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Gabbie, gabbiette e blogghe

Prima di leggere quanto segue dovrei chiarire un paio di cose. La prima è che se c'è un libro che, oltre a essermi piaciuto tantissimo, mi ha veramente spaventato (annichilito sarebbe il termine più corretto), quel libro è 1984 di Orwell.
Anche adesso, quando nei simpaticissimi test del faccialibro a cui rispondo sempre alla cazzo arriva la domanda "di cosa hai più paura" non riesco a evitare di cliccare su "ignoranza" o "abuso di potere". Non ci posso fare niente, mi sa, questa è la mia paura più grande.
L'altra cosa da chiarire è che la lettera che vi incollo qua sotto non ha nessuno scopo relativo a discussioni politiche/sociali/mediatiche/terremotatiche o quant'altro. E' una lettera che gira per il web, datata 11/5, riguarda la situazione dei terremotati dell'Aquila e l'ha scritta Andea Gattinoni, un attore che nemmeno conosco. Non credo di violare nulla perché ho visto che è un po' dappertutto, nel web. Non mi interessa nemmeno discutere della situazione dei terremotati, o degli aiuti o della verità o falsità dei suoi contenuti. Se volete discuterne andate sui luoghi adatti, questo blogghe ha altri scopi e discuterne sarebbe off topic. Qui volevo solo spartire con voi del blogghe la mia paura. Già, perché a un certo punto della lettera mi è presa paura e mi ha attraversato la mente un pensiero che faceva più o meno "Oh, cazzo... Non so se qui, ora, ma potrebbe essere vero"
E a me vengono i brividi, se ci penso.
Allora ho pensato che condividerla potrebbe aiutare ad allontanare un po' le mie paure. :)

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Questa lettera è stata scritta da Andrea Gattinoni, un attore che si trovava a L'Aquila per presentare un film. Le parole sono dirette a sua moglie.

Oggetto: HO VISTO L 'AQUILA
Lettera a mia moglie scritta ieri notte.

Ho visto l 'Aquila.

Un silenzio spettrale, una pace irreale, le case distrutte, il gelo fra le rovine.

Cani randagi abbandonati al loro destino.

Un militare a fare da guardia a ciascuno degli accessi allaz ona rossa, quella off limits. Camionette, ruspe, case sventrate. Tendopoli. Ho mangiato nell'unico posto aperto, dove va tutta la gente, dai militari alla protezione civile.

Bellissimo.
Ho mangiato gli arrosticini e la mozzarella e i pomodori e gli affettati.
Siamo andati mentre in una tenda duecento persone stavano guardando "Si Può Fare".
Eravamo io, Pietro, Michele, Natasha, Cecilia, Anna Maria, Franco e la sua donna.
Poi siamo tornati quando il film stava per finire.

La gente piangeva.

Avevo il microfono e mi hanno chiesto come si fa a non impazzire, cosa ho imparato da Robby e dalla follia di Robby, se non avevo paura di diventare pazzo quando recitavo.
Ho parlato con i ragazzi, tutti trentenni da fitta al cuore.

Chi ha perso la fidanzata, chi i genitori, chi il vicino dicasa. Francesca, stanno malissimo. Sono riusciti ad ottenere solo ieri che quelli della protezione civile non potessero piombargli nelle tendeall'improvviso, anche nel cuore della notte, per CONTROLLARE. Gli anziani stanno impazzendo.
Hanno vietato internet nelle tendopoli perchè dicono che non gli serve.

Gli hanno vietato persino di distribuire volantini nei campi, con la scusache nel testo di quello che avevano scritto c'era la parola "cazzeggio".

A venti chilometri dall'Aquila il tom tom è oscurato.
La città è completamente militarizzata.

Sono schiacciati da tutto, nelle tendopoli ogni giorno dilagano episodi difollia e di violenza inauditi, ieri hanno accoltellato uno.

Nel frattempo tutte le zone e i boschi sopra la città sono sempre più gremiti di militari, che controllano ogni albero e ogni roccia inprevisione del G8.

Ti rendi conto di cosa succederà a questa gente quando quei pezzi di ***** arriveranno coi loro elicotteri e le loro auto blindate? Là ????

Per entrare in ciascuna delle tendopoli bisogna subire unaserie di perquisizioni umilianti, un terzo grado sconcertante, mancofossero delinquenti, anche solo per poter salutare un amico o unparente.
Non hanno niente, gli serve tutto. (Hanno) rifiutato ogni aiuto internazionale e loro hanno bisogno anche solo di tute, di scarpe da ginnastica.

Per far fare la messa a Ratzinger, il governo ha speso duecentomila euro per trasportare una chiesa di legno da Cinecittà a L 'Aquila.
Poi c 'è il tempo che non passa mai, gli anziani che impazziscono.

Le tendopoli sono imbottite di droga.

I militari hanno fatto entrare qualunque cosa, eroina, ecstasy, cannabis, tutto.

