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La Seconda Che Hai Detto - episodio 4


Eh, già, ci ho messo un po'... ma alla fine ecco che continuano le puntate del vostro Eroe, il prode Samuele Aurava. Vi ricordere che nelle puntate precedenti, mentre usciva dal parcheggio Moretti per andare al lavoro, il buon Samuele aveva visto una vecchia che cercava di pulire ragnatele in cima al tempio ossario. Poi la vecchia si era buttata nel vuoto schiantandosi e diventando poltiglia.
Se volete rileggere gli episodi precedenti li trovate qui:
- Episodio n° 3
- Episodio n° 2
- Episodio n° 1
- Regolamento

- 4 -


Senza badare più agli sguardi dei passanti cominciò a riempirsi la ventiquattrore di quel fango stranissimo.
Lo raccoglieva a due mani, buttandolo sull'agenda e sulla calcolatrice, sopra le penne e gli appunti dell'ultima riunione. Seppellì definitivamente dei crackers che da settimane, briciola dopo briciola, cercavano di fuggire dal loro sacchetto. Non si spiegava perché, ma aveva la netta sensazione che, un domani, avrebbe rimpianto ogni manciata lasciata a seccare sul selciato.
Dopo aver riempito la borsa fino all'orlo, badando a non far traboccare la melma, si era reso conto di disporre ancora delle tasche dei pantaloni e se l'era riempite.
Poi si era alzato, goffo e appesantito, ma con l'aria soddisfatta di chi ha compiuto un buon lavoro. Solo nel momento in cui si era incamminato verso piazza XXVI luglio, si era reso conto che nelle tasche teneva il cellulare, ma si era rassegnato all'idea di doverne ormai comprare uno nuovo, e aveva proseguito lentamente, tenendo le mani lontane dai fianchi come un moderno pistolero.
Arrivò in ufficio così, con gli sguardi di mezza Udine attaccati al culo e, complice il gorgoglio che emetteva a ogni passo, convinti che se la fosse fatta sotto. Manuela, persa nei fax da archiviare che non si ricordava di aver inviato, gettò uno sguardo distratto tra la montatura degli occhiali e le sopracciglia e poi lo ignorò. Aveva sempre sospettato che quell'Aurava dell'ufficio di fronte fosse gay, e quella camminata non fece altro che confermarglielo.
Samuele si chiuse la porta alla spalle e si fiondò verso il tavolo. Spostò la tastiera e il tappetino mouse da un lato, il portapenna e il block-notes dall'altro. Appollaiato in punta di sedia cominciò a rovesciare la poltiglia marrone davantì a sé, accorgendosi che, stranamente a quanto aveva immaginato, non solo quella specie di fangoso blob non sporcava, ma non rimaneva nemmeno attaccato agli oggetti, comportandosi come l'olio versato in acqua.
Tolse anche le manciate di cui si era riempito i pantaloni, stavolta senza stupirsi che il suo cellulare rimanesse immacolato e funzionante. Poi, dopo aver ammucchiato la poltiglia in una piccola montagna, alta quasi un metro e larga altrettanto, si sorprese a osservarla come se potesse scorgervi un sentiero, o un bosco di conifere, o il camino fumante di una baita.
Solo nell'istante in cui, molti minuti dopo, bussarono alla porta, Samuele si rese conto di ciò a cui poteva assomigliare quell'ammasso che gli riempiva il tavolo: un enorme cumulo di merda! – Samu, caffetino? – disse la voce di Fulvio, mentre stava già aprendo la porta.
Fulvio entrò e...

_____________

  1. ...vide il tavolo di Samuele completamente sgombro...

  2. ...vide Samuele che fingeva di giocare con una montagna di merda...

  3. ...vide Samuele che gli veniva incontro, abbracciandolo calorosamente


  4. ...si beccò una manciata di fango in faccia

Come al solito a voi la scelta. :)

16 commenti:

  1. Ma... è un libro game?

    Mi riservo di leggere la storia prima di puntare su una delle possibili continuazioni!

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  2. beh... libro magari non esageriamo.
    racconto lungo suvvia
    comunque sì :)

    ehi, ma il tuo avatar si muove, che figata!

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  3. voto per la quattro...sono curiosa di vedere se sta cosa fa qualcosa di strano...
    G.

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  4. tu si che mi capibbi midian...

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  5. La tre.
    Carla sloggata
    P.S. l'anima profuma ancora di frutti di bosco? :-))))

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  6. La uno!!

    Ehi, l'avatar di Shaman non è un personaggio del vecchio Bard's Tale?

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  7. Anche se avresti dovuto farglielo leccare quel cavolo di dito...
    Comunque la prima, per forza, un po' di magia ci vuole!

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  8. cavolo
    ma allora ho sbagliato? uff, eppure mi pareva che aveva vinto il riempirsi la borsa o erano pari
    boh
    vabbè
    comunque si
    la magia ci vuole!

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  9. ma vaffun cool tu :)

    non hai nemmeno controllato!
    è giusto così!

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  10. Tu non avere sbagliato buana, io solo volere leccata di dito!
    Ma tu potere fare quello che volere con tue marmellate "tuttigusti + uno"!

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  11. io voto la 2. Samuele che gioca con Silente.

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  12. Voto per la seconda soluzione

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  13. cazz... voi ultimi due avete portato incertezza... :)

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  14. Embe'?
    Siamo ancora qui a contare?

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