sabato 29 dicembre 2007

USCITI DALLA FOSSA

Ebbene sì!
Il momento che voi tutti aspettavate è arrivato.
Dopo un anno di gestazione, un mese di editazione, due giorni di rottura di palle ai webmaster dei siti ospitanti e tutti i minuti che mi serviranno per scrivere questo post, il mio primo e-book è pronto.
Perché anch'io dovevo farlo!
Non potevo trattenermi.
Colto dalla sindrome da greatest hits
Rapito dalla smania di fare un pdf con Openoffice
Travolto dall'ego e dall'oligofrenia
Incantato dal magia delle scale di grigio
Entusiasmato dallo scrivere cazzate nella prefazione e nelle note sull'autore.
Ecco che come regalo di fine anno ho deciso di farvi "l'e-book", questa peste del terzo millennio.
Lo potete scaricare qui su scheletri, oppure qui su latelanera, oppure qui su ebookgratis, che non si sa mai che troviate anche i racconti porno che da tanto state cercando^^.
E la colpa è tutta della fossa. Quella maledetta garetta tra pseudo-narratori che vaga nel forum di scheletri e che dovrebbe concludere la sua quarta edizione in questi giorni (si spera!).
Per la cronaca sono sempre arrivato secondo, ma questo ha anche significato scrivere ben otto racconti che, rileggendoli, alla fin fine non sono nemmeno così male. Li ho raccolti più o meno come stavano, correggendo solo piccole cose. So che sarebbero migliorabili, ma mi sembrava più aderente allo spirito della competizione non toccarli. E poi così sono rimasti brevi e ne sono uscite una quarantina di pagine effettive che si legge in poco più di un'ora.
Ho aggiunto la versione in inglese di uno dei racconti (grazie Carla:), che è molto didattica, e ho aggiunto la bonus track, un racconto che avevo scritto, ma che poi non ho usato perché me ne è venuto uno meglio (Riflettere).
Mi sono accorto, raccogliendo i racconti, che ho la tendenza a trattare con personaggi che mostrano qualche sorta di handicap fisico o mentale, o che sono in qualche modo emarginati. Cosa che spesso confermo con le letture perferite (Ballard, Palanhiuk... tutti cantori del "diverso") Vi assicuro che è una strana consapevolezza accorgersi di una cosa tanto palese, quanto da me ignorata.
Ok. Bene. direi che è tutto.
Ringrazio Alessandro "Scheletri" Balestra e Alessio "Alecvalschi" Valsecchi, che stanno ospitando questo piccolo libretto elettronico.
Approfitto per mettere il blog in stand by per un pò di giorni.
Buon fine anno e buon duemilaeotto a tutti.
Tornerò dopo la Befana, perchè per cominciare bene l'anno bisogna non usare il computer e il telefono per un pò. Nel frattempo potete usare i commenti per insultarmi.
Intanto voi leggetevi i racconti che sono "Usciti dalla Fossa". :)



Ah, e se vi state chiedendo: "perché mai dovrei leggere 'sto cazzo di e-book?"
Vi anticipo io alcuni motivi:


  1. Siete amici di gelostellato e, nonostante lui vi abbia sempre trattato male e non abbia mai fatto niente per voi, ritenete che appagando il suo ego vi romperà meno le palle.
  2. Il saccente e borioso gelostellato vi è sempre stato un po' sul cazzo e così potrete finalmente dirgli che razza di schifezze va scrivendo.
  3. Siete anche voi appassionati di scrittura e ritenete che sia il modo più rapido ed esauriente per capire cosa non bisogna mai scrivere.
  4. Avete ricevuto minacce di torture fisiche e/o psicologiche da parte di gelostellato.
  5. Il buon gelostellato vi ha editato e/o commentato qualche racconto e/o fornito qualche suggerimento utile per migliorarlo e intendete saldare questo fastidioso debito morale.
  6. Gelostellato ha letto un vostro libro e/o racconto, ne ha parlato bene sul suo blog e ora volete restituirgli la marchetta.
  7. State affrontando un'indagine medico/sociologica per la vostra tesi di laurea dal titolo: “Lo sviluppo mediatico dell'oligofrenía: osservazioni sulla retorica del fantastico come strategia comunicativa e strumento di decadimento sociale”.
  8. Vi serve un e-book da copiare per mettere a punto il vostro primo e-book e questo vi sembrava abbastanza semplice.
  9. Appartenete alla setta segretissima e immaginaria dei“Bambini di Gelostellato”.
  10. Avete dei peccati da espiare.

giovedì 27 dicembre 2007

Tiriamo le somme - la sindrome da greatest hits

Dunque dunque. Siamo a fine anno e si fanno i greatest hits, giusto? Chissà perchè poi c'è 'sta sindrome da catalogare riassumere ecc ecc...
Ma io che sono un originalone, proprio per far vedere che sono diverso, mentre tutti si aspetterebbero qualcosa di diverso, vi stupisco facendo anch'io un bel post di greatest hits!
Ah ahaaaa, non ve l'aspettavate vero?

Cominciamo dai dischi:
10 dischi che proprio mi sono piaciuti, rigorosamente in ordine CdC.
  1. Scimmie d'amore, degli Amari. Che tutt'ora sto ascoltando e mi mette allegria. Sono conscio che tra un pò smetterò di ascoltarlo e un pò me lo dimenticherò, ma sta di fatto che è davvero del bel pop, questo. forse il migliore italiano di quest'anno.
  2. Distance and Time, di Fink. Credo senza dubbio che questo qua è il songwriter migliore dell'anno. Forse pari solo al disco di Demian Rice, ma visto che è un debutto, questa manciata di ballate così eleganti sono davvero un relax per le orecchie. Musica per le seratine tranquille e musica per scrivere.
  3. In Rainbows, Radiohead. Checchè ne dicano i puzza sotto il naso per me rimane una delle più gradite conferme musicali. Non sarà un discone, la minestra è sempre quella, ma tutti abbiamo un ristorante dove fanno sempre le stesse robe e le fanno bene. Ecco, per me i Radiohead sono stati così.
  4. Kula Shaker, Strangefolk. Si lo so, avevo salutato con piacere il disco degli Smashing, ma quella reunion era più una questione nostalgica. Qua invece siamo di fronte a un bel disco. Davvero un bel disco. Rock, senza tante menate.
  5. Marlene Kuntz, Uno. Non posso non nominarlo. Non sono più quelli di una volta, è ovvio. Sono un gruppo pop rock che riesce meglio nelle ballad piuttosto che nelle cose tirate. Ma Uno è un bel disco. I testi hanno sempre la stessa magia, e bisogna prenderli per quello che sono, o meglio, che non sono più.
  6. P.J. