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L'odore del tuo respiro di Melissa P.**

Avete presente quei libri e quegli autori di cui tutti parlano male e poi nessuno di quei tutti li ha letti?
(Cioè, cose tipo Moccia, Faletti, Pinketts, Brown, Paolini, Meyer, Troisi ed altre amenità varie puntualmente finite in cima alle classifiche.)
Ebbene, solitamente non sono proprio così, anche se in certi casi vorrei. Solitamente, dicevo, mi capita di non sopportare questi casi a priori. Ebbene Melissa P. è senza dubbio uno di questi casi, ma per lei ho deciso di fare un'eccezione: leggerò un paio di suoi libri!
Lo so, lo so...
"Perché lo fai, disperato ragazzo mio." vi starete chiedendo.
Beh, molto semplice.
Ho pagato i due libri in questione due euri. :)
Un euro l'uno, ovviamente... sennò coldcut che ne compravo due.
E ho deciso di leggere il secondo, non il primo, quello famoso, perchè racconta di una tizia che si tromba tutti. (o almeno così dicon tutti).
Ho letto il secondo perché temevo che giudicando male il primo (cosa che probabilmente accadrà) avrei giudicato male questo a prescindere.
Un altro motivo poi, era che i due libretti erano proprio corti, e io e i libri corti ci stiamo simpatici, questione di amore a prima vista.

Bene. Fatto tutto questo inutile preambolo passiamo al libro, lettura di una giornata di mare, ma senza tanto sole.
Tanto per cominciare non sono diventato fan di melissa, nè uno di quelli che la odiano. Alla fine, piuttosto semplicemente, la vedo così:
Avete presente quando siete più o meno adolescenti?
Avete presente quando più o meno avete una voglia matta di scrivere, a costo di scrivere parole a caso?
Avete presente quando siete percorsi da quel sacro fuoco della trasgressione e dell'anticonformismo uniti all'idea di essere sempre e comunque diversi?
Insomma, dai, ci siamo passati tutti e basta unire queste fasi per arrivare a un bel po' di paginette di diario/quadernetto/agenda che già si possono avvicinare a questo libro.
Poi metteteci però che la pensate un po' in grande (e fate bene) e di questi pensierini volete farci una storia, una vicenda, un qualcosa di completo e compiuto, con uno pseudo inizio e una pseudofine.
Ecco
poi immaginate di scrivere qualcosa di un po' fantastico e un po' finto-poetico, un po' filosofia del quotidiano, un po ardore rimbaudiano (molto poco, quest'ultimo, ma è per rendere l'idea)
Insomma, immaginate tutto questo e non vi caga nessuno, ovviamente. Però potrebbe essere che per una serie di strane congiunzioni astrali (non ultima il fatto che i libri dove si tromba fanno sempre rumore) (tromba-rumore non è un'associazione voluta, no) dicevo, per queste congiunzioni fortunate, il vostro libro d'esordio ha fatto il botto.
Ecco perciò che a tutti i punti precedenti ci dovete aggiungere una squadra di editor che i vostri pensierini ve li prendono, ve li scorreggono e/o correggono, ve li sistemano per farli più in linea con quello che già sta diventando un personaggio (Melissa P. vs Melissa Panarello)
Insomma, alla fine il risultato è questo libro.
O comunque una cosa simile.
Non mi ha detto molto, confesso, però non posso nemmeno scagliarmi contro d'esso come la peggior cosa che ho letto. Cè molta banal-poesia adolescenziale; questo sì, ma mica ne si può fare una colpa a chi l'ha scritta. Anzi, per quanto sia una parte che si dimentica appena la si legge, è un qualcosa che pare in linea con i pensieri dell'autrice, e in fin dei conti mi pare ingenua, ma onesta.
C'è poi una parte che non mi piace, come quando le parole diventano solo ornamento. Parole messe lì come se fossero appena state imparate/sentite o cercate sul dizionario, ma che non sono per nulla vicine a quello che si può percepire emotivamente dalle frase.
C'è infine una parte che ho proprio mal digerito, ed è tutto quello che non riesce a staccare Melissa P da Melissa Panarello. Mi spiego: mi va bene che uno scrittore attinga alla propria vita, alle proprie esperienze, al proprio sentire. E' fisiologico. Mi va meno bene però che la cosa si concluda qui. Inutile sfruttare le riunioni con tal editore o con tal attore per esprimere il proprio anticonformismo, o l'eterno rapporto d'odio/amore con la madre. Mi piacerebbe che uno scrittore fosse se stesso senza essere se stesso. Da scrittore in fieri l'ho sempre pensato. La vita è una cosa, la letteratura è un'altra. E il momento più necessario e difficile in cui è doveroso separarsi, se si vuol essere scrittori, è proprio nel caso di un "diario".
Come in questo caso, dove non è stato fatto, almeno per 2/3 di lavoro.
Intendiamoci, nessun problema, ci mancherebbe. Certo è che allora, se in questo cognome puntato c'è una scrittrice, è doveroso attendersi un libro vero.
C'è invece una cosa che mi è piaciuta, e non lo nego. C'è una parte, dalla seconda metà di libro in poi, che nuota verso il fantastico. Certo, si usano le allucinazioni, come porta, ma la stanza in cui si entra è piacevole. Arrivano le libellule della copertina, arrivano le filastrocche, arriva il nero dell'ansia e il giallo della pazzia. Si ha, per un tratto, la sensazione che finalmente l'autrice abbia cominciato a raccontare, invece di "raccontarsi" solamente.
Ah, di bello c'è anche che Melissa ci ha il blogghe, truzzo come quello di noi tutti.
Ah, di bellissima c'è ovviamente la pagina della nonciclopedia.
Concludo, perché mai avrei detto di perderci così tanto tempo in questa sconclusionata chiacchierata su questo libro. Libro bello? mmm. Libro strano? mmm Libro da buttare del tutto? no. Libro che potrebbe preludere a un libro vero? Perché no. :)
Se volete ho visto che ce n'è ancora un pochi, a un euro, comunque sì, dai, lo so: come la diarrea e il cimurro... potete vivere senza.

