lunedì 29 dicembre 2008

NATALE SOTTO SPIRITO - gratis!!!


Ebbene sì, vi avevo promesso un regalo, cari amici di blogghe, e sono di parola. Ecco a voi qualcosa da scaricare che non siano le budella. Qualcosa da usare nelle fredde sere di questo gennaio nevoso, o nelle caldi notti di questo gennaio focoso. O semplicemente quando cercate un modo originale di perdere tempo.
Ecco a voi il fighissimo, stupenderrimo, increduloso E-BOOK NATALIZIO DI GELOSTELLATO!
Lo potete scaricare da qui a casa di quelli del dodicesimo piano, o da qui, dove potete trovare almeno 259.364 e-book migliori del mio. :)
Che ci crediate o meno (leggere per credere) questo e-book è un omaggio ai lettori più assidui del blogghe. Inoltre, è anche un omaggio agli amanti dello spirito natalizio e alle persone di spirito.
Insomma ci sono un sacco di buoni motivi per leggere questo e-book, che trovate gentilmente ospitato sulle pagine di XII. I motivi seri ve li racconta buon Daniele Bonfanti nella postfazione che, a quanto pare, è l'unica cosa ben scritta di tutto il lavoro. ^^
Gli altri buoni motivi ve li posso anticipare anch'io in calce a questo post. :)
Intanto vi saluto e metto in vacanza il blogghe, per almeno una settimana in cui mi dedicherò alla lettura e al raggiungimento, dopo il Nirvana e il Soundgarden, del Pearl Jam e dell'Alice in Chains.
Vi lascio con questo post di saluti dove potete scrivermi tutti gli insulti che la lettura dell'e-book vi porterà a inventare. Non abbiate pudori, male che vada vi mando a casa Samuele che vi spezza i piedini e vi taglia i pollici.
Un saluto, amici di blog.
Buon fine 2008 e a risentirci per il 2009, che comincerà con la nuova edizione del Un racconto in una frase e con l'idea del cazzo di cui si parlava qualche tempo addietro.

Ah, giusto. I buoni motivi per leggere questo e-book. :)

Dieci buoni motivi
per leggere questo e-book
1) È Natale, e siete tutti più buoni, tanto da compiere gesti impensabili nei confronti di chi vi fa pena o schifo.
2) Gelostellato vi ha assicurato benefici sessuali offerti da suoi non ben precisati amici/amiche in cambio della lettura del suo e-book.
3) Siete Babbo Natale, la Befana o puzzate come una renna e vi interessano tutti i testi che parlano di voi.
4) Appartenete alla schiera di individui che odiano gelostellato e non vedete l'ora di segnalargli i refusi e gli errori, che lui però ha seminato apposta per voi, per farsi odiare ancora di più, ora che
avete letto questo punto 4.
5) Siete venuti a conoscenza, leggendo queste due righe, che non leggere questo e-book porta un sacco di sfiga.
6) Conoscete personalmente gelostellato e sapendo che vi farà delle domande per accertarsi della lettura, temete per la vostra incolumità fisica, in caso di risposta errata.
7) Siete molto interessati alla possibilità che all'interno dell'e-book si svolga una scena di sesso tra Babbo Natale e la Befana, che contempla anche la presenza di renne, alberi di Natale di
marzapane, statuine del presepe e una foto di Simone Corà.
8) Dopo aver visto la foto dell'Uomo Renna siete ormai diventati suoi accaniti fan e leggere questo e-book vi sembra il modo migliore per dimostrarlo.
9) Samuele Aurava ve ne ha consigliato la lettura.
10) Non avete un cazzo da fare.


La sindrome da greatest hits colpisce ancora

Ok ok. Tranquilli... non è un post di classifiche di fine anno.
E non vi parlerò nemmeno di fantasmi, anche se, come potete vedere, sono riuscito a fotografarne uno. ^^

Però un blog è un diario in rete, e io, con tutti questi tag che cambiano cifra da 8 a 9, non resisto a fare lo stesso, (a cambiar cifra, intendo, non a fare il diario) e nel farlo non resisto a chiedermi quali sono i meglio libri che ho letto quest'anno e i meglio dischi che ho ascoltato quest'anno.

Ecco perché, molto brevemente, qui di seguito troverete due elenchi.
Sapete già che mentre di un disco bisog
na parlarne "dopo un po' che lo ascolti", di un libro bisogna parlarne "appena lo hai letto". Da questa mia abitudine discende il fatto che i dischi che vi citerò qui di seguito sono tutti usciti nel 2008, mentre per i libri troverete di tutto, dai classici alle nuove uscite, con l'unica accomunante dell'essere stati letti da me quest'anno. Chiaro, noh?
Cominciamo. :)

I DISCHI CHE MI SONO PIACIUTI DEL 2008

5 DISCHI ITALIANI
Tenete presente che non è una classifica e che non ho un genere preferito (dopo i 30 sarebbero davvero sciocche entrambe le cose ^^).


DAVIDE VAN DE SFROOS - 2008 - PICA!

Del disco ne ho già parlato su questo blogghe in lungo e in largo. Non fosse che è in dialetto comasco questo disco avrebbe monopolizzato le classifiche più di un Ferro o di una Pausini. Davide è un grande, ci ha regalato forse uno dei suoi migliori dischi (indubbiamente il più vario, completo, rotondo e meglio arrangiato di tutti). Mi ha regalato anche il miglior concerto dell'anno a pari merito con i Rem. Inoltre lui è un perfetto raccontatore di storie. Staresti ad ascoltarlo per ore. Disco imperdibile.

LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA - 2008 - CANZONI DA SPIAGGIA DETURPATA

Di questo disco non ve ne ho parlato. Non so perché. Ha vinto molto in ambito indie italico, non mi chiedete cosa. Vi posso solo dire che lo dovete ascoltare, ma con alcune avvertenze. Se siete adolescenti o 20-25 che vogliono mettere della poesia nel moderno, schiacciati dalla società e con una voglia di protesta inespressa che si tramuta in una canna e nel dire molte volte cazzo, e che comunque, e questo è un merito, odiate la musica italica in generale, ma siete troppo pigri (e questo è un demerito) per scoprire della musica italica che passa fuori dai circuiti radiofonici, beh, allora è il disco che fa per voi. Se invece come me, siete della gente che se faccio i nomi di Casale, Palazzo, Benvegnù, Malfatti, Donà, Godano, Agnelli e via dicendo, vi si rizzano le orecchie, vi luccicano gli occhi e correte a tirar fuori i vecchi dischi... beh allora li dovete ascoltare. Perché è vero, cose come queste i Massimo Volume le facevano 15anni fa. Ma ci voleva proprio qualcuno che scrivesse dei testi che sono poesia, anche facendo rima con sert o metadone. Graffi e sputi in poesia, insomma. Ascoltateli.

NUMERO6 - 2008 - QUANDO ARRIVA LA GENTE SI SENTE MEGLIO

Io quella canzone là, quella con Bonnie Prince, non me la riesco a staccare dalla testa. Non è un disco, è un EP. Ve lo scaricate gratis dal loro sito. A chi pensa che il pop italico sia tutto in rima cuore-amore, ascoltateveli. Loro, assieme ai Baustelle e ai Perturbazione, hanno davvero qualcosa da dire, e parlano un linguaggio di ogni giorno senza essere banali. E' un peccato che le heavy rotation si siano accorti solo dei trio di Montepulciano.

BAUSTELLE - 2008 – AMEN

Ebbene sì. Questo è un gran disco. Vi stanno sul cazzo? Si atteggiano a poeti moderni e spocchiosi? Si sono venduti? Fanno qualunquismo pseudo-colto? Ok, può essere tutto, e vi posso anche dare ragione. Ma questo è un gran disco, e se credete che le loro canzoni migliori siano quelle che avete ascoltato in radio, allora avete sbagliato. Amen è un disco dove tutti, ma proprio tutti, troveranno la propria canzone. A parte gli schizofrenici come me che ne trovano almeno 4, di proprie canzoni. Ma questa è un'altra storia. (ah, dimenticavo, anche loro dal vivo meritano, due voci come poche altre)

AFTERHOURS - 2008 - I MILANESI AMMAZZANO IL SABATO

Beh, che a me piacessero molto di più i primi dischi non è un segreto. Che addirittura alcune loro canzoni adesso non contengano parolacce è strano ^^ Che questo disco non l'abbia ascoltato come altri, ok, nemmeno questo è un segreto. Ma se uno mi chiede se si può fare rock cantando in italiano e senza farsi intortare dalla nostra lingua che ha troppe vocali, beh, gli dico di ascoltarsi questi. Poi certo, è finito in classifica, e che gli vogliamo fare una colpa? E poi si sa, orchi e streghe sono soli... e le cose cambiano, e le orecchie crescono. E si invecchia, a volte bene a volte male. Loro bene.


5 DISCHI STRANIERI
Ho ascoltato molti più dischi belli stranieri, quest'anno, ma stranamente non ho dubbi per dirvi i cinque migliori. Secondo me sono questi.


THE RACONTEURS - 2008 - CONSOLERS OF THE LONELY

Avete ancora dei dubbi sul fatto che Jack White sia un genio? Quello lì, con una chitarra, vi sa tagliare i capelli, fare la messa in piega e anche darvi due colpi di sol. Io continuo a preferire il primo disco dei Raconteurs, più scarno ma più vero, ma questo è un discone. C'era una volta il blues, c'era una volta il rock, e i Raconteurs sono qui a raccontarlo. :)

dEUS - 2008 - VANTAGE POINT

Oh che bel disco, oh che bel disco, oh che bel disco. Una volta facevano musica per orecchie pretenziose, adesso ci fanno ballare. E pure i lenti. Per lo più però è musica da ascoltare. Non sarete più così sicuri di quella d minuscola.

R.E.M. - 2008 –ACCELERATE

Sono vivi. All'inizio ho storto il naso, con quel disco. Poi mi sono accorto che continuavo ad ascoltarlo. E continuavo... e continuavo... Il miglior concerto(ne) dell'anno. Sono anni luce davanti a tutti, quei due che suonano. E Stipe potrebbe essere ficcato in foto nei dizionari accanto alla voce carisma. Il disco ha alti e bassi, e in ogni caso non sfiora nemmeno il passato. Ma è un buon disco rock, e porca miseria, non è mica poi tanto facile, farne uno.

BLACK MOUNTAIN - 2008 - IN THE FUTURE

Avete presente quei gruppi che più o meno sembrano dirti che il rock è morto con i led zeppelin e gli anni '70 e che quindi è inutile provare a fare qualcosa di nuovo ma tanto vale cercare di rifare al meglio quel tipo di rock? Ecco, i Black Mountain sono uno di questi gruppi. Il migliore. Imperdibili.

