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Il buono, il brutto, il vampiro

Sì, ok. Mi sono messo lì per provare a partecipare a minuti contati, due ore fa. Ho scritto questa grande cazzata. E mi fa ridere pensare che la sto per mettere sul blogghe. Ciò, voglio dire, è un periodo in cui a parte i blogghe se devo scrivere dev'essere buono.
E invece... vi posto questa minchiata che non si merita nemmeno di essere chiamato divertissement, o come cavolo si scrive.
Il fatto è che le sei ore a bimbi di prima mi sfiniscono, poi passare al lavoro, quello vero, ed essere indietro, indietro, indietro e dover fare il più possibile in tre ore, è stancante, poi alle 16 andare al master, che era una lezione di merda, oggi, e mentre la facevo pensavo ad altre seimila cose e ne facevo altre settemila, tanto che stasera, sul campo, ero zombi, davvero zombi. sembravo un giocatore del milan. ahahah. Insomma, sono stanco, al limite dell'esaurimento energie fisiche. Perdonatemi questa idiozia e leggetela con indulgenza. Domani magari vi parlo di un libro... che ne so, di Tondelli dai. Intanto...

IL BUONO, IL BRUTTO, IL VAMPIRO

Brake stava schiacciato contro il muro, nell'angolo, grosso e molle come il culo di un ciccione.
Dei tre era quello meno peloso e più immobile: giusto un ballonzolare lento del ventre, quasi fosse una guancia, mentre mastica un boccone troppo grosso. Non fosse stato per quel colorito verde, quasi fluorescente, lo si sarebbe potuto scambiare per qualcosa di normale.
Teneva gli occhi semichiusi, rassegnato, e solo ogni tanto li strizzava per singhiozzare.
Hole, di tanto in tanto, si fermava a guardarlo.
– Trippone! Palla di merda! Muffaccio! Spiaccicone! – gli ringhiava contro, ma sempre stando a distanza, da uno degli altri due angoli più vicini. Quel colorito non lo rassicurava per niente, e anche se quel bestione non gli pareva aggressivo, era meglio non fidarsi.
Brake, invece, non avrebbe fatto male a una mosca, e delle parolacce gridate da quel muso peloso ne capiva meno della metà. “Trippone”, per dire, non era nemmeno certo fosse una parolaccia.
Si limitava perciò a singhiozzare, senza rispondergli, osservandolo a sua volta mentre, tra un insulto e l'altro, si affannava per tentare di arrampicarsi su quei muri lisci e marroncini.
Hole riusciva a salire per un breve tratto, sbuffava, e poi cadeva, di solito sbattendo la schiena e rialzandosi subito, con malcelata vergogna, pronto per altre parolacce. Quel caratteraccio non era del tutto colpa sua, ma quando si nasce con un faccia color merda, piena di peli e bitorzoli, che fa da contorno a due occhietti neri che paiono due blatte su una pizza con la muffa, beh... quella del carattere può essere l'unica bruttezza tollerabile.
In mezzo alla stanza, immobile come un batuffolo di cotone sudicio, c'era il vampiro.
Vivo era vivo, non v'era dubbio. Capitava infatti che sbattesse le alucce, nere e cispose, per qualche secondo, gridando e spargendo un vento rancido tutt'intorno. Hole in quei momenti, gli si avvicinava e gli sputava addosso, per farlo smettere.
Quella specie di topo peloso non lo spaventava affatto: era ridotto così male che non sarebbe mai riuscito a reagire. Già al secondo terremoto, era stato sbatacchiato così forte contro le pareti che era un miracolo non gli fossero schizzate fuori le budella.
A lui, essendo più leggero, era andata decisamente meglio, perdendo solo qualche pelo e un paio di arti, mentre quel budino verdastro e piagnucolone era rimbalzato qua e là, come niente fosse, rimanendo poi schiacciato in quell'angolo.
Da quanto tempo erano chiusi in quella stanza? Sicuramente era passata l'intera mattinata, aveva calcolato Hole, nervosissimo.
– Putrefatto! Succhiaculi! Smegmone! – gridò ancora, stavolta all'indirizzo del vampiro.
Le ultime convulsioni gli avevano lasciato scoperto il viso, con i canini gialli e sporchi che spuntavano dalle labbra grigiastre. Gli occhi erano chiusi, ma il tremito delle palpebre lasciava intuire con chiarezza che il poverino non era morto. Hole gli si avvicinò, fissandolo e sputandogli dentro una narice, ma proprio in quello il vampiro spalancò gli occhi e cominciò a gridare, terrorizzato. Anche Hole, di riflesso, urlò, ma prima che l'eco delle loro grida cessasse ecco di nuovo il terremoto, il terzo. Brake fu scaraventato sopra il vampiro e ricadde su Hole. Poi, tutti e tre, come cadaveri sopra un tagadà, sbatterono a peso morto da una parete all'altra, tetto compreso. Quando il sisma si placò, il buono, il brutto e il vampiro giacevano tutti nello stesso angolo, immobili.
Brake non si muoveva, perché non ne aveva nessuna voglia.
Il vampiro non si muoveva perché era più morto che vivo.
Hole non si muoveva perché era schiacciato dagli altri due.
Quando il tetto si sollevò e un occhio gigante cominciò a osservarli, l'unico che se ne accorse fu Brake, che però si limitò a muovere il ventre più velocemente, per la sorpresa.
***
Francesco, a scuola, non aveva fatto altro che pensare al suo tesoro.
La maestra aveva spiegato la tabellina del sei e del sette, che erano le più difficili, ma lui non se ne ricordava nemmeno mezza. Era così sicuro che i suoi tre animaletti, chiusi nella scatola di scarpe, si sarebbero tramutati in un piccolo Gormito, che quando li vide lì, nell'angolino, uguali a come li aveva lasciati, e per di più mezzi rimbambiti, per poco non si mise a piangere dalla delusione.
Ci doveva essere un modo perché quel bruco, quel ragno e quel pipistrello diventassero un unico mostro! Li guardò ancora per qualche secondo, poi richiuse la scatola e corse in garage, a prendere il martello di papà.

