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Chesil Beach di Ian McEwan****

Questo è un libro del primo dell'anno.
Perché ogni primo dell'anno io comincio un libro camminando in riva al mare.
Se posso lo leggo tutto lo stesso giorno.
Ho anche i miei rituali, per sceglierlo. Ma non sono fissi.
Solitamente deve essere un libro di un autore che non conosco.
Dev'essere abbastanza corto, perché sennò non lo finisco.
E tascabile, perché non posso mica passeggiare in riva al mare con un tomo da mille pagine, non vi pare?
Quest'anno il libro del primo dell'anno è stato questo e me l'hanno regalato (grazie Laura). E sono stato fortunato.
Premetto che spesso coi libri del primo dell'anno sono stato fortunato.
Ho letto Tokio blues di Murakami, Grida il mio nome di Aimee Bender. Un po' meno bello forse quello di Francesco Aloja che nemmeno ricordo il titolo. Ho fatto cilecca solo "Il terzo uomo sulla luna" di Gazzè Francesco, il fratello di max.
Come dite? La sto tirando per le lunghe?
Avete ragione.
Facciamola breve.
Questo libro è bellissimo. Punto.
Vi basta?
Ecco lo sapevo.
Allora. Premesso che io, me vergognoso, non avevo mai letto nulla di McEwan. Ora ho saputo che pare abbia scritto un sacco di bei libri, abbia un pacco di fan, e pure abbiano tratto un paio di film (dai libri, non dai fan) parecchio belli. Ma io di tutto questo non sapevo niente, quindi non dico niente. So solo che questo è davvero un bel libro.
Tanto per cominciare per com'è scritto. Vi assicuro che a un certo punto c'era una frase che mi ha fatto smettere di leggere per cominciare a pensare a quanto era perfetta quella frase. Magari poi provo a ritrovarla e ve la scrivo. Anzi no, ve ne posso scrivere una qualsiasi, visto che alla fine questo libro è pieno di frasi perfette. E non sto parlando di contenuti eh, parlo del colore e del peso delle parole, delle virgole, dei punti, del ritmo... Insomma. Davvero scritto bene.
Punto numero due è la capacità di descrivere gli stati d'animo. McEwan riesce a farti pensare con la testa dei protagonisti. Certo, è bravo anche a descrivere luoghi e azioni, ma nel dipingere stati d'animo, sensazioni e pensieri di tutti, è superlativo.
Poi, terza cosa, il libro è triste, vi avverto. Non è a lieto fine. Non aspettatevelo. Non è nemmeno da piangere, a dire il vero, ma non è a lieto fine: è realista.
Ok ok, ho capito. inutile continuare a parlarne senza dare nemmeno uno straccio di riassunto.
Il fatto è che il riassunto è brevissimo.
Tizio (Edward) e Tizia (Florence) si conoscono, si fidanzano, s'innamorano, si sposano.
Arriva la prima notte di nozze e tizio e tizia hanno un grande nemico: il sesso.
Entrambi vergini entrano in un circo di paranoie e paure che porta la loro candida innocenza e il loro amore, costruiti mattone su mattone, a caricarsi come una potentissima bomba...
Insomma, i fatti non sono tanti, ma il romanzo è altrove.
E' nell'inghilterra del 1962 perfettamente costruita
E' nella povertà e bonarietà di Edward... nell'innocenza e introversione di Florence.
Nelle diversità delle rispettive famiglie, una ricca e fortunata, l'altra meno ricca e fortunata, ma dignitosa.
Negli orgogli nascosti, nelle rabbie covate, nella bellezza dei gesti quotidiani e delle cose semplici.
Di solito quattro stelline non le dò molto spesso, ma stavolta ci stanno tutte.
Un romanzo con R maiuscola.
Se devo fare una critica, e la faccio, è il finale. Un libro che si costruisce in centodieci pagine e si brucia nelle ultime venti. A occhio e croce l'intenzione dell'autore pare proprio quella. Ma alla fine, dopo tutte quelle vicissitudini e quei flashback che riempivano una camera da letto, ti aspetti qualcosa di più. Comunque è solo un parere personale e il libro rimane ottimo.

Ian McEwan - Chesil Beach
Edizioni: Einaudi
pagg 135 - € me lhanno regalato
ISBN 978-88-06-18870-2

3 commenti:

  1. Bello.Intrigante...La narrazione mostra grazie alla bravura di Mc Ewan un ottimo parallelo tra i ricordi dei protagonisti e le emozioni sempre di questi nella famigerata prima notte di nozze...forse un po' pesante x chi nn ama la riflessione xò è carica di sentimenti ogni pagina del romanzo...

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  2. Incuriosito dalla tua recensione di "cortesie per gli ospiti" ho deciso anche io di avvicinarmi a McEwan, iniziando proprio da questo romanzo. Beh, avevi ragione è proprio un bel libro e lui, McEwan, è davvero un grande scrittore. Solo per puntualizzare volevo correggere un piccolo lapsus: è ambientato nel 1962 e non nell'800, anche se...
    Comunque grazie Gelo. ;)

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  3. Ah, bene. Sono happy che ti sia piaciuto. Un buon consiglio dato è sempre una grande ricompensa. :)
    Grazie per la svista, ho corretto. :)

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