PORTISHEAD - 2008 – THIRD

Dai su, ditelo. Non lo sapevate che i Portishead esistevano ancora. Oppure lo avete scoperto solo leggendo questo blog. ^^ I ritorni spaventano. Quando qualcuno muore e torna non ti puoi aspettare che sia lo stesso di prima. Pet cemetery docet. Salvo rare eccezioni. Loro sono una di queste. Tanto era grande Glorybox, tanto è grande Third. Tanto era perfetta la voce di Beth Gibbons quella volta, tanto è perfetta in questo disco. Se vi piaceva Glorybox, se ancora lo mettete, qualche volta, quando trombate. Beh, questo disco lo dovete avere.


Poi ci sono alcuni dischi che non sono tra i cinque meglio ma mi va di citare lo stesso, perchè sono comunque dei buoni dischi:

THE LAST SHADOW PUPPETS - 2008 - THE AGE OF UNDERSTATEMENT

Per chi non sopporta molto i Rascals e gli Arctic Monkeys. :)

TV ON THE RADIO - 2008 - DEAR SCIENCE

Per chi... eccheccazzo, per chi ama ascoltare musica.

THE CURE - 2008 - 4.13 DREAM

Mi piace e mi diverte, e sto continuando ad ascoltarlo. Non l'avrei mai detto.

THE NOTWIST - 2008 - THE DEVIL, YOU + ME

Confesso che non è un brutto disco, ma confesso che ha poco e nulla di Neongolden. Per che crede che l'elettronica non trasmetta emozione.



I LIBRI CHE MI SONO PIACIUTI DEL 2008
Qui sarò più breve, perché tanto dei libri parlo sempre. Quest'anno poi mi sono dedicato ai classici, e se sono dei classici, voglio dire, ci sarà un motivo, noh?
Quindi mi sa che saranno loro a dominare la classifica. :)
Vabbè ecco le letture che mi hanno dato qualcosa.

Dei contemporanei mi sono piaciuti questi:

La Scuola dei desideri - J. Harris

Freddo nell’anima - J. Lansdale

Il cacciatore di Aquiloni - K. Hosseini

Maneggiare con cura – J. Lansdale

Abarat – C. Barker

Rabbia – C. Palahniuk

Chesil Beach – I. McEwan


Dei classici mi sono piaciuti questi:

Uomini e Topi – J. Steinbeck

Lolita – V. Nabokov

Il maestro e margherita – M. Bulgakov

Gita al Faro – V. Woolf

Mattatoio n°5 – K. Vonnegut

Il sospetto – F. Durrenmatt


E degli italiani mi sono piaciuti questi:

La sabbia non ricorda – G. Scerbanenco

Diario Pulp di strumm

La fatica di essere prete - A. Bellina

La ragazza dei sogni - F. Dimitri


Bene. Ho esaurito anche questa. E se siete arrivati fin qui ora ve lo posso dire: era una classifica di fine anno! Ah ah, vi ho fregati!
:)

La ragazza dei miei sogni di F. Dimitri***

Avrei potuto aspettare il 2009 per qualche parola su questo libro. Ma visto che è un buon libro, mi è piaciuto, è l'ultimo dell'anno e poi non aggiorno il blogghe per una settimana e il mio pesce rosso immaginario mi ha molto consigliato di farlo, ve ne parlerò adesso.
Diciamo che ormai sono quello che arrivo ultimo. L'ha letto Midian, che me lo ha pure prestato e che adesso sta leggendo il secondo lavoro narrativo di Dimitri (che mi presterà). Ne hanno parlato qui e qui. L'hanno letto un pò tutti, insomma. Ne ha parlato persino, ai tempi dell'uscita, l'autore stesso sul suo blog! ^^
Ma che cos'è la ragazza dei miei sogni, per fare tanta cagnara in questo underground letterario horror-fantastico?
Non è un film del '56 e non è il blog di un folle che pubblicava una poesia al giorno per trovarla. E no, non è nemmeno Lamù, che lo so che molti di voi hanno subito pensato a lei. (Ok, ok, sono io che l'ho pensata)
E' tutto molto più semplice di ciò. La ragazza dei miei sogni è il libro che tutti noi scrittori underground vorremmo aver scritto e veder pubblicato!
E' un libro breve (195pag), semplice (non credo ci sia una frase con due relative^^), scorrevole (ve lo leggete in giornata, se vi va), divertente (nella prima metà, si ride) e horror (nella seconda metà, c'è l'horror e i mostri e il fantastico e tutte quelle cose che piacciono a noi).
Inoltre è moderno e nostrano, in quando molti degli archetipi dell'immaginario horror di sempre sono trapiantati qui e oggi (qui, significa a Roma, oggi, significa nel primo decennio del terzo millennio).
Leggendo la bio dell'autore potete capire subito una cosa, che ho apprezzato molto, ovvero il fatto che la conoscenza degli archetipi utilizzati (dai démoni, ai golem, di riti esoterici, ai culti pagani...) non è conoscenza google-indotta e wikipediata, ma qualcosa di acquisito e approfondito. Poi magari ci butta un nome, una parola, una formula, ma anche se emerge solo quello si sente che non è a casaccio.
Ma di che parla il libro? Vabbè, arrangiatevi a leggere tutti i link che vi ho lasciato, inutile che perda tempo anch'io con trama, impressioni ecc. Vi posso solo dire di leggere prima questo che quello nuovo, ecco, quello sì.
E vi posso lasciare un paio di considerazioni mie, visto che non a tutti piacciono le stesse cose.
La prima parte del libro.
Ecco, a me non è piaciuta. Lasciamo perdere qualche piccola ingenuità del tipo "cadere giù" che non ve ne accorgerete mai, perché il libro è scorrevolissimissimissimo, c'è il fatto che la prima parte è giocata ampiamente su un immaginario adolescenziale-mocci/oso-bridgetjonesianialmaschile. Non è un difetto e a moltissimi piacerà e farà un sacco ridere. A me purtroppo no, anche se l'ho comunque letto senza fastidio.
La seconda è la gestione finale delle trama.
Ottima. Mi è piaciuto così. Un libro che finisce come doveva finire, senza essere scontato. Che utilizza e rivisita il vecchio archetipo bella-bestia maneggiandolo con mani horror/fantastiche in modo adatto e non forzato. Inoltre, verso la fine del libro, secondo me Dimitri scrive meglio, o comunque pare trovarsi a suo agio con i tempi di narrazione ristretti, più che con quelli diluiti e di presentazione personaggi.
Ok basta così. Il libro mi è piaciuto e finisce direttamente nella top degli autori italiani che ho letto quest'anno solare e che subito vi lascerò. Non si becca le quattro stelline solo perchè (a me) la prima parte non faceva impazzire, ma sono conscio che a certuni col cervello da 15enne come Silente^^ sarà piaciuto tutto da impazzire. :)