8 commenti:

  1. per il racconto non mi esprimo, son cose tue.... ma come giocatore del milan Fan***o a te e al testa pelata

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  2. scherzi a parte.. lo scritto non è poi così male. mi piace...

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  3. 4489 caratteri, mi spiace hai sforato, sono costretto a eliminarti! Hihihi!


    Dai, dai e normale che ci siano i periodi di stanca, vedrai che riuscira a uscire dal "tunnel di Galliani". Si chiama così la fase peggiore della malattia. ^_^

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  4. ma io non ho un periodo di stanca!
    io sono stanco! :)
    ( e proprio per il motivo opposto)
    è diverso :P

    comunque non sapevo qual era il limite e il tema me lo son fatto mandare via sms (grazie valchiria)
    era una questione di compagnia scritturale... e poi.. non avrei mai avuto il tempo di commentare ;)

    in quanto ai giocatori del Milan...
    non parlo della geriatria!
    ahahahahah
    però una squadra che vende kaka e lo sostituisce con huntelarrrrrrd parla da sola...

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  5. Fighissimo questo racconto :) Mi è piaciuto davvero un sacco, anche se hai usato due o tre parole che nemmeno conoscevo :)
    Bravo, promosso!

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  6. ahahahah
    ti è piaciuto il racconto... ahaha
    sei proprio un muffioso!
    ;)

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  7. Pensavo fosse un racconto (nell'ordine) su di me, te, e... il Vampiro XD

    Tieni duro, anche i periodi più brutti passano!
    Saludos!

    Il tuo By-Tor di quartiere ;)

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  8. mi sa che ho fatto il lamentoso in questo post :)
    invece io sono very happy a spensierato
    ed è per questo che mi lamento
    sono talmente oberato di mare, sole, sport e gozzovigliare nel tempo che non dedico al lavoro che scrivo un cazz e niente bene
    comunque tu sei peggi fab :)))

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