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"Altri libertini" di P.V. Tondelli****

La scorsa settimana vi avevo promesso Tondelli e adesso Tondelli sarà!
Lo so... è un libro, mi sembra di capire, di quelli di culto. Di quelli dove tendi a tirartela quando l'hai letto e ancora di più quando lo elogi. Di quei libri che se li hai letti al tempo dell'uscita (a parte aver almeno 50anni) te ne puoi vantare ancora di più, perché aveva ricevuto la figaggine immensa di essere censurato, con tutto l'impatto amplificatorio che ogni censura si porta dietro.
Dico mi pare aver capito perché ho leggiucchiato un po' la quarta di copertina e un po' wiki, e ho capito come dev'essere stato l'impatto di questi simpatici altri libertini sui benpensanti dell'epoca, ma anche sui tordi che si limitano alla superficie delle cose.
Eh sì, perché nei sei episodi (no racconti eh, episodi) si bestemmia e ci sono le parolacce, e si scopa, soprattutto fra maschi, e ci sono droghe e pompini e tante parole che no, italiano non sono di certo. E se pensate ai libertini come ricchi puttanari e troiette che passano il tempo a trastullarsi (nel senso più vago del termine) beh, no... dimenticativi anche questo, perché in quasi tutti gli episodi c'è degrado, bar di stazioni, Bologna, puttane, fumo, marciapiedi, sporco, abbruttimento, ma anche poesia e gioia e tanta, tantissima, infinita vita. Vita come voglia di vivere o di tirare avanti, di morire o trascorrere. Comunque voglia.
E' un libro che dà energia, in ogni caso, sia per inculare tutti o mandare affanculo tutti.
Insomma, io non so nulla di questo libro come libro di culto, e nulla so di tondelli nè dell'altro suo libro forse più famoso (camere separate) nè del suo Aids, nè di vicende movimentate della sua vita, sparsa spesso di sale politico. Non ne so nulla e non mi interessa. Mi sono comprato il libro perchè il nome mi ricordava qualcosa e perché era in sconto in Feltrinelli. Solo dopo mi sono ricordato che me ne aveva parlato Massimo, di camere separate (si proprio tu che se stai leggendo qui sarebbe meglio che la smettessi di cazzeggiare sul mio blog e ti decidessi a lavorare e cercare quei profs) e mi era rimasto in testa il nome.
E benchè io non sappia nulla di tutte queste cose, beh, il libro mi è piaciuto parecchio.
E dico questo perchè sono lontani i tempi in cui ci si scandalizza per due bestemmie e qualche inculata, e quel che resta è solo il come raccontarle, queste cose. E Tondelli le racconta in modo da inventarsi il linguaggio, e farlo con coscienza e una padronanza assolute.
Le frasi, i dialoghi, le parole e persino la sintassi, sono tutte sghembe, storte, incrinate... eppure tu leggi e ti chiedi: ma c'è un altro modo in cui questa frase starebbe meglio? Una modifica che la migliorerebbe? Che trasmetterebbe meglio l'emozione che sta trasmettendo?
E la risposta è no. Non c'è. Le righe stanno bene così, sghembe, storte, incrinate...
Non saprei spiegarvi meglio questo fatto. Credo che se vi interessa un libro "di culto" che comunque mantiene intatto il suo potere incantatore a distanza di 30 anni, la cosa migliore è sfogliarlo e leggerne qualche pagina in libbraria. Magari vediamo se vi trovo qualche pezzo in rete dai...
Ecco trovato, qui c'è un estratto ufficiale feltrinelliano dal primo degli episodi, di cui vi lascio un paragrafetto:

[...]
Giusy arriva ogni giorno, puntuale come una maledizione saltellando sui tacchi e spidocchiandosi la lunga coda di capelli che alle volte nasconde nel cuffietto peruviano; distribuisce occhiate veloci intorno passando svelto in mezzo ai crocchi di studenti brufolosi che vengono dalla campagna alle scuole professionali qui in città e c’hanno le gambe curve e tozze e i fianchi larghi, ma anche culi rotondi e sodi e pare che i muscoli che si sfregano duri alle cosce debbano sprizzare via da quei blue-jeans intirizziti di nebbia, come nei pullman che la domenica dragano la provincia e rimorchiano verso le balere, ormai sospesi perché di notte, al ritorno, saltavano pure mutandine e reggiseni e in fondo sui sedili allungati si consumavano gare di chiavaggio e pompinaggio, anche fra maschi...
[...]

Bene, buona settimana a tutti cari amici di blogghe. Sappiate che presto vi parlerò di un libro di cui non dirò niente, ma voi riderete molto...
YO!

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