E ' come se avessero voluto isolarli da tutto e da tutti, e preferiscano lasciarli a stordirsi di qualunque cosa, l'importante è che all'esterno non trapeli nulla.

Berlusconi si è presentato, GIURO, con il banchetto della Presidenza del Consiglio.
Il ragazzo che me l 'ha raccontato mi ha detto che sembrava un venditore di pentole.

Qua i media dicono che là va tutto benissimo.

Quel ragazzo che mi ha raccontato le cose che ti ho detto, insieme ad altriragazzi adulti, a qualche anziano, mi ha detto che "quello che il Governo sta facendo sulla loro pelle è un gigantesco banco di prova per vedere come si fa a tenere prigioniera l 'intera popolazione di una città, senza che al di fuori possa trapelare niente".
Mi ha anche spiegato che la lotta più grande per tutti là è proprio non impazzire.

In tutto questo ci sono i lutti, le case che non ci sono più, il lavoro che non c 'è più, tutto perduto. Prima di mangiare in quel posto abbiamo fatto a piedi più di tre chilometri in cerca di un ristorante, ma erano tutti già chiusi perchè i proprietari devono rientrare nelle tendopoli per la sera.

C 'era un silenzio terrificante, sembrava una città di zombie in un film di zombie.

E poi quest'umanità all'improvviso di cuori palpitanti e di persone non dignitose, di più, che ti ringraziano piangendo per essere andato là.

Ci voglio tornare.

Con quella luna gigantesca che mi guardava nella notte in fondo alla stradaquando siamo partiti e io pensavo a te e a quanto avrei voluto buttarmi altuo collo per dirti che non ti lascerò mai, mai, mai.

Dentro al ristoro privato (una specie di rosticceria) in cui abbiamo mangiato, mentre ci preparavano la roba e ci facevano lo scontrino e fuori c 'erano i tavoli nel vento della sera, un commesso dietro al bancone ha porto un arrosticino a Michele, dicendo gli
"Assaggi, assaggi". Michele gli ha detto di no, che li stavamo già comprando insieme alle altre cose, ma quello ha insistito finchè Michele non l'ha preso, e quello gli ha detto sorridendogli: "Non bisogna perdere le buone abitudini".
Domani scriverò cose su internet a proposito di questo, la gente deve sapere.
Anzi metto in rete questa mia lettera per te.

Andrea Gattinoni, 11 maggio notte.

7 commenti:

  1. Ricordo ancora quei topi, che arrivano affamati verso la faccia. E quegli ultimi brucianti bicchieri (era gin?) alla fine, senza speranza, senza futuro.

    Del resto del post non saprei che dire, quindi sto zitto.

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  2. interessante pezzo di letteratura

    la stessa idea era venuta pure a me... di costruire un racconto sull'argomento, intendo.
    ma poi l'ho ritenuto di cattivo gusto...

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  3. sì sì
    anch'io lo trovavo positivamente romanzata

    inoltre io potrei anche scriverlo, il pezzo
    io di gusto non ne ho! :D

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  4. Questo inizia la roba con:

    "Un silenzio spettrale, una pace irreale"

    Per me sono segnali tipo quelli di pericolo e di stop anche se non ho mai preso la patente, quindi non ho letto oltre.

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  5. A proposito di distopie, qualcuno ha idea o memoria della Genova di otto anni fa, ancor prima che il G8 cominciasse?
    Centro inaccessibile dietro a inferriate alte sei metri a sigillare le strade, impraticabile ai suoi stessi residenti, censiti e schedati anche senza uscir di casa. Strade militarizzate, mitra spianati, i cingolati in giro a presidiare muraglie costruite con i container come mattoncini Lego fuor di proporzione. Città isolata, con i collegamenti stradali e ferroviari interrotti e punti d'accesso controllato al di fuori del perimetro urbano. Stato d'assedio, pericoloso far domande, pericolosissimo circolare con la fotocamera. Sottinteso coprifuoco.
    E pensare che era cominciato in farsa, con la riverniciatura coatta a spruzzo dalle autogru dei palazzi vetusti visibili dal "percorso dipolomatico," la copertura con enormi fondali dipinti delle aree indecorose o vetuste, la sostituzione dei fiori nelle aiuole "troppo rosse" e i limoni attaccati a mano alle piante di Palazzo...
    Poi, le "Prove Tecniche di Repressione" per vedere fino a che punto si poteva arrivare nel sospendere di fatto i diritti civili pur sotto i riflettori della stampa mondiale (che sul momento non sapeva un cazzo: raccontavo via email a un certo Michael Moorcock quel poco che si vedeva in presa diretta dalle tv locali, e quel molto che si sentiva da fuori la finestra, mentre lui andava a protestare ai recapiti di un'ignara BBC)...

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  6. La ringrazio per intiresnuyu iformatsiyu

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  7. Si, probabilmente lo e

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