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"Incubo a seimila metri" di R. Matheson***

Mettiamola così. "Io sono leggenda" va a finire che lo leggi perché ne senti parlare e pare che sia così imprescindibile, come libro sui vampiri, che non puoi farne a meno. Poi lo leggi ed effettivamente sì, è un bel libro, anche se ti accorgi che è un libro sulla diversità e sulla tolleranza, che fa leva sul nostro, umano, desiderio/terrore di essere gli ultimi (uomini sulla terra, intendo)
Poi continui che ti leggi qualcos'altro, di Matheson, e a me è capitato che il secondo libro fosse "tre millimetri al giorno" che a mio avviso è superiore al pluriosannato lavoro vampiresco, se non altro perché non ha alle spalle tutto quel background sovrautilizzato, ma si basa su un'ideuzza semplice semplice, dalla quale sviluppare un romanzo breve e pressoché perfetto nella sua gestione dei tempi e della trama. Insomma, ti rendi conto che Matheson, è bravo davvero.

Io così sono arrivato al terzo, che tra l'altro è arrivato causa della questione del Veleno (grazie Silvia) di cui oramai sapete tutto e che, a quanto pare, è stato anche apprezzato da chi lo ha letto prima di me (nonna-di-Silvia). Il terzo è stato "incubo a seimila metri" che è una raccolta di racconti, che porta nel suo titolo quello più famoso; "vittima" persino di una trasposizione su schermo (anche più d'una, va).

Che dire dunque? Matheson si mantiene all'altezza? Sì, direi proprio di sì, anche se... devo confessare che, finché non ho ripreso in mano il libro (ormai l'ho letto a fine luglio) non mi sono tornate alla mente i vari racconti. Certo, è bastato sfogliare le pagine e subito le suggestioni e le storie sono ritornate a me, ma resta che i titoli, e forse è uno degli unici piccoli appunti da rivolgere ai racconti mathesoniani.

Ma veniamo al sodo. Allora... i racconti sono poco meno di una ventina, e i dieci euri di questa nuova edizione fanucci tif extra (quando le tif piccoline, ritirate ormai da ogni libreria, erano più meglio e a 6.70€) vengono ampiamente ripagati dal pezzo di apertura (l'uomo che durante un volo in aereo vede un "essere" appeso sulle ali e cerca di scacciarlo fino a farsi prender per matto) e dal pezzo di chiusura (il film sulla bambola assassina l'abbiamo visto tutti, noh?). E in mezzo che c'è?
Beh, se seguissimo le indicazioni fanucciane o dell'inutile e sbrodolante introduzione di Stefano Re, questi racconti sono imprescindibili per capire il fantastico/nero e quindi ci mancherebbe anche che voi non li leggeste.
Io a tanto non arrivo. Sono bei racconti, ed effettivamente, in qualche caso, si è di fronte a scritti che sono un po' l'archetipo di molti film/scritti horror-oriented che li hanno poi seguiti. La casa stregata e opprimente ("la casa impazzita"), che fa uscire di senno il capo famiglia o quasi, piuttosto che "Il nuovo vicino di casa" (basta che immaginiate il kinghiano "cose preziose" in miniatura) o racconti di morte esotica e ritornanti come "la danza dei morti". Insomma, sono spesso racconti malati, in cui, nel complesso, ho visto una vena diversa rispetto ai due romanzi citati sopra.
Diciamo pure che sono racconti che vanno letti, ma che se paragonati ai due romanzi... beh, meglio i secondi. Non perché ci sia un racconto uno, che si possa dire brutto; e, anzi, la maggior parte ha un valore decisamente alto. Tanto per dire, tutti i racconti sono accomunati da idea-immediatezza-eleganza-emotività; tutte caratteristiche presenti in quantità più o meno buone.
E sono così sicuro, che queste qualità le abbia, che non capisco come io possa trovare, nell'insieme, una limitata incisività. E' un po' come un compito da sette, su cui non ve alcun dubbio, ma su cui non ci si sente di dare ancora l'otto...
I almeno li ho visto così, questi racconti.
Chissà, come li avete visti voi, se li avete letti?
[Ah, comunque "Incubo a seimila metri" è davvero perfetto, come racconto :)]

2 commenti:

  1. Che disdetta! Come fai a sapere che è costato dieci euri? L'avevo anche coperto con l'adesivo di Hello Kitty!!!!
    ;)

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  2. Maledette Feltrinelli, che lo mettono lì, in bella mostra, con tanto di prezzo urlato neanche te lo tirassero dietro! :-P

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