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Storie Cattive di Marco Cattarulla***

Quando mi è stato stato proposto di leggere "Storie Cattive" di Marco Cattarulla via scheletri.com ho solo pensato che era un nome che conoscevo per qualche suo racconto postato sul sito o letto da qualche altra parte nel web. Non che ricordassi bene chi fosse e cosa avesse scritto, e soprattutto se mi fosse piaciuto, ma semplicemente era "uno di noi" e questo è bastato per impegnarmi in una lettura.
Perché vi dico questo?
Ve lo dico perché l'editore per il quale è stato pubblicato questo lavoro è IlFilo, che è da sempre sul banco degli imputati riguardo all'accusa di "Editore a pagamento". Non voglio in nessun modo entrare nella discussione riguardo a questo argomento, però resta il fatto che, prima di cominciare a leggere, un po' di timore c'era.

Vi spiego perché:
- Il filo on line, non so se lo fa sempre, ma spesso pubblica in cambio dell'acquisto da parte dell'autore di un centinaio di copie della propria opera. Niente di male, per carità, in fin dei conti basta dire no a quest'offerta, come ho fatto io, e non ti succede niente. (lo so per esperienza diretta, visto che dopo aver inviato del materiale, a causa di quell'imbecille di BelaLugosi era questa la proposta che mi era stata fatta, anzi, che ci era stata fatta, a me, a lui e a chiunque avesse inviato qualcosa)
- Il fatto che Il filo pubblichi l'opera è sacrosanto e verificabile, perché il libro ce l'ho qui sottomano ed è di discreta fattura, impaginazione e rilegatura. Quindi niente da dire, da quel punto di vista. Aggiungo anche che lo si può acquistare su libreriauniversitaria e da altre parti, quindi ok, il codice isbn è regolare e tutto funziona abbastanza bene (a parte i 14euri che sono forse un po' tantini).
- un paio di giorni fa mi sono trovato a leggere questa notizia, che mi ha divertito, soprattutto quando all'interno della sentenza del giudice si dichiara possibile dare dei "coglioni" a chi si fa inzuccare. :)
Insomma, capirete che avere un minimo di timore prima di iniziare la lettura poteva essere comprensibile. Timore di cosa? Direte voi, beh, timore che il libro sia un disastro. :)
E invece?

E invece no! Alt, fermi. Non sto dicendo che questi quattro racconti di Marco Cattarulla sono un capolavoro. Si nota qualche piccola ingenuità nella costruzione delle trame e nello spazio dato ai vari elementi che compongono gli intrecci, ma aldilà di questo va detto che il libro è corretto, leggibile e, alla fine dei giochi, pienamente sufficiente.
E voi direte... e non ce lo potevi dire subito? Serviva che ti dilungavi in tutto quel papiro di roba?
Sì, serviva, perché altrimenti c'era il rischio che come leggevate la parola "IlFilo" avreste saltato in blocco il post, ed è una punizione che l'autore non si sarebbe certo meritato, visto che è indubbio, considerando le varie riletture che si intuiscono dietro questi quattro racconti lunghi, che il buon Marco si sia impegnato e che ci sia del mestiere in nuce.

