave però, io per lo meno la vedo così, non è tanto quello di una possessione mediatica, quanto di un progressivo svuotamente del senso di realtà e di immaginazione, con perdita di alcune capacità basilari della mente umana come potere evocativo di quella che chiamiamo "fantasia". Le generazioni  dominate in modo non sano dall'immagine (e subito dopo dallo stereotipo) sono semplicemente più fragili. L'utilizzo passivo del web, l'utilizzo troppo attivo della televisione e un'altra decina di piccole cose con dominio tra di esse della triade cellulare-ipod-playstation. Sarebbe interessante studiare e combattere (e lo dovrebbe fare un Governo, ma qui possiamo ridere fino al 3012) come questi fattori rendono più fragili i gusci, o meglio ancora trasparenti, delle coscienze. Ecco che la possessione non sarà più mediatica, ma magari sarà fatta dai cattivi esempi, dalla cattiva realtà, dai cattivi genitori, dai cattivi fidanzati o semplicemente autogenerata dai cattivi pensieri (no, non il gruppo sfigato degli anni '90). I media avranno solo contribuito soltanto a rendere queste possessioni possibili.
Per dire una cazzata, una delle maggiori necessità nella scolarizzazione che io vedo, è quella di una alfabetizzazione nella cultura e moralità informatica, materia che andrebbe inserita in prima superiore o meglio ancora alle medie, per tutti, come ginnastica o italiano. (Si lo so che i bambini fanno "computer" nelle ore di educazione tecnica, ma quello che intendo è altro)

Bene
post a dir poco kilometrico e me scuso
Oggi mi era presa una piega sociale e non vi ho nemmeno snocciolato le solite parolacce strane che attirano la gente sul blogghe, cose tipo culettino supermegamaxibirbantello oppure passera sbavante ma non sazia al tramonto ma non del tutto sera.
Vabbè
Sarà per il prossimo post. :)

Due dati veloci sul libro che magari lo vedete a un euro e volete sapere se pigliarlo:
Autore: Danilo Arona
Pagg.227 - Edizioni Tropea
Isbn: cliccate sui link a inizio post

2 commenti:

  1. Ah però! E io che pensavo, dal titolo, che fosse un becero racconto su qualche bambino autistico posseduto dallo spirito malvagio che vive dentro la TV. XD

    A parte le cazzate, in effetti libri come questi, anche se necessiterebbero di una bella revisionata, sono il punto di partenza di riflessioni interessanti, come appunto la tua.

    Come giustamente ha scritto un amico pochi giorni fa, rispondendo (in una discussione sulla TV di questi giorni) a chi affermava che "i miti delle nuove generazioni sono quelli che nascono dalla tv": "Non è un problema, di per sé. Dipende da che modelli passa la TV.
    ...ecco dove ti eri nascosto, problemino cattivo! "

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  2. tranquilla comunque
    dentro il libro è pieno di bambini posseduti dalla tv che ammazzano gente :)

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