Buona giornata, cari.

sabato 27 dicembre 2008

La scuola dei desideri di J. Harris****

Ci sono due modi antitetici di interpretare questo lavoro della Harris (Sì, ok, la Harris è quella di Chocolat, ma io non l'ho letto e ne ho visto il film, né ho letto altri suoi lavori).
Seconda una prima visione, che potremo brevemente definire "chemmerda", il libro è fastidioso a tal punto da portarne a termine con fatica la lettura e votarsi alla sua denigrazione comunque ci si arrivi.
La seconda visione, che potremmo brevemente definire "cheffigata", veda una prima fase di "chemmerda" che poi si trasforma in una sorta di esaltazione ed entusiastica baldanza, una volta terminato il libro.
Perché tutto ciò?
Beh, è presto detto. La Harris opta per una buona metà di libro in cui deliberatamente crea confusione nel lettore. Una serie di personaggi "vivi" e descritti a piccoli passi da due voci narranti. Le due voci sono quelle dei due protagonisti del libro, che se all'inizio paiono contrapporsi in una logica di bene (il vecchio, integerrimo, eccentrico, amato professore di latino) e di male (il misterioso, perfido, subdolo assassino-distruttore), alla fine si mescolano, lasciandoci con due personaggi complessi, che emergono su tutti gli altri e non fanno altro che ridisegnare un terzo personaggio. Un personaggio che non è umano, ma si comporta come se. St. Hoswald, la scuola privata maschile dove si svolgono tutti i fatti.
Ebbe, in questa prima parte, il libro, vi sta sul cazzo.
Inutile tentennare, il libro infastidisce e irrita, per la sensazione di non capire niente e per l'eccesso di nomi simili che non riuscite a ricordare.
Poi il libro entra nel vivo, vuoi con la narrazione, vuoi con la comprensione degli eventi. Emerge il cattivo e i suoi intenti. Assistete alla partita a scacchi che lui sta giocando con St. Oswald attraverso i personaggi della scuola. Mr. Straitley, il Re, è un osservatore che pian piano entra in gioco e rimane l'ultimo pezzo sulla scacchiera. Scacco matto? Patta? Chi vince e chi perde?
Non si sa. Non si saprà. O comunque ogni lettore può farsi la propria idea.
Quel che è da dire è che la Harris, gioca piuttosto bene con una struttura così complessa come quella del doppio narratore e del colpevole narrante che è nascosto ma non è nascosto. E' un libro che avrà il suo colpo di scena, e volendo ve lo potrei rovinare con una spoilerata da maestro.
Comunque, quando si arriva al colpo di scena, di solito il lettore della seconda categoria, che ha già cominciato a cambiare idea, esclama: "cheffigata!" e da lì in poi ama incondizionatamente il libro.
E io a che categoria appartengo?
A nessuna delle due.
Il libro è un buon libro ed è stata una lettura molto piacevole. Inoltre si merita tutte le quattro stelle, invece di tre, per i seguenti motivi:
  1. la Harris scrive bene, non ci sono se e ma. Scrive pulito e veloce. Semplice, ma non banale.
  2. l''ambiente scolastico è dipinto benissimo. Bella la caratterizzazione ambientale e dei personaggi. Se ci è stata, in una scuola privata, è comunque brava. Se non ci è mai stata, è bravissima.
  3. Per gestire un doppio narratore, con una trama così complessa, con tanto di flashback e colpi di scena e personaggi diversi e mutevoli e lasciare, alla fine del libro, tutti i fili annodati, ci vogliono cazzi. Se guardo il libro da un punto di vista strettamente tecnico dico: "sticazzi!"
  4. L'edizione economica costa solo 8.90€, che per un buon libro sono pochi.
Vi dicevo che sono a una visione che sta a metà tra le due citate per un motivo. Per me il colpo di scena non è stato un colpi di scena, non perché me lo avessero svelato, ma perché la Harris mette gli indizi al posto giusto e cerca, con sufficiente onesta, di non prendere in giro il lettore. Non lo fa con rivelazioni esagerate che erano troppo nascoste, non lo fa con rivelazioni che solo un cieco potrebbe non aver visto. Sceglie una via di mezzo. A metà libro capisci la situazione, a tre quarti hai capito il colpo di scena che sta preparando, anche se non nei dettagli, e alla fine dà il tempo di tirare i fili e, con calma, di non chiudere bruscamente o con fastidiosi lieti fini o non lieti fini.
Insomma, non posso dire "chemmerda" perché vorrebbe dire essere davvero molto superficiali nel giudizio (oppure molto supponenti, credendo di aver sgamato l'autrice prima della rivelazione, quando è lei che ti suggerisce le cose prima di dirle). Non posso dire "cheffigata" perché non sono così ingenuo (purtroppo per me). Però posso apprezzare, e io, ho apprezzata.
Mi aspettano altri libri della Harris, non ho dubbi.