Titolo: L'odore del tuo respiro
Autore: Melissa P.
Editore: Fazi
pagg. 138
euri 12, ma ve lo recupero a 1.

12 commenti:

  1. Insomma innocua nostalgia cerchiobottista qualunquista.
    Lo fai per non alterare la media qualitativa dei tuoi post?

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  2. si può essere
    tutte e due le cose

    comunque se hai letto tutto, ti meriti che t'offra una birra
    o anche lo scalpo dell'emo polacco
    ma nella birra non è buono

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  3. L'emo polacco ha l'elmo nuovo. E si beve la birra tua.

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  4. Comunque leggo sul suo blog (orrendo, ci manca solo che il cursore sparga cuori e stelle e lacrime) che usa il Moleskine per scrivere le orribili cazzate con cui assedia gli umani quindi deve morire di uranio impoverito dopo qualche mese al fronte...

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  5. No Elvezio no dici sul serio
    tu all'uranio vuoi bene e non gli faresti mai questo
    e comunque
    tu pmelissa direbbe che sei solo un bigotto invidioso e che non puoi capire la profondità delle sue pere

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  6. Allora una birra, la devi offrire pure a me!
    Sai qual'è il fatto a parer mio? Che questi pseudo bambini prodigio, che fanno il botto al primo colpo, sono costretti poverini a Charliebrownizzarsi tutta la vita.Cioè, a rimanere sempre gli stessi, che sennò poi il mondo magari li schifa, a costo di non capire più quello che dicono, e perchè. Almeno io ho capito questo dalla rece, ossia che non c'era nessun motivo di scrivere un altro libro.

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  7. ok va
    birra offerta anche a te. e siete tre.
    comunque mi sa che a sentire molti non c'era motivo per scrivere nemmeno il primo di libro. ;)

    te lo saprò dire quando lo leggo. :)

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  8. A me che me la tiro e sono prevenuto 'ste cose fanno scagazzare a prescindere.
    Ma.
    C'è un ma.
    Grazie per averlo letto tu per noi :-)

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  9. Quoto Alex al cento per cento. Continua così Gelo, leggiti le peggio cose e raccontacele, così potremmo dire di averle lette anche noi senza spendere nemmeno un eurino :P

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  10. evabbè, ok, stiamo apposto
    mò mi dovrei sorbire le schifezze per il vostro comodo?
    no no
    cari
    io la pmelissa
    voi beccatevi gli altri citati!

    io poi passero alla palazzola :)

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  11. Gelo, Gelo, ci leggi e recensisci l'ultimo di Moccia? :-)
    O anche la Troisi va bene, ma lei forse è anche troppo brava per rientrare nell'elenco brividoso che hai scritto tu!

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  12. io non ho capito se in sto libro scopano oppure no.
    se sì, passamelo.

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