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Mattatoio n. 5 di Kurt Vonnegut ****

Io sono uno di quelli che arriva dopo, però in certe cose ho piacere di provare ad arrivare. I libri sono una di quelle cose. Sto cercando di leggere la Bibbia, per esempio, poi toccherà alla Divina commedia. Entrambi vanno bene per essere letti in bagno, anche se come lo dico la battuta arriva come un treno nel cervello di chiunque. Comunque, Mattatoio n. 5 è uno di quei libri che "tutti" dicono che "bisogna" leggere. Per svariati motivi, certo, ma il più delle volte perché lo indicano come il capolavoro del compianto (ha tirato le cuoia un anno fa, ma non piangete, che era vecchiotto) Kurt Vonnegut.
Il fatto è che, il più delle volte, quando affronto un libro di quelli che tutti additano come "assolutamente da leggere", beh, è vero. Poi magari può non piacermi, ma in ogni caso, per un motivo o per un altro, ti arricchisce.
In questo caso il lavoro di Vonnegut ha fatto sia l'una che l'altra cosa: mi è piaciuto e mi sento una persona meglio, dopo averlo letto. :)
E pensare che le prime venti pagine non capivo bene dove andasse a parare e cominciava a non piacermi. :)
Ma andiamo per ordine. Vonnegut è uno scrittore di fantascienza, o almeno così si evince da buona parte della sua produzione. Ma è anche uno scrittore vicino alla satira di stampo marktwainiana. Ma è anche uno che è sopravvissuto al bombardamento di Dresda, del 1945. (tanto per capirci, in quella distruzione della città, ci sono stati più morti che a Hiroshima e quasi tutti civili e prigionieri). Ok. Queste cose vi dico subito che non le sapevo, prima. Sapevo solo che Mattatoio n. 5, la crociata dei bambini, era un libro di guerra.
Bene, vi starete chiedendo, l'hai finita di menar il can per l'aia e ci vuoi dire qualcosa di più del libro?
Avete ragione. Ci ho della divagazione addosso oggi. Sarà la primavera :)
Allora rapidità.
Il libro parla di Dresda ed è autobiografico, certo. Però lo fa in un modo a dir poco geniale e tenerissimo. (anzi, vi dico subito che TENEREZZA è la parola chiave per capire il romanzo, o comunque apprezzare appieno la sua vena pacifista.
Il libro crea e racconta di un personaggio, Bill Pillgrim, che diventerà un qualcosa di unico. Un coacervo di tenerezza, bontà, spontaneità e straniamento che non può non entrarti nelle vene, mentre leggi. Bill pillgrim (che non si chiama nemmeno Bill, a dirla tutta, ma così vi resta più in testa) è un soldato americano inutile (cappellano) che finisce disperso e catturato dai tedeschi e sopravvive al bombardamento. E mentre ci racconta della sua storia durante il 1945, lui ci racconta anche della sua particolarità principale: viaggiare nel tempo.
Così, mentre Kurt ci racconta di Bill e dei suoi compagni che muoiono coi piedi in cancrena e si lavano col famoso sapone tedesco, e ci racconta dei russi e degli inglesi, o meglio, degli uomini e dei soldati, ecco che si addormenta e..
ed ecco che è teneramente avanti 30anni, che vive il matrimonio della figlia, o della morte della moglie, o di come, fatto più rilevante, viene rapito dai marziani e si ritrova chiuso in gabbia in una zoo di Tralfamadore, imparando di come il tempo non sia una linea retta e, praticamente, essere vivo, nascere o morire sono tutte frasi senza senso.
E dentro il suo racconto, finite per innamorarvi della modella che finisce in gabbia con lui su Tralfamadore, piuttosto che dello scrittore di fantascienza di serie B Kilgore Trout, piuttosto che di molti dei compagni o nemici di guerra.
Il tutto in mezzo a una tenerezza infinita che è marchio di fabbrica di ogni comportamento (o non-comportamento) di Bill Pillgrim.
Quindi non bollate questo libro come la classica storia di guerra, perchè non lo è.
E' una storia che ha un bellissimo modo di raccontare il suo messaggio.
Alla fine il risultato è straordinario: non odierete nessuno, ma proverete un'immensa infinita pena e tenerezza per chiunque. E non odierete nemmeno la guerra, semplicemente, quella parola perderà ogni senso.


Titolo: Mattatoio n. 5 - La crociata dei bambini
Autore: Kurt Vonnegut
pagine 196 - € 7.00ben spesi
isbn: cercatevelo, ma dovrebbe essere il titolo dell'immagine della copertina.

4 commenti:

  1. silente il tenero30 marzo 2008 23:40

    Anch'io non l'ho mai letto, ma se mi parli di tenerezza, allora DEVO averlo al più presto :-)

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  2. beh, si, tenerezza continua a essere la parola che più mi viene in mente per descriverlo.
    Però guarda che c'è poco da ridere qui eh? :) :)

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  3. Eh sì, bel libro. La tua recensione è migliore della mia, però non fa ridere ^^.

    Simone

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