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La Seconda Che Hai Detto - episodio 5

Sì, lo so, è una vergogna. E' da una vita che non vi scrivo la nuova puntata delle avventure di Samuele Aurava e Samuele mi sta smaronando da giorni perché continui.
E pensare che all'inizio non voleva che lo facessi.
Ripeto il regolamento, per chi arrivasse adesso. Leggere il pezzettino e proporre la continuazione tra le quattro ipotesi indicate. L'ipotesi con maggiori consensi sarà la continuazione della storia.
Potete leggere sul blog il regolamento e la puntata uno, due, tre e quattro.
Sennò fa lo stesso :)



Fulvio entrò e aggrottò le sopracciglia.
– Beh? – chiese a Samuele con una vocetta stridula, vedendo il tavolo completamente sgombro – Hai deciso di non lavorare oggi? Hai fatto i numeri ieri sera?
– N-no... n-.. – balbettò l'altro, che teneva ancora le mani davanti a sé, come se dovesse tenere dritta una colonna.
– Hai perso la lingua? Dai su, sgancia il culetto dalla sedia, che ti porto a ingoiare un coffee! – E così dicendogli aveva già mosso la mano verso quelle di Samuele.
Fulvio non solo era gay, e questo l'aveva capito anche quella torda di Sabrina, ma mirava a imbarazzare in modo spudorato qualunque maschio lui giudicasse con una percentuale di gaytudine superiore a 40.
E Samuele viaggiava tra il 60 e 70 per cento, gli aveva detto qualche settimana prima.
Forse per questo era riuscito a tornare in sé, ficcare le mani sotto il tavolino e blaterare una scusa, dicendogli che lo avrebbe raggiunto al distributore.
– Il tempo di sistemarmi i capelli – gli aveva detto avvelendosi del tasto vanità, che con Fulvio funzionava meglio di ctrl+alt+canc.
Una volta rimasto solo potè finalmente guardare il soffitto.
Nell'angolo, così veloce che non se n'era nemmeno reso conto, si era ammassata la fanghiglia che un tempo era stata la Vecchia. Dello stesso beige dell'intonaco sembrava un enorme sputo, spiaccicato in onde e grumi, che grazie a due fori, uno sopra l'altro, lo guardava severo.
– Beh? – gli fece a sua volta Samuele, senza rendersi conto di aver usato lo stesso tono del suo collega, poco prima.
Per tutto risposta la melma a destra dei fori si piegò, disegnando un parentesi tonda che non poteva che essere il sorriso di una inaspettata emoticon.
– Oh cazzo! – esclamò Samuele, incredulo – Ma... mi capisci?
La parentesi tonda si piegò come gonfiata dal vento, poi una linea si incise nel fango e unì le due estremità, formando una D maiuscola. Un occhio, quello più in basso, da punto si fece virgola.
– Lo devo prendere per un sì, immagino – disse Samuele prima di alzarsi, e per la prima volta si convinse che non c'era niente di strano nel parlare a cumulo di fanghiglia, se ha una faccia.
Anzi, una faccina, pensò sorridendo.
– Beh, se mi capisci meglio, andremo più d'accordo. Aspettami qui – disse uscendo dall'ufficio – Vado a bere il caffè e torno. Non ti... secca, vero? – aggiunse ammiccando.
Le D dopo il punto e virgola divennero triplicarono.
– Doppiocazzo! Pure le mie battute apprezza! – disse Samuele chiudendosi la porta alle spalle. Quando ritornò la poltiglia fangosa...
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  1. ...si era seccata 
  2. ...era spalmata sulla tastiera 
  3. …aveva formato una specie di essere a forma di [scegliere cosa] 
  4. …zampillava leggiadra tra gli schedari dell'ufficio.
Come al solito a voi la scelta, amici di blogghe!

    11 commenti:

    1. opterei per la 4 :)
      G.

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    2. La seconda che hai detto. gloria

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    3. Io andrei con la 1.
      M.

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    4. La 4! Mi ricorda i Ghostbuster!!

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    5. La quattro.

      Pensavo di essere in ritardo, ma vedendo quanto ci metti a scrivere un episodio...

      ;DDD

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    6. ... aveva formato una specie di essere a forma di... Cristo santo! Due occhi mi guardavano in tralice: il lampo di un ricordò mi attraversò tagliente i pensieri. Mi afflosciai, persi i sensi, tutti cinque in un colpo solo!

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    7. per ora domina la 4...
      che effettivamente fa molto sleimer :)

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    8. Fulvio ci cascò, si avventò su Samuele credendo che un barista avesse mantenuto la parola, invece...
      vada per la 4, allora

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    9. E la 4 sia allora

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