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"N.O.I.R. Quindici passi nel buio" di AAVV***

Insomma! E' ora di tornare a svegliare questo blogghe e smaltire sta cazzo di colonna che mi impedisce di aprire la finestra!
Quindi orsù, armatevi di pazienza e vedete di cavar fuori qualcosa di utile dalle minchiate che sparerò sulle mie letture, nei prossimi post.
Cominciamo con parlare di una cosa che in tantissimi avete letto e io no. In tantissimi che conosco, per lo meno.
E devo ringraziare il Barone Nero (grazie barone) se anche io adesso non mi sento un minchione che non ha letto questa antologia. Come? Non credete che ne hanno parlato tutti tranne me?
Bestie di poca fede!
Se googlate il titolo troverete che ne hanno parlato wiki, operanarrativa, progetto Babele, LTN, il Vinch... sì, dai, insomma, avete capito.
Avete capito che siamo di fronte alla ennesima raccolta di racconti di scrittori scriventi e poco noti solo che...
solo che stavolta è decente!

Andiamo per ordine, comunque, e vediamo perché la raccolta è decente.
Tanto per cominciare c'è un curatore (Andrea Franco). Cioè, voi direte, un curatore c'è sempre. Eh no, vi dico, non vi confondete, a volte sono dei raccoglitori, in primis, mica curatori. Quella magari è una attività che viene dopo, e magari si limita a mettere insieme un'accozzaglia di racconti, sistemarli, ordinarli e ficcarli tutti in un file, scrivendoci davanti, alla fine di tutto, una introduzione che dice delle cose che interessano a pochi o quasi nessuno.
Qua invece la raccolta ha un senso iniziale e una linea che ne guida i passi (ah, a proposito, il sottotitolo è un po' schifello e lo si è già sentito milleseicentosedici,pigrecovolte, ma perdonate su, l'indulgenza vi farà bene al fegato), che guida i passi, dicevo, dando un senso di coesione che ne migliora l'aspetto complessivo. Inoltre, per quanto ne so, gli autori hanno agito su invito e con qualche limite tematico che si intuisce già dal titolo: N.O.I.R. = Noir, Orgasmo, Incubo e Rimembranza.

Tre racconti per ogni sottogenere di noir, e in mezzo dei mini racconti, molto brevi, a fare da stacco. (Anche la scelta di chiamarli staffilate non mi è piaciuta, perché leggere "staffilata n° 1, staffilata n° 2-.." è un po' pacchiano). Comunque non è dei titoli che vi interessa, giusto?
Spendo quindi qualche parola per i racconti, che per una buona metà sono di gente che conosco, o di nome, o anche addirittura di persona.
In generale vi posso dire che sono tutti dei racconti discreti e piuttosto onesti. Forse non troverete un pezzo da novanta, ma dubito che chi ha per le mani una raccolta di esordienti vada cercando miracoli della narrativa breve. C'è il noir, c'è scorrevolezza, non ci sono errori, c'è qualche stile decisamente buono ed è una lettura nel complesso piacevole. Solo un racconto, devo essere onesto, proprio non ci stava, essendo davvero un gradino in basso agli altri (sub rosis, non me ne voglia l'autore).

Per il resto vi posso segnalare quelli che mi sono rimasti di più, ora che è passato oltre un mese da quando li ho letti. Mi è piaciuto, per esempio, l'omaggio di Enrico Luceri al grande Durrenmatt (lo so che ci va l'umlaut, ma non ci ho cazzi di metterlo) con un racconto che s'intitola proprio "la panne". E mi è piaciuto anche il pezzo di A. Franco, dedicato a Ed McBain e direi riuscito, nell'intenzione di mescolare tristezza, degrado dell'anima, musica ed emozioni. Piuttosto classico e in parte prevedibile, ma riuscito nel trasmettere la "crudezza", lo strupro incestuoso (zio-nipote) del racconto di Cinzia Pierangelini. Poi vediamo... Del racconto del Valsecchi (la Mitomane, una tizia perseguitata dall'ex alla quale, ovviamente, la polizia non crede) bene la prima parte, ma prevedibile il finale. Mentre il racconto di Giuseppe Pastore, (Un figlio per Stella, storia di un incubo di madre che...), non mi è dispiaciuto, soprattutto per come è strutturato, anche se di nuovo il finale è troppo da "voglio soprenderti" per soddisfare appieno.
Il mio preferito, comunque, arriva alla fine, ed è quello di Luca Di Gialleonardo, il compagno di merende di Andrea Franco (tranquilli, nemmeno lui sa qual è il nome e quale il cognome), che nel racconto "in Memoria" mi ha regalato una suggestione molto horror a partire da un contesto davvero "di tutti i giorni" con un tizio X che va al funerale dell'amico Y che non vede da tanto e che ha sposato una donna Z, di cui aveva sentito strane cose. La cerimonia prima pare bizzarra, poi surreale, poi violenta e poi... (ve lo andate a leggere :)

Bene, chiudo. Non so se magari a qualcuno interessa che abbia speso tutte queste righe per parlarvi di una raccolta uscita ormai nel lontano 2006, ma metti caso che conoscete qualche autore, e ve la potete sempre far regalare, come ho fatto io. :) (oppure venire a leggerla a casa mia sfidando i miei canimannari e le mie undicigattevampire)

Buona settimana, cari amici di blogghe!

Ah, e se credete che questo post sia inutile vi mostro i simpatici muse cosa combinano: guardate qua.


7 commenti:

  1. Io ne ho addirittura due copie, ma devo ancora leggerlo. Rimedierò al più presto, adesso che ci ho la curiosità.

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  2. due copie? e che aspettavi a darmene una? non si usa più fare regali agli ex?

    mi hai deluso :(

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  3. Dai non litigate. Quando l'amore finisce, finisce.

    Silente ci mettiamo assieme, così mi regali la copia che avanza, e poi ti mollo infarcendoti di una carellata di motivazioni banali?

    Guerrieri, ho aperto anche io un Blogghe. E vi ho anche messi come amichetti!
    Fatelo anche voi, se no assaggierete la complessità delle mie arti marziane! ^_^

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  4. Azz, dimenticavo, mi faccio pubblicità sulla pelle del Ceppospigliato!

    http://massimomuntoni.blogspot.com/

    ^_*

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  5. Ehi, ma quante belle parole. Allora sono perdonato per la mail di stamattina??? ^_^ Grazie mille. UN lavoro di qualche anno fa a cui ho lavorato molto. Mi fa piacere che si noti!! :)

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  6. ehi munzello
    la smetti di spammare?
    lo metto lo metto il tuo blogghe nei feed
    non ti preoccupare
    :)

    e tu andrea non dire eresie
    non hai mai lavorato!
    :D

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