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"Pan" di Francesco Dimitri****



Sì, avete visto bene, ci sono 4 stelline.
Quattro stelline per un libro italiano uscito nel 2008.
Sticazzi, eh?
Eppure vi assicuro che Pan, di Francesco Dimitri, se le merita tutte, così come si merita tutti i 19euri del prezzo di copertina Marsilio, che per una volta tanto mi sembrano soldi ben spesi (Okay, lo ammetto, lo dico solo perché non voglio che Silente smetta di prestarmi libri così belli cosicché io posso leggerli a scrocco).

Comunque atteniamoci ai fatti.
I fatti sono che avevo già letto "La ragazza dei miei sogni", libro che pare essere piaciuto a tutti tantissimo, mentre a me è semplicemente piaciuto. Comunque che questo qui era bravo si capiva.
E bravo lo è, Francesco Dimitri
Magari ci si può fare un'idea un po' così, di uno che se la tira un po', se si legge interviste come questa, che però, bisogna ammetterlo, non dicono le solite banalità.
E il libro, che intreccia e plasma a suo piacimento il peter pan di Barrie, è tutto, tranne le solite banalità.
Ma sì, certo, in questo PAN ci sono i bambini perduti, e la fatina, e peter, e capitan Uncino, e la meravigliosa Wendi e Michele e Giovanni. Ecchemminchia, direte voi, ma ha copiato il libro di Barrie, allora?
Macché!
Se vi ricordate, di quando avevo letto il Peter Pan di Barrie c'erano cose che non mi erano piaciute, come per esempio, uno stile di scrittura legnoso e approssimativo. Beh, sappiate solo che dopo aver letto questo libro, se prima ero solo felice, di aver letto Barrie, ora ne sono entusiasta.

Ma smettiamola di pan-eggiare e vediamo di spiegarvi perché dovreste leggere Pan.
Allora, il libro è ambientato a Roma. Anzi, vi dirò di più: Roma fa parte del libro (e se per caso abitate/conoscete/amate Roma, vi consiglio vivamente di leggere Pan).
Seconda cosa, è un lavoro in cui l'autore mette in gioco tutte le sue conoscenze. Non naviga a vista, ma costruisce la trama su conoscenze che ha, e anche quando accenna a qualcosa lo fa con la coscienza di chi conosce anche ciò che non dice. Altro punto a suo favore.
La trama è una guerra. Già, una banale guerra? No, una guerra tra due dei. Pan, ovviamente, contro Capitan Uncino. E la trovata che contiene il mio maggior apprezzamento è proprio il modo con cui la storia di Peter Pan e personaggi come Barrie sono entrati a far parte di questa storia fino ad esserne solo un tassello. Non so se capite... In questo libro si crea una sovrastruttura che contiene quella creata da Barrie. E la si giustifica pure in modo discreto, di modo che al lettore, trascinato dagli eventi, non venga mai il dubbio su quello che gli viene raccontato.
A Roma c'è un rave con qualche decina di morti? Certo, ok, possibile.
Ci sono le fate? I fauni? Gli dei? Possibilissimo, nel modo in cui ce lo racconta Dimitri.
Ed ecco che la meravigliosa Wendy è Angela, ragazza non comune, certo, ma nemmeno una fata o una creatura soprannaturale. E così Giovanni, che forse dei tre fratelli è il più restio ad abbandonarsi alla Meraviglia panica, pur studiandola e cercandola. E poi c'è Michele, il più piccolo, che come nella tradizione favolistica, ovviamente, sarà quello che avrà carte in più da giocare nella lotta tra dei.
E occhio, ho detto lotta tra dei, che poi si esplica in una lotta tra anarchia e sesso contro omologazione e regole. Non c'è un bene o un male, non c'è un buono o un cattivo.
E la storia?