Chiarito questo posso finalmente dirvi due parole sul libro. :)
Sono quattro storie, questo c'è scritto dappertutto, e dovete subito cambiare l'impressione che il titolo vi può dare, non perché le storie non siano cattive, no. Ma perché quello che io avrei messo più in risalto è l'elemento fantastico che ne contraddistingue tre su quattro, e che va anche oltre la semplice cattiveria. Andiamo per ordine.
Nel primo racconto (Bel Paese) il passato rientra nella vita di un uomo, che si ritrova nel suo paese natale, dentro una osteria, dove da bambino si era perso in misteriosi pensieri e avventure. Un segreto crudele riemerge e deve essere "risolto" per sempre, assieme ai suoi amici di una volta. Il vero cuore del racconto è la descrizione del paese e degli stati d'animo che lo percorrono, i suoni e i profumi della provincia, del vivere di una volta, spesso azzeccati.
Nel secondo pezzo si passa a sfiorare la fantascienza utilizzando due prime persona diverse per descrivere da due punti di vista il classico tema del "virus" letale. Anche qui c'è un difetto di eccessiva pesantezza della prima parte, che però, una volta superata, regala un piacevole colpo di scena.
Nel terzo brano "Arca 2009", si ha l'unione di una gestione trama poco riuscita, in quanto sbilanciata, ma di una descrizione delle scene e del ritmo decisamente efficace, che coinvolge fino alla fine.
Si chiude con quella che invece, prima di elementi fantastici, è la storia cattiva per eccellenza e forse il pezzo più bilanciato ed emotivo. Due compagni di scuola, un rapporto di amore odio, un nuovo videogioco... stati d'animo caricati come molle e tensione pronta a scattare, solo che non si sa, fino alla fine, in quale direzione...

In conclusione? In conclusione quattro racconti che si leggono senza difficoltà e anche se a tratti paiono appesantirsi, alla fine si lasciano ricordare. E per un autore underground questo è un merito che spinge ad aspettarsi il prossimo lavoro, che non potrà essere che migliore.

2 commenti:

  1. Marco Cattarulla20 giugno 2009 17:02

    Be, di chi poteva essere il primo commento alla recensione di Storie Cattive se non l'autore?
    prima di tutto volevo ringraziare Gelostellato per la sua obiettività e critica, sempre costruttive per un autore emergente come me.
    Per quanto riguarda la casa editrice be... devo dire che chi scrive spera sempre di smuovere il mondo della narrativa e proporre qualcosa di veramente eccezzionale. Poi, quando si infila il naso nella giungla dell'editoria, si scopre che è melgio armarsi di tuttopunto. IlFilo è stata la casa che mi ha trattato meglio ecnonomciamente e mi ha concesso una discreta finestra pubblicitaria (intervista radiofonica, televisiva satellitare, salone del libro di Torino). Ovviamente ho interpellato diverse case editrici e tutte mi hanno sparato cifre folli nel vero senso della parola.
    Per quanto riguarda i racconti, devo dare atto al sito scheletri.com che mi ha sempre stuzzicato la fantasia. Almeno due dei 4 racconti presenti nell'opera si ispirano a racconti più brevi che ho pubblicato sul sito e dato in pasta ai frequentatori del forum(sempre piacevoli e interessanti le loro brevi recensioni).
    Questi sono epserimenti, prove che ho fatto per iniziare a capire dove posso realmente arrivare. Ha ragion Gelostellato, Kill the family è il racconto meglio riuscito. per quanto riguarda Arca 2009 (il racconto sbilanciato) be, direi che è vero. La seconda parte è molto più rapida nella narrazione ma per dovuti obblighi di cronaca e leggendo il racconto lo intuirete...il mondo tremanva un pò troppo e dovevo sbrigarmi!
    Detto questo, ripeto l'apprezzamento per chiunque dedichi spazio a quello che scrivo, ovviamente. tutta carne al fuoco.
    Ultima cosa... spero che Gelostellato torni a rivedere i miei racconti su scheletri e magari commenti qualcosa, magari direttamente via mail
    marco_catta82@libero.it
    Dimenticavo... se chiedete la mia amicizia su facebook sarò lieto di proporvi , a cadenza di settimana, un raccontino inedito sulle mie note. Ancora grazie
    Marco cattarulla

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  2. Eh eh
    ma quarda che sul mio blogghe è d'obbligo che l'autore venga a commentare :)

    solo che di solito mi insultano e dicono cose del tipo:
    "tu non sai chi sono io"
    "ti denuncio"
    ecc
    ecc
    ;)

    quindi mi raccomando
    aggiungi subito degli insulti :D

    Ciao!

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