occazzo. mi accorgo di non avervi detto nemmeno di cosa parla il libro.
C'è una scuola privata inglese. Collegio inglese vecchio stampo, maschile, con un prof vecchio stampo, con anni e anni di mestiere, di nome Mr Straitley. Poi c'è un antagonista, non di Straitley ma della scuola, di St. Oswald. Usando le moderne tecnologie il "cattivo" che mira a distruggere un mondo che non ha potuto avere, divora dall'interno la struttura, come un cancro, riempiendola di scandali. Il gigante con i piedi d'argilla, viene da pensare. La storia è qui. Ci saranno i morti, ci sanno vincitori, sconfitti e storie.
Poi, dentro questa lettura di un thriller (perché sia chiaro, è un thriller) ci potete leggere molte cose. Ci potete leggere la cecità e l'immobilismo di una istituzione, l'avanzamento del nuovo che supera a destra il vecchio ma in retromarcia, l'amore per l'insegnamento, l'odio per la suddivisione in classi sociali e l'eterno dissidio ricchi-poveri. Insomma, una di quelle letture a buccia di cipolla. Ah, consigliato a un insegnante, di qualunque tipo esso sia.

venerdì 26 dicembre 2008

Carmen Nocturna - AAVV

Mi fa strano parlarvi di questo libretto di poesie.
Anche perché io di poesie proprio non ci capisco una mazza.
Ma come, direte voi, ci tieni pure un blogghe, di poesie?
Oh, ma siete fuori?! In questo blogghe non c'è nemmeno una poesia che sia una (ok, forse una). Il fatto che a me piacciano le parole, intese come morfemi che formano un elemento che ha un significato, e che a me piaccia la musica, e che mi piaccia esprimere delle sensazioni mescolando questi due piaceri, non fa di me né un poeta, né uno che scrive poesie.
Queste due cose, inoltre, fanno di me uno che molto raramente legge poesie. Intendiamoci, le apprezzo e mi piacciono, ma non compro libri di poesie, di solito. (Sì, ok, a parte tutti quelli a mille lire di Verlaine, Rimbaud, Baudelaire e tutta quella cricca di piagnoni sfigati).
Ebbene, e allora perché ho comparto questo libro, a luglio? Perchè c'è lo zampino di amici, è ovvio. E perché, vi chiederete ancora, l'ho letto solo di recente?
beh, qui la risposta è un po' più articolata. Beh, vedete, io ho una mia idea della poesia. O meglio, della poesia che piace a me. Non ho voglia di spiegarla adesso e né sarebbe utile ai fini della spiegazione. Fatto sta che questo libro raccoglie delle poesie Oscure. E nel momento in cui ho cominciato a leggerle, ovvero su una spiaggia assoluta, il concetto di oscurità presente non era abbastanza forte per superare l'estate che avevo intorno. E' un pò una critica, se volete. Non tanto al libro, quanto agli autori che hanno composto le prime poesie del volume, che parlavono troppo di abisso e di perdersi e di tempo e di infiniti. Insomma, a luglio non riuscivo proprio a pensare a questi concetti, e così me le sono lette adesso, a cavallo tra novembre e dicembre, ed stato diverso.
Mi sono piaciute di più quelle della seconda parte, lo confesso, che sono riuscite a darmi il senso di oscurità senza per forza usare parole come notte/abisso/buio/ombra et similia. Mi sono piaciute molto le piccole composizioni di Edera (che poi sarebbe la cantante dei Domina Noctis e non il circolo arci di Codroipo dove comunque fanno bei concerti). E semplici, ma con uno stile.
Mi è piaciuta una delle poesie di Ian (che da qualche parte avevo già letto) e quelle di Mesvell.
Ah, sì. Dovrei anche dirvi che il libro è diviso in due parti (ah ah). Nella prima sono raccolte le migliori composizioni bla bla... si ok dai, ve le andate a leggere sul sito della casa editrice queste cose. Meglio che vi dica altre cose. Tipo che se state per caso insinuando che alcune poesie della prima parte non mi sono piaciute... beh, è vero. Se state anche insinuando che io non capisco un cazz di poesia, beh, allora non avete letto bene le prime righe. :)
Comunque, io che sono figo, invece di dirvi le solite parole da marchettaro per tentare di farvi comprare il libro, e probabilmente rischiando di essere picchiato dal DOM la prima volta che mi vedrà di nuovo in carne e ossa, faccio una cosa che mi va di fare.
Io che non compro libri di poesia, che però le poesie mi piacciono, cosa potrebbe spingermi a comprarne uno? Beh, semplice, leggerne una o due e scoprire che mi piacciono.
Ecco perché vi trascrivo qualcosa che a me è piaciuta molto, (oh, voi di Tabula Fati, non denunciatemi eh, che tanto ho 6 o 7€ sul conto in banca).
Vediamo...
Vi scrivo la più corta, che poi è tra quelle che ho gradito di più. :)

ADE

L'aria tagliente di piume
di anime
che sfiorano le spalle
creando occhi nel fumo
nel buio dolente.
Edera

Bene. Basta così per oggi. Torna a sistemare il regalo natalizio per voi amici di blogghe.
Chi è che vuole figurare? Su fatevi avanti!

martedì 23 dicembre 2008

Tre dischi a metà del guado

Oggi mi va di smaronarvi parlando di tre dischi famosi. Di quelli attesi che poi l'attesa va a finire che te li fa apparire molto più belli o molto più brutti di quello che realmente sono.

