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Lolita - V. Nabokov *****

Siate sinceri: che cosa vorreste che vi dica di Lolita che ancora non sapete o non è stato detto o non potete trovare in rete o anche in qualunque critica-analisi letteraria?
Eppure, almeno a intuito, il Lolita di Nabokov è uno di quei libri iper-conosciuti e mai letti. Forse addirittura il cima a questa categoria. Provate a chiedere in giro: hai letto Lolita? No. Sai di cosa parla? Sì.
Bene, siete di fronte a una gran cazzata.
Lolita è uno di quei libri sfortnati, che hanno visto un successo legato unicamente allo scandalo, all'ipotesi assolutamente campata per aria che questo libro parli, in un certo senso, di pedofilia e adescamento.
Semplicemente ridicolo.
Ecco perché mi riesce difficile parlarvi di quel che Lolita è. Molto difficile. Non ne ho le competenze e non lo farò.
Se l'avete letto, mi capirete sicuramente. Avrete sicuramente l'universo di sottontesi ed emozioni che Nabokov ha sepolto in questo libro.
Se invece non l'avete letto, e magari appartenete a quella categoria di persone che credono di sapere di cosa parla questo libro, beh, allora cercherò di dirvi qualcosa di utile.
Tanto per cominciare scordatevi assolutamente l'idea che questo libro parli di sesso. Forse riuscirei a stento a dirvi che il libro parla di erotismo. Sì, certo, c'è sesso e c'è erotismo, ma sono conseguenze, sono strumenti, sono prodotti laterali di altre mire, altre abilità, altri significati.
Questo libro parla di ossessione, tanto per cominciare. Parla di Stati Uniti, della visione che Nabokov ha di quel paese, di quelle persone. Parla di solitudine e poi, molto poi, parla di Dolores, di questa ninfetta, di questa famosissima Lo-li-ta dell'incipit. (a proposito, dovreste pronunciarla con la "L" di Lollipop)
Quindi fatevi l'idea che se non l'avete letto e prima o poi avete intenzione di farlo, state leggendo un libro che possiede più livelli, più letture.
Seconda cosa. Nabokov è russo. Nabokov i suoi libri belli, dice, li ha scritti in russo. Lolita invece l'ha scritto in inglese. Ecco, già per questo meriterebbe rispetto incondizionato.
Anche perché se diceva di scrivere meglio in russo, visto com'è scritto questo libro, beh, si resta senza parole. Lolita è scritto benissimo, a tratti divinamente. Aldilà della ricchezza e armonia dei periodi, c'è un utilizzo della prima persona che riesce a non diventare mai noioso. A tratti, forse, impegnativo. Ma impegnativo non significa noioso, non significa che il dover rileggere un passaggio sia un peso. Certo, non aspettatevi un libro d'intrattenimento.
Poi che dirvi.
Che alla fine Humbert Humbert, il quarantenne protagonista, è davvero un uomo per cui si riesce a provare tenerezza. Non siamo forse con lui quando gli portano via la sua piccol Lo? Si lo siamo. E quella stramaledetta dodicenne ti viene in odio, non c'è nulla da fare, per quanto non se lo meriti, la si odia, la piccola Dolores Haze.
Poi....
Magari vi interessa sapere che Nabokov soffriva di sinestesia? Naaaa, non credo.
Dei film già saprete tutto e io non li ho mai visti, nemmeno quello di kubrick, e quindi chiudiamola qui.
Forse non è proprio il libro che fa per me, ma non posso non riconoscere che sia un capolavoro.

5 commenti:

  1. Ah ah, il libro zozzone con la torbida storia di sesso è sempre un capolavoro! Io non ho letto il libro e non ho visto il film... però ho ascoltato la canzone alla radio. Vale? ^^


    Simone

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  2. ah... non sapevo vladimir fosse anche un cantante! azz, che genio, che genio! :D

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  3. Moi je m'appelle lo-lita... e poi il ritornello era tipo: c'est pas ma faute, mais quand je donne ma langue au chats je veu les autres, tut prés a se jetter su mois...

    Il resto non me lo ricordo pas, come del resto non ricordo altro di francese ^^

    Simone

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  4. io ho visto il film di Kubrick secoli fa e lo considero un piccolo capolavoro, il libro mi manca

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  5. Semplicemente meraviglioso.

    E poi qui c'è uno degli incipit più belli di sempre. Eh sì.

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