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"Grill Bill - niente di nuovo da un cadavere" di M. Zanicchi***

Comincio col raccontarvi una coincidenza simpatica, riguardo a questo libro. Una coincidenza che vi fa capire come il web incroci le vite reali, alla facciaccia di tutti quelli che sostengono di no.

Se non ci fosse il web probabilmente nemmeno scriverei, o comunque sì, ma in un altro modo, molto più naif, come facevo prima. E non avrei sicuramente partecipato al premio il Montello, per il semplice motivo che non ne sarei venuto a conoscenza. Invece vi ho partecipato, e alla premiazione dello scorso anno, cosa molto reale, visto che son tornato a casa con dei libri, dei soldi e del cibo nello stomaco; dicevo, alla premiazione ho conosciuto delle persone reali, di cui sì, non è che mi è rimasto molto, in termini reali, ma il ricordo sì.

Ricordo per esempio che il tipo seduto vicino a me, che tra l'altro all'epoca non mi aveva fatto molta impressione, più che altro perché parlava di sè e di quello che aveva scritto là, qua e bla bla... Insomma, io quando uno mi parla di sè tendo a smettere di ascoltare quasi subito, e purtroppo son fatto così e non ci posso fare niente. Comunque, tra le cose che ricordo, c'era quella che stava per pubblicare un libro con una piccola casa editrice del sud.

Ok.
Qui finisce l'antefatto.

Poi è capitata la cosa di Veleno, e per chi segue il blogghe sa già cos'era, quella presentazione figherrima, (anche questa molto reale, anche se tutte le persone presenti o citati si sono conosciute, manco a dirlo, grazie al web); ebbene, alla cosa di Veleno poi sono seguiti gli scambi di libro, uno quello di una pecorella, di cui vi ho già passato in passato, uno di cui non vi ho parlato e non ve ne parlerò che ma alla fine mi ha rubato un sacco di tempo (cara federica) e un paio di cui vi devo ancora parlare. Uno di quelli è proprio questo, arrivato tramite Noemi, dalla lontana Sicilia, e quindi ecco dove volevo arrivare: quando il tipo del Montello disse, "sto per pubblicare un libro per una piccola casa editrice del sud che sta aprendo" io pensai: "seeee, e ti aspetti pure che io prima o poi nella mia vita lo legga?"
Beh, ecco, il libro era questo.
E l'ho letto. :)

Quante cose inutili che vi ho scritto eh?
Ecco perché ora faccio pausa, metto in bozza il post e vado a fare una corsetta pallonare e poi, dopo, vi parlo anche del libro!

Eccomi qua.
Dicevamo. Il librettino di Massimo Zanicchi, edito dalla Tanit (o meglio, è il 50% del suo catalogo) per ora, è un libretto che si legge veloce, rapido, molto easy direi che rende bene l'idea, come definizione, perché lo è sia come struttura che come leggibilità. Il titolo del resto parla chiaro.
Tanto per cominciare, prima di dirvi qualcosa sul libro, vi dico qualcosa sulla sua esteriorità.
Spesso nei post taggati "letteratura underground" stiamo qui a piangere il morto lagnandoci contro la mancanza di correzione di bozze o editing o gradevolezza materiale dell'opera. Ebbene, finalmente una giovanissima casa editrice che almeno in questo è da onorare.
Niente refusi, copertina in tema al contenuto, editing discreto, lettura scorrevole, impaginazione ok... insomma, saranno anche piccole cose, ma nel complesso ti rendono gradevole il libro, lasciandoti una bella sensazione quando lo riponi sullo scaffale.

Sul contenuto vi copincollo la trama che rende bene l'idea della storia:
Le ceneri di Billy Bates, capo di un gruppo paramilitare nordirlandese morto in un attentato, vengono trafugate.Un boss dublinese ha fiutato l’affare: intende ricattare i famigliari per ottenere un cospicuo riscatto. Un colpo tanto semplice quanto redditizio, ma il caso ci mette lo zampino: il corriere viene scippato da uno sbandato.Da questo momento le cose si complicano. Gli sgherri devono recuperare le ceneri, il balordo deve tentare di piazzare l’insolito bottino e i paramilitari devono vendicare il torto subito dal loro condottiero. Sparatorie, indagini, scoop, inseguimenti: nella teca trafugata, attorno alla quale ruotano le mire e le peggiori intenzioni dei personaggi, si cela una singolare sorpresa.
Avrete capito che è un buon copione per un film comico-rocambolesco della domenica pomeriggio di Italia1, e non dovete aspettarvi di più. Il ritmo è sempre alto, capitolini corti, personaggi tratteggiati in stile quasi fumettistico e citazione sparse e parecchia irlanda, con tanto di glossario finale per tutti i termini peculiari utilizzati. Fin qui eran tutti pregi.
Il difetto grosso, invece, ma qui dipende dal lettore, è quello di voler sempre dire o dare la battuta, anche quando, a volte, è scontata o/e prevedibile. Già dopo poche pagine si intuisce che la strada è quella, e dico, forse, si sarebbe potuto risparmiare qualche cosuccia che fa volume, magari cercando di valorizzare quelle migliori e soprattutto (essendo la vicenda molto cartonesca) valorizzare la risata che proviene dai fatti, dai comportamenti, e non dalla parlato dei personaggi o dell'io narrante. Ovvio, io la penso così, qualcun altro la penserà diversamente.

Concludo sottolineando la natura di divertissement di tutto il lavoro. Se cercate un romanzo-romanzo, non è certo questo, se cercate una storia simpatica da leggervi in un pomeriggio di spiaggia ascoltando i gogol bordello (che non sono di dublino, ma rendono bene il clima), beh, questo libro va più che bene. :)

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