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Educazione di una canaglia di E. Bunker***

Io credo ci siano degli autori imprescindibili per un certo tipo di sapere.
Ora, tra di essi, se vi volete fare un'idea delle carceri di Folsom, San Quentin ed altri istituti di correzione degli USA dagli anni '40 in poi, beh, Edward Bunker è uno di quelli.
E attenzione, vorrei evitare di fare i soliti discorsi del tipo: "lui ha vissuto metà della vita in carcere e bla bla bla..."
Oppure, peggio ancora, "lui è quello che faceva Mr Blue nelle Iene di Tarantino e bla bla bla..."
Edward Bunker per me è uno scrittore. Non è uno sceneggiatore, non è un carcerato, non è un personaggio, non è un attore.
E' uno scrittore. Punto.
Sono pochi anni che ci ha lasciato e mi piace ricordarlo così.
E mi stanno sul gozzo, detta così, anche tutti quelli (praticamente in ogni sua bio e in ogni quarta di copertina) che parlano di redenzione attraverso la scrittura.
Se già ero di quest'idea prima di leggere questo libro, lo sono ancora di più adesso, che dopo un anno di scaffale, ho trovato finalmente il tempo di leggere.
"Education of a felon" è, infatti, la sua autobiografia, e la consiglio a tutti quelli che hanno amato Come una bestia feroce o che sono rimasti incantati da Little boy blue, nonchè a quelli che hanno trovato gradevole Cane mangia cane. Di Animal factory ancora non posso dire niente ma devo ancora leggerlo, comunque, aldilà dei libri ci sarà sicuramente la zona cinefili, che conosce Vigilato speciale con Dustin Hoffman e l'omonimo Animal Factory di Buscemi.
Chi invece non conosce ancora il Bunker dei romanzi, faccia molta attenzione ad avvicinarsi a lui con questa biografia: potrebbe, a tratti, annoiarsi.
Dico questo perché proprio con questo lavoro Bunker ci mette di fronte a una evidenza fortissima: un conto è vivere le cose, un conto è raccontarle. Ecco che se si crede si ritrovare nella sua bio molti dei personaggi e degli avvenimenti degli altri suoi libri, si resta delusi. Certo, a cercarli alcuni ci sono, ma nel raccontarsi Bunker non a scelto la via, indubbiamente più catchy, del raccontare solo la parte sgradevole e romanzesca dei suoi anni. Certo, sarebbe potuto uscirne una avvincente e cruda serie di soprusi, violenze, pestaggi da tenerci attaccati alle pagine come la polvere ragno al suo buco. Invece no. Bunker ci racconta dei suoi periodi da galeotto e dei suoi periodi felici, sui quali, anzi, si dilunga senza preoccuparsi molto di essere avvincente.
Così capita di sentirlo liquidare con poche battute una rissa con cadaveri e mutilitati nelle docce di S. Quentin e raccontare con dovizia di particolari le mansioni che svolgeva per una ricca sua protettrice (Luise Wallis, che credo forse moglie di questo Hal) e i paesaggi coloratissimi della California.
Ecco perché mi infastidisce parlare di redenzione.
In queste righe, benché l'importanza sia data alle vicende carcerarie, c'è solo un momento in cui Bunker vede davvero la scrittura come strumento unico per uscire dalla galera (è attenzione, uscire dalla galera non vuol dire redimersi).
Così ecco che quello che si nota, ed è toccante e poetico, è vedere come Edward sia prima di tutto un lettore, in mezzo a tutte quelle botte, alle celle di isolamento, ai secondini-aguzzini e a tutti i fiorenti traffici carcerari, se c'è una costante, nei suoi giorni, sono i libri. Scambiati, rubati, trovati nascosti. Di ogni tipo e qualità. Edward è un divoratore di libri ed è il pensiero di avere delle pagine strappate e morse dai topi in fondo alla cella che spesso lo tiene a galla.
Punto due, riguardo alla scrittura, è questo: Bunker, per quanto bambino portatissimo a scuola (che però non ha quasi mai frequentato) e in possesso di un lessico invidiabile e guardato addirittura con sospetto, non è uno scrittore bravo, né tantomeno talentuoso. Lui lo diventa!
E se già leggendo Stark, il suo primo e "ingenuo" romanzo, ce ne si accorge, leggendo questa autobiografia si riesce subito a capire quanto i suoi lavori siano ben congegnati e studiati, di quanto non siano un mero raccontare fatti e vicende che ha visto e gli sono accaduti, ma vestirli bene.
C'è poi una cosa che mi va di dire e poi chiudo, anche se questo libro regala davvero tanti spunti di riflessione. La cosa è questa: Bunker non è sfortunato.
Te ne accorgi a ogni pagina. Certo, non ha una bella famiglia, ok. ma le occasioni di redenzione e addirittura di fare fortuna o comunque vivere onestamente e dignitosamente, non gli mancano di certo. Ecco, lui le sputtana tutte, tranne quella di scrittore.
E sia chiaro, se ne rende conto. Sa benissimo cosa fa e cosa non dovrebbe fare, ma sembra che sia più forte di lui. Sembra che la sua natura sia quella, di "bestia feroce", che non si è fatto mai mettere i piedi in testa, anche se a tratti è dannatamente tenero, timido e ingenuo. E non si riesce a vederlo come cattivo. Non lo si giustifica, ma non si riesce a condannarlo. Solo leggendolo si coglie cosa intendo, credo.
Poi ripeto, ci sarebbe da dire molto, soprattutto su sul razzismo in carcere tra bianchi e neri che spaventa davvero. Si leggono gli USA a chiappe aperte, dentro queste pagine. E la cosa, soprattutto nell'ultima parte, annichilisce.
Comunque ripeto, se volete saperne qualcosa del carcere americano e delle leggi tra detenuti, Bunker è imprescindibile.


Titolo: Educazione di una canaglia
Autore: Edward Bunker
pagine: 519 - sui 15.00€
Einaudi stile libero

5 commenti:

  1. Ciao Gelo,
    passavo di qua e ti volevo salutare... non sono morto, hai ragione il mio blog ha la muffa, devo fare qualcosa... solo che ho cambiato molte cose nella mia vita (il lavoro in primis) e ogni cambiamento comporta dei traumi... in questo momento oltre al blocco dello scrittore ho anche quello del blogger e dell'emailer...
    passerà... oppure no...
    DB

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  2. però mettila così
    la cosa bella dei blog e delle email e dello scrittore e di tutte un sacco di altre cose
    è che se non ti va non fai
    punto
    ed è bello così
    quando vorresti ma non riesci
    anche se pare brutto
    vuol dire che fai altro cose
    e quindi
    è uguale
    punto

    basta non crucciarsi mai per niente :D:D:D
    e se ci si cruccia
    crucciarsi con stile :)

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  3. Ho letto e amato "Come una bestia feroce". Condivido la tua visione di Bunker scrittore. Questo libro è in lista da una vita, prima o poi finirà sotto le mie grinfie. Sono certo che non me ne pentirò.

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  4. Ah beh guarda strumm
    allora non puoi rinunciare nemmeno a Little Boy Blue.
    Lungo
    Meno perfetto di No beast so fearce
    ma nella sua prima parte splendido.

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  5. un libro che da un sacco devo comprare anche io, Bunker è davvero da leggere

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