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"La scimmia pensa, la scimmia fa" di Chuck Palahniuk**

Che io sia un ammiratore del buon Chuck lo sapete. E che finora non sia stato deluso da nessuno dei suoi lavori ve lo dico adesso.
Se ne parla bene e se ne parla male.
So che è uno di quegli scrittori che pare avere una vita da rockstar, con tanto di bagni di folla e meeting ubriacanti con questo o quest'altro personaggio famoso.
Ogni tanto, non so perché, mi ricorda la faccia luminosa di David Sedaris, che lo so che non c'entra un cazzo con lui, per lo meno come scrittore, ma come individuo e persona me lo ricorda.
Comunque.
Di queste cose non mi sono mai interessato più di tanto.
Io so che Palahniuk è uno che ha idee.
Questo non lo potete negare. Forse troppe, certo. Forse può essere ripetitivo, nel suo messaggio di fondo, nella sua protesta e nel suo essere anti eppure pro, allo stesso tempo.
Però ha idee.
In Cavie, per esempio, ne ha troppe. Anzi se non lo conoscete per nulla e vi siete sempre chiesti se è il caso di leggerlo potreste cominciare proprio poggiando le chiappette su una poltrona feltrinelli e leggendovi il primo racconto di Cavie, che è ottimo per capire come Chuck ti può dipingere un personaggio e una vicenda e fartela restare in testa per l'eternità.
A mio avviso lo ha fatto con fight club, con invisible monster, con choke e con Rabbia. Forse un po' meno con ninna nanna o diary o survivor. Staremo a vedere con Gang bang, che la storia già mi ispira ed è in pieno palahniuk style .
Di un'altra categoria invece Portland Souvenir.
Anzi, partiamo da qui.

Portland souvenir non è un libro ma una sorta di raccolta di racconti-immagine relativi a Portland. Peccato che ce ne siano di cosi strambi che tu leggi e ti chiedi se questo pazzo si sta inventando tutto o se Portland è davvero un tale contenitore di stranezze ed eventi.
Alla fine ero scettico, su questo lavoro, ma poi me lo son letto di gusto e la capacità che aveva, in quel lavoro, di farti sembrare speciale un qualcosa che magari è solo normale, beh, era davvero meritevole.
Allora, mi son detto, sarà così anche per questo "La scimmia pensa, la scimmia fa". Con un titolo così bello poi...
Invece no!
Lo dico con dispiacere, ma è il primo Palahniuk che mi ha un po' deluso. Non tanto, ma un po' sì.

Ecco quindi che questo non è un post di recinzione, ma più che altro un avvertimento.
I casi sono tre.
a) non avete letto nessun Palahniuk. beh, non sognatevi di cominciare da questo! Leggetevi altro. qualunque altro, ma non questo.
b) avete letto 1/2 o massimo 3 Palahniukkerie. Beh, forse è meglio che questa lettura la posticipate e continuate con gli altri oppure smettete del tutto, a seconda di quanto vi sono piaciuti gli altri.
c) avete letto più di tre Palahniuk. OK! potete leggere questa scimmia, però con alcune avvertenze.

Prima avvertenza:
non state leggendo un libro, nè una raccolta di racconti. Sono articoli. Roba di cronaca o roba di interviste. Quindi dimenticatevi lo stile solito di Palahniuk e dimenticate la voglia di stupire.

Seconda avvertenza:
non perdete tempo a pensare se quello che c'è scritto è vero o falso. Veramente Marylin Manson è così, nella realtà? Veramente c'è un festival delle mietitrebbie che si distruggono e la gente che vi partecipa ragiona a quel modo? E il festival del testicolo? E la gente che si costruisce i castelli (veri)?
Insomma. Fingete che non vi interessa sapere se tutto è così oppure no.

Terza avvertenza:
Leggetelo senza aspettarvi niente, dal punto di vista narrativo, ma leggetelo anche pensando che è forse il lavoro dovo potete scoprire di più dell'autore. Il racconto del suo incontro sul set di Fight Club con Brad Pitt è esilarante, ma mentre leggi di brad ti accorgi che è di Chuck che hai capito qualcosa. Lo stesso dicasi per le altre interviste e per gli altri avvenimenti. E' un libro a suo modo intimo. Ha valore soprattutto per questi motivi.

Ah, se proprio devo segnalarvi una cosa che merita essere letta, sempre poggiando le chiappette sulle poltrone feltrinelli, è la lettera a Ira Levin, pag 218.
Io non l'ho letto Levin, ma dopo quella lettera so che non potrò stare ancora molto, senza leggerlo.

Ok
Oggi c'era il doppio post sui libri. Non dite male di me e continuate col Fun Cool!
Io andrò a spiaggiarmi come una balena di pane per tre giorni.

8 commenti:

  1. Per ora sono a quota Survivor, Ninna nanna e Cavie. L'ultimo è un bel diretto nello stomaco, di non facile lettura.
    Devo ancora provare Fight Club...

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  2. Io sono solo a quota due, con un Cavie così così (pieno di idee sfolgoranti, ma che fatica andare avanti in certi punti) e un Rabbia davvero meraviglioso.

    Sulla scrivania ho Soffocare, che prima o poi leggerò. :)

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  3. Io lo venero, lo sai. E condivido le tue considerazioni al 200%.
    Perciò aspetterò un altro po', visto che il libro ce l'ho già lì, sulla testiera del letto, nel frattempo leggerò Gang Bang, che continuo a rimandare come si rimanda l'ultima fetta di torta... gnamm!

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  4. Io ho sbagliato.
    (A mia discolpa posso dire che me l'avevano regalato.)

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  5. Tu Matteo... leggiti Invisible Monster, prima di Fight Club.
    Per vari motivi. Fidati.

    Tu Simone... Bravo, stai imparando, e vedrai che soffocare ti piacerà. :)

    Tu Cyb... tu SEI MAGNIFICA! MICA COME QUEI DUE CAPRONI CHE NE HANNO LETTI COSì POCHI! yEAH!
    Gang Bang infatti lo sto lasciando anchio...


    Tu Luigi... e che cazz! ormai è troppo tardi, passa da me per il lavaggio della memoria. :)

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  6. Ma va a fun cool, l'ho appena comprato, tanto per leggere qualcosa di suo, e tu mi dici di non cominciare da questo! Beh, sai una cosa? Lo leggo lo stesso, tiè!

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    1. ma ti piacerà lo stesso, almeno sai che è un lavoro particolare :)

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    2. Si, e sapendolo prima non mi pregiudica la lettura di altre sue opere.

      Ma ora sono a regime di pane e tempesta, del buon Benni. Poi vedrò. Ho altri arrivi nei prossimi giorni, intanto è in lista d'attesa! :D

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