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"I ragazzi della via Pàl" di F. Molnar***

uneuro e quindi io ne ho approfittato. Anzi, a dire il vero il libro non è nemmeno mio e me lo son fatto prestare.
Ecco! proprio ques'edizione qui per ragazzi, mi son letto. Roba che la regalavano anni fa con "Il giornale" e che adesso la trovi a
Ma che volete che vi dica su questo iper-super-straconosciuto libro per ragazzi?
Quanto vi/ci hanno ammorbato con questi ragazzi della via Pal quando eravamo alle elementari e a inizio medie? Me lo ricordo sempre io, il titolo messo lì in mezzo a quelle liste dei libri per le vacanze, messo assieme a 20000leghe sotto i mari e il giro del mondo in ottanta giorni.
Quindi mi limito a due righette così, tanto per dirvi che l'ho letto, e che penso anche voi l'abbiate letto, solo che a differenza di me, tipo 20 o 30anni fa :)
Figuratevi che in spiaggia mi vergognavo anche un po', con la gente che passava con i loro tomi fighetti (la trilogia dello scandinavo cadavere su tutti) e io che leggevo "I ragazzi della via Pàl". Probabilmente avranno pensato che sotto ci tenevo un pornazzo, oppure che era una versione pornazza dei ragazzi della via pal che magari erano stati trasformati in ragazze e chissà come si facevano la guerra. Altro che palle di sabbia e la società dello stucco... avranno pensato, con la faccia da delinquente che ho, come minimo alla società dello stupro. (Sì okay, ho detto stupro solo per beccare dei lettori pervertiti casuali con google)
Comunque, dicevo, magari che ne so, non l'avete ancora letto oppure vi va di ricordarlo con piacere. E allora chiacchieriamo un po'.
Tanto per dire, io sentivo da tutte le parti che il libro è triste, e di leggere libri tristi non è che uno sempre ne ha voglia... oddio, certo, un libro ungherese scritto nel 1907 non è che abbia molto da essere allegro, ma insomma, sentivo dire che doveva proprio far piangere.
Beh, ecco, io non lho trovato triste, e non è perché ho il cuore di pietra e perché mi piace che nei libri muoia qualcuno... no no, è proprio perché ho trovato che la morte sia stata davvero un elemento perfetto, per come è inserita in questo libro per ragazzi.
Ci stava. Ci doveva stare, e devo dire che è messa proprio bene, a livello di formazione.
Quindi smettetela di dire in giro ai ragazzetti di 8-10anni che il romanzo è piagnone. Anzi, il romanzo è assolutamente avventuroso, e oltre all'avventura e alla morte, introduce anche il concetto di tradimento, di riscatto e di onore. Insomma, davvero molto formativo e pieno di buoni sentimenti, questo librettino.
Il grande condottiero Boka, il magnifico soldato semplice Nemecsec, il traditore Gereb, ma anche il nemico valoroso e giusto Feri Ats o i cazzoni della società dello stucco, Kolnay e Barabàs,... penso che ricordali sia simpatico, per chi li ha letti.
Magari non sarà un capolavoro, ma almeno, sarà pur sempre un piccolo mattoncino che evita di far crescere delle maniche di piccoli farabutti e trombatori.
Insomma, vada che leggano i Moccia, ma che leggano anche Ferenc direi che male non può fare.
Poi ci sarebbe anche un altra cosa, che vi può far piacere ricordare e che ritrovate leggendo questo libro. Il gioco delle bande, delle guerre, degli accampamenti e delle torri di guardia, delle spade di legno.... Non so voi, ma nei miei paesetti, nelle lunghe estati, ci si passava, noi bambini, ancora temporalmente lontani dalle tre cose che ci avrebbero gestito la vita (lavoro, computer e figa, non necessariamente in quest'ordine).
Buona domenica a tutti (tranne che a Lippi, che mi sta sul cazzo a tal punto da farmi rivalutare l'antipatia di Domenek, o come cazzum si scrive)

5 commenti:

  1. il ritorno dalla TUE vacanze mi riporta al libro di 40 anni fa. Pensa che quando lo leggevo i nomi dei personaggi li immaginavo quasi, perkè alcuni erano difficile da pronunciare.quella copia l'ho ancora e tento di farla leggere ai miei figli ogni tanto. concordo su tutto, bravo!

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  2. Quello che manca ai libri moderni è l'onore dei cattivi.
    Non esistono più gli arcinemici come figure affascinanti e dotate di nobilità.

    Invece si è verificato il processo opposto: oltre ad abbassare e involgarire l'arcinemico, si è reso volgare e privo di nobiltà anche il protagonista.

    Ian

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  3. Meraviglioso!
    Grazie di aver parlato di questo libro!

    Il primo romanzo da "non più bambina", letto e riletto almeno 5 volte e sempre con lo stesso amore.
    Amore per la masticazione continuativa e velenosa dello stucco, amore per le cataste di legno dove nascondersi e innalzare imperi, amore per la serra dove tremare di freddo e amore per Feri Ats (nella mia edizione Franco).

    Ci sono stata anch'io nella via Pal, di questo sono sicura. :)

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  4. Wow, mi hai catapultato a quelle prime emozioni contrastanti che faticavo a gestire e comprendere. Io bambino sensibile come il rullino di un Asa 15000 esposto al sole dell'Algeria.
    Che potenza quel libro di quand'ero fanciullo. Temo di leggerlo ora, per veder smorzata tutta quell'intensità che ancora mi avvolge se stuzzico i ricordi. E le tavole che accompagnavano la lettura poi...

    Grazie Gelido amico.

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  5. Oh, fico tutto questo gradimento.
    Comunque Ian ci hai ragione
    Non solo Feri Ats, per altro, ma anche l'ubbidire dei fratelli caproni, quelli grandi e grossi, che rispettano la decisione onorevole e rispettano il rispetto.

    Comunque Franco Ats fa meno figo
    Feri, è molto più fico
    che poi forse il nome intero sarà Ferenç. comunque Feri è indubbiamente un tipico nome da nemico glorioso e valoroso!

    Nella mia copia però i disegni non c'erano... :(

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