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"La boutique del mistero" di D. Buzzati****

Guardate quant'è figa questa copertina! Ovviamente spicca il fungo sultano centrale, ma non potete non notare quanto sia venuta bene la carota piegata a novanta e quella specie di broccola lasciva al centro in alto. A me poi piace molto la foglia di verza al sua fianco, e mi sa che è un peccato che non si vede la pannocchia, tutta a sinistra.
(se ho tempo vi cerco l'immagine completa e ve la ficco qui sotto)
Comunque, l'opera raffigurata sulla copertina è un lavoro del Buzzati pittore, ed è "Ritratto del califfo Marh Er Rum e delle sue 20 mogli".
Ora che sapete questa cosa che vi potrebbe sempre tornar comoda in una puntata del Milionario o in un tentativo di abbordaggio intellettuale a qualche donzella c[o]lta e non c[o]lta (inserire [o] aperta o chiusa a piacere); dicevo, ora che sapete questa cosa, possiamo parlare del libro.

Perché, dirà qualcuno, c'è bisogno che ce ne parli?
Qualunque imbecille di media cultura sa che Dino Buzzati è uno dei grandi scrittori italiano, che ci ha lasciato capolavori come "Il deserto dei Tartari" che sono roba che è talmente bella, ma talmente bella, che te la fanno leggere addirittura a scuola. "La boutique del Mistero" è una raccolta dei suoi migliori racconti che non si può non aver letto. Mmm.
Giusto. Perfetto. Bene. Ora l'ho letta anch'io, questa boutique, e sono a tutti gli effetti uno dei qualunque imbecilli e siccome magari non vorrei mai che vi fosse, là fuori dal blogghe, qualcuno che non è ancora dei nostri, ma che lo vuole diventare, ve ne parlo. (Inoltre, potreste sempre far valere queste nozioni per i motivi di cui sopra)

Che siano 31 racconti, lo potete leggere nei linqui wikipedici, che questi trentunto (bello il numero scelto) siano stato tutti pubblicati in precedenza (al 1968), c'è scritto anche quello. La cosa interessante però è che i 31 racconti li ha scelti il Dino, con il preciso intento di mostrare il meglio di sè. Ed è piacevole pensare, (a me piace pensarlo), che conoscere ciò che una persona vuole mostrarti di sè, ti fa conoscere sia quel che ti mostra, sia la persona.
E la sensazione che ho provato, dopo l'ultimo racconto, è stata quella di conoscere un po' di più Buzzati, cosa che per dire, millenni fa, "Il deserto dei Tartari" non mi aveva lasciato cogliere.

Ma veniamo ai racconti.
FANTASTICI! No dico, sia di nome che di fatto. Ora parlo per chi ha letto la raccolta, e magari lo ha fatto tempo fa. Scommetto che non vi siete dimenticati del "Colombre", quel mostro marino simile a uno squalo che insegue i marinai per tutti i mari e per tutta la vita. Oppure dell'ingegnere che costruiva "la torre Eiffel", nascosto dalla nebbia, molto più in alto di quanto sia adesso. Oppure del cane che aveva visto Dio, oppure di racconti deliziosi come i "sette piani" (eddai, non vi ricordate l'ospedale coi sette piani con i malati più gravi in basso e i quasi sani in alto... e quel pessimo paragone con Kafka che trovi in tutte le antologie?) o come il brevissimo ma superlativo "i sette messaggeri"; o come l'orrifico (anche se un po' banale) "topi", per non parlare dell'angosciante "Eppure qualcuno ha bussato" con l'alluvione che avvolge la famiglia aristocratica.
No no, inutile continuare. Il titolo scelto per questa raccolta è perfetto. I racconti sono perfetti, anche se a tratti li potreste trovare ingenui e/o banali, ma bisogna fare molta attenzione.

La semplicità linguistica e il doppio o anche triplo livello di lettura di cui Buzzati ha dotato i racconti riescono a penetrare l'immaginario del lettore. Spesso non vedi le facce, non vedi le scene, ma percepisci l'angoscia, la solitudine, la malasorte, la meraviglia, la tragicità di certe situazioni.
Davvero: questa è stata per me una delle letture più formative di questa estate 2009.
Poi magari a qualcuno non piaceranno, e ci sta, perché li troverà  a tratti sempliciotti e in uno stile non sempre ricercato, che ricorda quasi la scrittura per ragazzi (E fateglieli leggere a sti poveri ragazzi questi racconti, e non il deserto dei Tartari, che è bello ma palloso), ma io penso che se uno si ferma a questa visione, beh, non ha capito un cazz. :)
 Come promesso ecco a voi il quadro intero e anche qualcos'altro che ho reperito on the net.
Ciao cari, good fine settimana!



P.S.
Leggevo i commenti su Ibs, dove il libro prende quasi sempre 5/5, ma c'è addirittura qualcuno che gli piazza un 1/5 scrivendo "Non mi è piaciuto per niente, troppo trragico e i suoi racconti sono un inno al disprezzo della vita.". Beh, ecco, se Buzzati, con questi racconti, è riuscito a comunicare i suoi concetti a una mente semplice come questa, direi che è stato veramente... Fantastico!

9 commenti:

  1. Uno dei pochi motivi buoni per seguire il tuo blog è che mi dai sempre nuove idee per leggere cose che mi faranno sentire più scrittore cool. O almeno più cool. Credo.
    Comunque da oggi lo cerco in libreria...

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  2. ma guarda
    sono sicuro che questo, che ti piaccia o non ti piaccia, tu sarai felice di averlo letto. :)

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  3. Ho avuto la fortuna di averlo letto a scuola! Era un libro di testo delle medie... troppo avanti la mia prof. di italiano. Anzi, ho ancora quella vecchia versione da qualche parte a casa di mia madre... mo vado e mea piglio!

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  4. @Gelo: già Borges che lessi dopo averlo visto sul tuo blogghe mi piacque assai, quindi, per quanto mi costa dirlo... mi fido ;)

    @Munzic: maestre troppo avanti!! Ecco di cosa avrebbe bisogno il mondo... a me invece manco dissero chi era, sto tizio, sigh... devo recuperare anni e anni di ignoranza!

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  5. Ma, più che altro non è che non ti dicono di buzzati
    alle superiori c'è in ogni antologia, solo che spesso finiscono per farti leggere un brano del "deserto dei tartari" che in realtà sono come le autoradio di adesso (non estraibili).
    Dovrebbero prendere uno di questi raccontini, soprattutto quelli semplici, che sono figherrimi.
    Vuoi mettere se non te lo ricordi dopo...

    cioè, voglio dire, se se lo è ricordato munzic! :D

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  6. A 13 anni leggere di quell'ospedale a sette piano, altroché se me lo ricordo! ^_^

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  7. Ma che figata stratosferica 'sto libro! I racconti "Una goccia" e "Qualcosa era successo" sono due dei miei testi fantastici preferiti in assoluto.

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  8. Letto anch'io mille anni fa, ma preso in biblioteca.
    Sicuramente da comprare e da inserire nella biblioteca di casa, a prender polvere, così ogni tanto si può soffiarci sopra e riscoprire un racconto perduto.
    Buzzati è stato "lo mio mentore", è da Lui che mi è arrivata la voglia di scrivere racconti!

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    1. Vero. Verissimo. Credo che Buzzati, per un narratore breve, sia semplicemente imprescindibile.

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