Partiamo da questo ritorno.
Coraggio, confessate: chi di noi, un po' di anni fa, non ha passato almeno un paio di mesi in preda a folle desiderio di schiantare chiunque gli si parasse davanti sul marciapiede?
Era colpa loro e di quella canzonaccia mondiale che volenti o nolenti ha fatto storia e continuerà a farla.
E quell'album là, quegli hurban hymns, è uno dei migliori albun pop-rock degli ultimi vent'anni. Quindi, voglio dire, se dopo dieci anni di silenzio e quel paio di album né carne né pesce di Ashcroft, I Verve tornano, abbiamo un obbligo quasi morale di prestarci attenzione. Credo sia lo stesso motivo per cui io continuo a comprare gli album dei Pearl Jam. Ho un debito nei loro confronti che viene dai primi album e lo saldo così, dovessero cominciare a pubblicare cover dei dari o di gigi d'alessio. Che poi, Ashcroft, ci ha regalato anche questo video che continuo a considerare un capolavoro, dove una canzone scontata si piega, una volta tanto, alla realizzazione cinematografica.
E l'album dunque? Oddio, che vi devo dire. Il singolo l'avete sentito sicuramente. Love is noise. Testo scontato, con la solita anafora arrembante, e canzone che sì, vabbè, brutta non è, ma poteva essere un pezzo apri album di Ashcroft solista e nessuno si sarebbe chiesto qualcosa. E' il resto dell'album, però, che vi frega.
Vi dico solo questo: se siete di quelli che in Urban Hymns, amavate particolarmente Catching the butterfly, beh, allora procuratevelo questo Fourth. Di altre canzoni modello love is noise, nel disco, non v'è traccia. Ci sono pezzi lenti e a tratti pure troppo mielosi, ma in generale che mantengono un'aria psichedelica che, sinceramente, non mi aspettavo. Vi dirò, al primo ascolto ho pensato "che merda" al secondo "che merda" al terzo ascolto, in fin dei conti, ho pensato che poi non era così male, e che era un pò come se ai vecchi Verve fossero state tolte tutte le canzoni "facili" (sonnet, drugs dont work, ecc) per lasciare solo quelle meno radiofoniche e meno convenzionali. E alla fine, vi dirò, è davvero meglio così.

Altro disco che se ne parla da 15anni o giù di lì. Non serve che vi dica quale. Se ne è parlato così tanto che anche i lombrichi blu delle miniere di torba di Pampaluna hanno nel loro mp3 il singolo e probabilmente il secondo singolo "Better" lo metteranno presto e se lo ascolteranno per mesi.
Inutile quindi ripetersi. Di questo disco se ne parla benissimo e malissimo. La cosa da dire per me è una. Che il disco non è brutto. Per metà è inutile, certo. Per quelli che si aspettavano un disco dei gunners e si ritrovano degli echi di vecchie canzoni famose dei gunners è semplicemente irritante.
Però suvvia, chi è quell'imbecille che aldilà del nome, poteva pensare di rinverdire i vecchi fasti con questo disco?
E allora va preso con un'ottica di pagina bianca. Questo è un disco solista di Axl Rose che, ahimè, non riesce a staccarsi dal passato, ma nel momento in cui lo fa, si guadagna e si guadagnerà le orecchie di molti, moltissimi under twenty-five.
Vi parlo solo di questo secondo singolone (indubbiamente il pezzo più radiofonico delll'album). La domanda è: e se avesse(ro) deciso di lasciar stare gli echi del passato e avesse(ro) deciso di fare dieci canzoni di questo tipo, piuttosto che 14 a metà strada di un ventennio? Beh, il disco avrebbe spaccato! Non certo le orecchie di quelli che tengono Appetite for destruction in una teca anti polvere, ma certo quelle dell'heavy rotation. Comunque il disco non è brutto. C'è di molto peggio in giro. E poi una cosa va detta: quella voce lì, su disco, è una voce che torna così spesso. Non saprà suonare che il campanello di casa e cercherà di imitare se stesso come uno sfigato, questo Axl, ma la voce è un qualcosa che non dimentichiamo. Un grazie glielo dobbiamo.

Terzo disco in due righe. In due righe perché io di Cure non ci capisco niente. Mi piacevano in Lullaby e mi piacevano in Friday I'm in love. Quindi io proprio non faccio testo, di Cure non ci capisco una mazza.
Quindi non so dirvi se il disco è buono o cattivo. Certo, è un disco di questi cure bolsi e allegrotti che paiono divertirsi più loro a suonare che noi ad ascoltare, ma che volete che vi dica, a me questo disco piace. Lo metto lì e mi sento felice. E' un disco che fa "na na na". Che quasi inizia con un pezzo strumentale che ti chiedi se sono loro e poi va avanti con canzoni molto simili, tutte tagliate con lo stesso stampo. Uno stampo che ormai è quello, certo. Non hanno proprio sorpreso nessuno con questo disco, eppure, dei tre, è quello che sto ascoltando di più e più volentieri. Lo inizi lo finisci... Avrà poche calorie ma almeno non ingrassa, come i pavesini insomma. :)

Bene. Volevo scrivere due righe e ne ho scritte duemila. Pazienza.
Buona giornata a tutti!

sabato 20 dicembre 2008

Cosa bolle in pentola?


