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Piccola musica per orecchie sottili

Dovrei fare altre cose, certo. E' sempre così quando viene sera. Ma dopo la parentesi del puro cazzeggio voglio riprendere in mano il blog per ridargli un minimo della sua natura: spartire cose.

E' da un po', per esempio, che non vi parlo di dischi.
Meglio! voi direte, vi ho sentiti. Ma io me ne frego, e vi parlo lo stesso di tre cose.
Non dischi veri e propri, ma musica piccola, musica per orecchie sottili.
Intendo piccola nel senso che non l'ascoltate in radio, e che non vi prende certo a pugni in faccia.
Mi piace, ogni tanto, assottigliare le orecchie sulle cose piccole. In fondo l'impegno è lì, più che altrove.

Cominciamo con un video. Un video e una canzone. Spero vi piacerà ascoltarli anche se cantano in lingua friulana. Sono un po' figli del grunge anche loro, come me, ma hanno un modo più semplice e acustistico di costruire le canzoni.
E riuscire a interpretare il rock in un lingua minorizzata restando quelli che "di giorno lavorano come tutti" per me è sempre un merito.
Insomma, fate un click qui per ascoltarvi gli Jonokognos, e guardarvi il loro video, che non sarà niente di originale, ma si lascia guardare.

Mai Mai

Se vi va di ascoltare altro andate sul loro space.

Poi, seconda segnalazione che mi è arrivata via mail non so bene da dove e non so bene perché riguarda gli Esmen. Con il video qui di seguito si sono aggiudicati il Premio Italiano Videoclip Indipendente (Pivi) al Mei di Faenza il che è bene, giusto?
Aldilà dei premi, che vogliono dire poco, è meglio che vi guardiate il video, che è molto oscuro e visionario, anche angosciante, (molto horror, comunque) a tratti, sia per chi ama la digital art che per chi no.

A me tra l'altro la canzone piace assai.
Il loro sito lo trovate qui, e vi potete scaricare il primo singolo in download gratuito, che è completamente diverso dalla canzone del video (molto più easy, direi) e con un piglio radiofonico non indifferente. Inoltre qui sul tubo c'è anche la performance live al Mei.


Terza ed ultima segnalazione è un amico di Midian. Ok, direte voi, è amico suo, mica amico tuo. Ma vedete, al fine io ho un debole per l'educazione e le gentilezze. Ecco, il buon Marco Zordan, per l'appunto, è stato così gentile da regalarmi il suo disco super autoprodotto. Del tipo che si sente proprio che se lo è registrato a casa da solo. Ecco, e questa cosa del registrarsi un disco di rock acustico da soli in casa, e raccontare quel che si vuol raccontare, beh, ecco, io lo trovo un modo educato di esprimersi. Quindi vi segnalo anche lui.
Non mi è piaciuto tutto, certo. A tratti il suonato è ancora rustico, ma i testi sono particolari, e si sente che ha qualcosa da dire, sotto il coperchio del suo cielo.
E poi c'è di bello che tutte le sue influenze sono gruppi che piacciono anche a me e che in mezzo ci ha messo anche pasolini e baricco. E mi pareva una cosa simpatica.
Se ve lo ascoltate sullo space ascoltatevi Cenere di Luna, anche se "il mare di Magritte" ha sicuramente un testo che mi piace di più. (sgocciola nel quadro il viso di una donna dalle tempere rarefatte ombre che si invertono lasciando spazio al vuoto...)

Bene
direi che posso anche andare a dormire!
A presto per un po' di prospettive future sul blogghe.


3 commenti:

  1. Il video in CG è tristissimo e non si capisce manco tanto bene che succede a una parte, però bello sì.

    E questa gente che si autoproduce la roba... almeno comunque se fai delle canzoni puoi mettere il CD e la gente se le ascolta per forza. Un libro autoprodotto la gente non lo legge manco se la paghi! ^^

    Ah, no, tu li leggi. Ho detto una cavolata ^^.

    Simone

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  2. uè ciccio, fai attenzione che il file dei tuoi gatti è pericolosamente vicino all'iconde del trash... :)

    (sembra quasi una frase profetica) ^^

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  3. Cenere di luna è bella, anche se sul disco le tastiere la strozzano un po'. Live è più cool.

    Ma non hai parlato del mio racconto fighissimo. XD

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