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Firmino di Sam Savage***

Ebbene sì: ho letto un best seller.
Ma non uno di quei best seller che nascono e crescono lontano dall'onda delle vendite e poi in virtù della loro qualità rientrano nella categoria, bensì uno di quegli altri. Ossia uno di quelli che, in virtù di qualcosa di catchy, cominciano a vendere e te li trovi lì, piazzati nelle pagine principali delle librerie, che sputano occhiate dalle vetrine e che non si vogliono schiodare dalle classifiche di vendita.
Solitamente sono libri normali o, più raramente, buoni che legati a qualche avvenimento storico/ cronachistico/ filmistico/ marketinghistico attuale piaccione alle bocche buone e sono ben sopportati dalle bocche esigenti. Raramente sono ottimi libri che dureranno per molto tempo. (o almeno mi riesce difficile pensare a un simile libro)
Tanto per farvi esempi presi a caso di best seller, vi cito i Dan Brown, piuttosto che il Saviano, piuttosto che gli Hosseini... oppure pigliate un qualunque sito libresco e cogliete un'occhiata dall'homepage. Troverete cose tipo la solitudine dei numeri primi o l'eleganza del riccio, piuttosto che i libri di chi è appena defunto e si sa che tireranno (leggi Fallaci) o di chi si sa che tireranno lo stesso per la loro fama (leggi Coelho)
Io comunque mi sono letto Firmino, in questo caso, e adesso sono qui a chiedermi a quale categoria corrisponde. E' veramente un bel libro o semplicemente è un buon libro pop, dimenticabile in un paio di stagioni? Beh, alla fine credo sia a metà strada tra le due cose, il che non è male.
Vediamo di spiegarvi di che si tratta.
Tanto per cominciare è scritto in prima persona da un ratto (no, quello in copertina non è un topo, è un ratto con molta sorcitudine), che racconta, molto linearmente la storia della sua vita. Ovviamente non può essere un ratto normale, ma è lui, il protagonista indiscusso Firmino, che è dotato di un'intelligenza e di una sensibilità umane, pur racchiuse nel corpo e negli istinti animaleschi della sua specie. Fin qui nulla di nuovo sotto il sole.
E allora dov'è la chiave del suo successo?
Semplice: nella prima parte è esilarante e fantasioso, nell'ultima parte è toccante. Insomma, se volete il giudizio da pigna in culo, è un libro "lecchino", che come un hamburger ottimamente riuscito, cela tra le fette di pane, formaggio e pomodoro, della carne abbastanza ordinaria. Quindi poco male se in mezzo non ci sono le scintille... il libro è ugualmente un discreto lavoro, che merita la lettura (anche se forse non proprio il clamore destato, ma si sa, le orecchie piccole han bisogno di rumori forti)
Vi racconto un po' meglio solo la parte che per me è quella migliore e le intuizioni che, azzardo, avrebbero potuto dare una coraggiosa svolta a tutto il lavoro e farlo diventare ancora più intenso.
Siamo nella prima parte, e il buon Firmino, non senza ironia e interessanti considerazioni sulla sua razza e su quella umana, cresce mangiando carta, per la precisone Joyce. Ecco che paiono volersi sviluppare due idee: la prima che riguarda la possibilità che ciò che viene mangiato formi poi la persona (sorry, in questo caso il ratto) che lo mangia; la seconda, ancora più interessante, riguarda il fatto che ogni libro abbia un suo sapore, delle sue caratteristiche, e non per la carta che lo compone, ma per i contenuti letterari. Ecco che poi si gioca con frasi come "ha lo stesso sapere di..." quando la bestia assaggia qualche cibo nuovo. Insomma, queste due idee mi parevano buone, e avrei fatto firma per un Firmino che no facesse altro che citare libri e il loro sapore. Purtroppo l'autore ha scelto altre vie, dalla metà in poi della storia, altrimenti si sarebbe ottenuta un'opera visionaria e ironica (o perchè no, satirica) per i miei gusti, più affascinante.
Vabbè, non importa. L'idea resta.
Un altro aspetto di rilievo è il rapporto che Firmino ha con il sesso, o meglio ancora con il porno-erotismo dei film delle dive di holliwood di 50-60anni fa.In modo simpatico e voyeuristico il buon topastro è un appassionato dei film a luci rosse (per quell'epoca) e seppur molto leggera, la sua figura non è certo quella dell'eroe positivo e ipermoralista. Questo fil rouge tenuto durante tutto il libro porta a una delle scene, verso la fine, più riuscite (vi stuzzico solo dicendo che entra in gioco Ginger Roger) :)
Detto questo, e saltando lo svolgimento vero e proprio della vicenda, riassumiamo: da leggere o da lasciare ai poveri di spirito? Sì, da leggere. Soprattutto con intenti molto informali e senza attendersi un capolavoro, perché non lo è. vi aspetta un libro godibile e un romanzo ben gestito, che richiede in ogni caso un discreto background di conoscenze letterarie(ma non troppo, eh).
:)

Firmino. Avventure di un parassita metropolitano
Autore:
Savage Sam
Traduttore:
Santangelo E.
Illustratore:
Krahn F.
Editore:
Einaudi (collana Einaudi. Stile libero big)
Data di Pubblicazione:
2008
ISBN:
9788806192587
Dettagli:
p. 179

4 commenti:

  1. Agh, maledetti hanno pubblicato il libro col topaccio schifoso invece del mio col gatto tanto carino! Ce l'ho pure io 'sto libro, sta sul tavolo dell'ingresso da 3 mesi e prima o poi me lo leggerò anche.

    Sai che pare sia copiato da un romanzo di un italiano (ovviamente sconosciuto) con protagonista un tarlo che mangia i libri? Infatti non mi ricordo nemmeno io come si chiama, ma l'einaudi ha pensato bene di pubblicare anche quello e tante volte li trovi appaiati sugli scaffali con scritto tipo "decidi tu chi ha copiato!"

    Io credo che se continuo a scrivere mi verrà un colpo molto presto ^^.

    Simone

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  2. si si, lho visto
    è una tarma,
    il libro di claudio ciccarone
    stando ai copyright è di almeno 8 anni prima
    lho sfogliato ma mica mi pareva basato sullo stesso principio
    e poi la tarma non me l'hanno regalata
    il topo sì ;)

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  3. comunque tra tarme lesbiche e topi da biblioteca il momento è caldo...
    rimanda il tuo gatto a einaudi dai!
    magari lo potresti intitolare "il gatto nel bordello" :D

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  4. Stante la ricevuta di ritorno, gliel'ho mandato in data Giugno 2007 e non mi hanno cagato di pezza!

    Comunque magari 1 altro annetto e mi mandano un rifiuto prestampato: caro autore, non pubblichiamo il suo libro perché oltre al gatto manca la gabbianella, per cui non riusciamo a capire da dove l'ha copiato. Io ancora ci spero ^^.

    Simone

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