Sapete che vi dico? Che adesso vi beccate un bel post di cazzi miei. Magari, cazzi miei relativi, va. Più che altro sono cazzi del blogghe, questo povero disgraziato che mi sopporta.
Andiamo per punti? Andiamoci.
  1. Fronte scrittura. Mmm... E' dalla fine della RR che non scrivo una riga, né ne ho alcuna voglia. Ogni tanto va così. Poco male, l'ispirazione tornerà con l'anno nuovo. In compenso a parte quell'idea del cazzo che presto apparirà su queste pagine (ammesso che ritrova un po' di voglia di scrivere) posso segnalarvi un simpatico piazzamento al NeroPremio XXXIII e una simpatica segnalazione al concorso per haiku di Capoliveri, dove stranamente fanno sempre vincere solo stranieri solo per dire che il concorso è internazionale. :) Questo giro avevo degli haiku bellissimi, ne sono certo. Anzi a fine post ve ne lascio un paio. Terza soddisfazione, anche se in via mediata, riguarda la vittoria di un bravo amico friulano, che con una sceneggiatura tratta da un racconto che abbiamo scritto a quattro mani, ha vinto il premio per "testi cinematografici in lingua friulana" organizzato dal Cec di Udine.
  2. Sempre sul fronte scrittura-blog potrei dirvi che ho voglia di fare un regalo natalizio ai lettori del blogghe. Qualcosa da scaricare, ma che non sia cacca. :)
  3. Terzo punto sul blogghe... non me lo ricordo mica più? Ah, si, presto si ricomincia a parlare di libri. Vuoi perchè ho finito 'sti cazzo di esame del master e fino a metà gennaio non ne ho altri, vuoi perchè ci sono le vacanze di Natale. Questo significa che leggerò. Come diceva il vecchio professor Taltomar di baricchiani ricordi, "o guardi o giochi".
  4. Musica. Sto ascoltando un po' di cose nuove. Posso consigliarvi di scaricare una compilation da stereogram. C'è dentro un po' di tutto, e a parte Rem e Oasis è tutto piuttosto indie-oriented. La compilation la trovate a questo post, e sempre su questo blog trovate una canzone natalizia di Sufjan Stevens, così, magari sapete chi è e vi può interessare. A proposito di canzoni natalizie! ieri mi è capitato di vedere Billy Idol ceh cantava....jingle bell rock, una roba di due anni fa... forse mi era sfuggita, o forse non me la ricordavo. Mi ha fatto strano pensare che quello lì era quello a cui piaceva raccontare che guidava la moto bendato... Time ever rules, baby.
Bene. Ora, vado al mare a correre bimbi, statemi bene ricordatevi di cambiare l'acqua al pesce.

Ah, l'immagine là sopra non è a casaccio ma centra con l'idea del cazzo.
Ah già gli haiku, ve ne lascio un paio. Io li trovo belli.



Mare che russa
Vele in fila indiana
Muovono il drago.
Domenica, 27 aprile 2008

Castelli vuoti
Regine come spettri
In riva al mare.
Domenica, 27 aprile 2008

lunedì 15 dicembre 2008

Piccola musica per orecchie sottili

Dovrei fare altre cose, certo. E' sempre così quando viene sera. Ma dopo la parentesi del puro cazzeggio voglio riprendere in mano il blog per ridargli un minimo della sua natura: spartire cose.
E' da un po', per esempio, che non vi parlo di dischi.
Meglio! voi direte, vi ho sentiti. Ma io me ne frego, e vi parlo lo stesso di tre cose.
Non dischi veri e propri, ma musica piccola, musica per orecchie sottili.
Intendo piccola nel senso che non l'ascoltate in radio, e che non vi prende certo a pugni in faccia.
Mi piace, ogni tanto, assottigliare le orecchie sulle cose piccole. In fondo l'impegno è lì, più che altrove.

Cominciamo con un video. Un video e una canzone. Spero vi piacerà ascoltarli anche se cantano in lingua friulana. Sono un po' figli del grunge anche loro, come me, ma hanno un modo più semplice e acustistico di costruire le canzoni.
E riuscire a interpretare il rock in un lingua minorizzata restando quelli che "di giorno lavorano come tutti" per me è sempre un merito.
Insomma, fate un click qui per ascoltarvi gli Jonokognos, e guardarvi il loro video, che non sarà niente di originale, ma si lascia guardare.

Mai Mai

Se vi va di ascoltare altro andate sul loro space.

Poi, seconda segnalazione che mi è arrivata via mail non so bene da dove e non so bene perché riguarda gli Esmen. Con il video qui di seguito si sono aggiudicati il Premio Italiano Videoclip Indipendente (Pivi) al Mei di Faenza il che è bene, giusto?
Aldilà dei premi, che vogliono dire poco, è meglio che vi guardiate il video, che è molto oscuro e visionario, anche angosciante, (molto horror, comunque) a tratti, sia per chi ama la digital art che per chi no.