La storia è un film.
Se già con la prova precedente per i tipi di Gargoyle books la struttura "sceneggiata" era così accentuata da essere diventata subito oggetto del desiderio per la settima arte, con questo lavoro si passa direttamente a un libro che si visualizza durante la lettura. La struttura delle scene è così filmica da lasciarci addirittura le battute di chiusura capitolo come un'inquadratura (che ne so, arriva il fauno mostruoso, sbrana una manciata di pirati, sbatte gli zoccoli e tutto sporco di sangue e budella si piazza in primo piano e svela la propria identità. Nero, dissolvenza, prossima scena. O reclame, se fossimo alla tv.)
E nella storia, che è piuttosto complessa, troverete personaggi diversi, umani, o meno umani. Troverete eroi e non eroi. Anzi, forse solo non eroi. Avranno grande spazio l'anarchia e il libero arbitrio, ma soprattutto, ed è questo che mi ha fatto piacere così tanto questo libro: la meraviglia.
Meravigliare il lettore, fargli fare "Ooooh" mentre legge, come se in quelle righe ci fossero i fuochi d'artificio. E' questa che mi pare essere la ragione per cui Dimitri scrive.
E vi dirò, con me ci è riuscito, e non solo con la questione di Barrie, ma anche e soprattutto con altre trovate e altre idee. Tanto per dirne alcune, per chi ha letto il libro, mi è piaciuto l'uomo in frac, mi è piaciuto tantissimo il modo di rendere e descrivere i tre universi paralleli come Sogno, Carne e Incanto. E mi sono piaciuti gli spiriti moderni e la perdita della coscienza magica, sostituita dalle regole falsamente bigotte di Uncino.
Insomma. Libro consigliatissimo per gli amanti del fantastico, delle belle storie e della meraviglia.
(Aggiungeteci anche che la scrittura di Dimitri è diventata sicura e rapida, quasi puro veicolo della storia, che non si impianta mai, a parte una qualche confusione iniziale che però è dovuta al fatto di dover tessere molti fili, che verranno poi intrecciati)


Difetti?
Beh, piccoli, ma ci sono. Non è perfetto. Anche se possono essere soggettivi e cambiare da lettore a lettore. Nel mio caso non ho amato la figura macchiettistica data al buon Temidoro, che è davvero un personaggio troppo filmico e si rende superficiale, con le sue troppe battute. Non ho amato certi aspetti dati a Dagon, che pur, come personaggio stereotipato ci stava (bello invece l'averlo ripescato dall'altro libro, così come l'uomo in Frac).
Ho storto vagamente il naso al come alcuni dimenticavano e hanno dimenticato molto in fretta tutti i (loro) cadaveri che ci sono qua dentro (ah già, dimenticavo, non aspettatevi dolcezze e smancerie. In Pan ci sono sangue, budella, cadaveri e cattiveria pura). Cioè, dico, t'hanno appena sbudellato la mamma o un amico, insomma, almeno un pensierino triste prima di gozzovigliare in preda al pan-icismo...)
Poi che altro... basta direi.
Vi ho ammorbato pure troppo, ma il libro se lo meritava. Anche se con le sue 460 pagine  e il mio sonno ci ho messo un mese e mezzo a finirlo. :) Ma se siete dei lettori che hanno tempo, questo ve lo divorate in tre giorni.

Ok
Basta così, buona settimana a tutti, che fino a mercoledì non avrò certo tempo di bloggare, che ho la casa piena di spirfoletti che dovrò catturare!
:)

3 commenti:

  1. Prendo spunto da "... lotta tra ANARCHIA e sesso contro OMOLOGAZIONE e regole..." (anche queste potrei scriverle in stampatello, ma non voglio essere tacciato troppo di Off topic e vi/ti invito a guardare e ascoltare (colonna sonora compresa) questo clip, il fantasma di uno che vive ancora nel cuore di chi l'ha letto, amato, che ci/vi parla con la sua voce roca di fumo e una tastiera che mitraglia la nebbia di Milano.
    http://www.riaprireilfuoco.org/Filmati/Dove%20la%vita%20è/20agra.mpg
    E'il papà di Ettore Bianciardi e Riaprire il fuoco cerca di tener desta l'attenzione di chi vuol stare fuori dal coro.
    Scusa per la lungaggine. Grazie per l'ospitalità

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  2. Anche per me è un libro assai superiore alla media.
    Dimitri scrive benissimo e ha una fantasia da paura. Due romanzi su due a cui ho dato una valutazione altissima.
    Non è poco, non è poco...

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  3. Il filmato non lho visto, ma tanto so già che sto dalla parte dell'anarchia :)
    comunque intanto sei discusso eh, Frank... ;)

    In ogni caso si caro mac
    gran bel libro
    belle idee e bello stile
    Ce ne fossero...

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