A me tra l'altro la canzone piace assai.
Il loro sito lo trovate qui, e vi potete scaricare il primo singolo in download gratuito, che è completamente diverso dalla canzone del video (molto più easy, direi) e con un piglio radiofonico non indifferente. Inoltre qui sul tubo c'è anche la performance live al Mei.


Terza ed ultima segnalazione è un amico di Midian. Ok, direte voi, è amico suo, mica amico tuo. Ma vedete, al fine io ho un debole per l'educazione e le gentilezze. Ecco, il buon Marco Zordan, per l'appunto, è stato così gentile da regalarmi il suo disco super autoprodotto. Del tipo che si sente proprio che se lo è registrato a casa da solo. Ecco, e questa cosa del registrarsi un disco di rock acustico da soli in casa, e raccontare quel che si vuol raccontare, beh, ecco, io lo trovo un modo educato di esprimersi. Quindi vi segnalo anche lui.
Non mi è piaciuto tutto, certo. A tratti il suonato è ancora rustico, ma i testi sono particolari, e si sente che ha qualcosa da dire, sotto il coperchio del suo cielo.
E poi c'è di bello che tutte le sue influenze sono gruppi che piacciono anche a me e che in mezzo ci ha messo anche pasolini e baricco. E mi pareva una cosa simpatica.
Se ve lo ascoltate sullo space ascoltatevi Cenere di Luna, anche se "il mare di Magritte" ha sicuramente un testo che mi piace di più. (sgocciola nel quadro il viso di una donna dalle tempere rarefatte ombre che si invertono lasciando spazio al vuoto...)

Bene
direi che posso anche andare a dormire!
A presto per un po' di prospettive future sul blogghe.


giovedì 4 dicembre 2008

Mi sono abbonato al concorso più figo del web

E vabbè, lo so, è un vizio, non riesco a farne a meno. Ogni anno, circa verso ottobre, comincio a smaronare amici e dementi con i miei mini raccontini horror da leggere. "qual è meglio? qual è meglio?".
E tutti, con più o meno pazienza, mi accontentano, rispondendomi e mandandomi mentalmente al diavolo. Tanto sanno che poi, alla fine, va a finire che faccio sempre di testa mia. Tutto questo, in ogni caso, lo faccio per partecipare al buon trecento parole per un incubo, ovvero il concorso più figo del web. Che ci volete fare, ci sono affezionato (il primo concorso non si scorda mai).
E mi ci sono affezionato a tal punto, che l'ho pure vinto. :)
Quindi non mi resta che ringraziare tutti i poveretti amici di blogghe che ho smaronato facendogli leggere i raccontini. Sappiate che quest'anno ho seguito i consigli della maggior parte di voi. :)
Siccome "Un pezzo alla volta" il raccontino vincitore ve lo potete leggere direttamente dal sito e siccome ultimamente, causa questo esame e causa RR, ho trascurato questo povero blogghe, ho deciso che vi ragalo un raccontino.
Uno di quelli che non hanno partecipato al concorso e che i poveretti che ho smaronato hanno già letto. Uno di quello che forse un domani riprenderò in mano.
Il raccontino è questo, spero vi piaccia. :)


LA SCATOLA

Quando Augusto lo vide arrivare si era appena sistemato nell’ascensore. Trattenne le porte perché entrasse, e dopo aver smozzicato un buongiorno, si immerse nella targhetta che parlava di capienza e chilogrammi.
L’altro gli pareva si chiamasse Bertini. Teneva con entrambe le mani una scatola di scarpe, di quelle in cartoncino spesso, marrone e senza scritte. Lo fissava con occhi sbarrati, respirando rumorosamente dalle narici. Augusto finse di ignorarlo, incollando lo sguardo all’illuminarsi dei bottoni, ma come giunse la T, l’altro gli spinse bruscamente la scatola contro il petto.
– Tenga! – gli sibilò – E non l’apra mai, per nessun motivo! – E prima che lui potesse restituirla era già uscito dall’ascensore.
Augusto la scosse e cercò di sollevare il coperchio, ma sembrava incollato. L’abbandonò sul sedile per l’intera giornata, e solo quando rincasò, con l’aiuto di un coltello, riuscì ad aprirla.
Era vuota.
Pochi secondi dopo arrivò il millepiedi. Giallo, grosso e ruvido come un’arachide. Aveva due occhietti vispi, come se stesse per dirgli qualcosa, ma non faceva altro che corrergli addosso, raspando con le zampette e sibilando.
Lo schiacciò e divennero due. Provò a staccarli e raddoppiarono ancora, tutti uguali al primo.
Sua moglie non li vedeva, sua figlia nemmeno. Si mise a gridare e a grattarsi furiosamente, finché dovettero chiamare la guardia medica. Allucinazioni da stress, dissero.
Dopo una settimana di convalescenza dovette cedere e affermare che non li vedeva più, ma mentiva.


Quando s’incontrarono di nuovo, in ascensore, erano passati mesi. Augusto era un carcame di pelle e nervi. Bertini aveva un’altra scatola, diversa.
– I miei sono ragni – disse ammiccando – e i suoi?
Lui non rispose.
– Vedo che si è accorto, – continuò l’altro, con un ghigno – che a ogni scatola sono più piccoli.
Augusto abbassò lo sguardo sulla scatola che anche lui teneva in mano.
Sì, se n’era accorto.

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p.s. Ian, non ti ho copiato. L'idea era nata molto prima. Comunque sappi che è mia intenzione sostituire la scatola di scarpe con qualcos'altro. Anzi, si accettano suggerimenti. :)
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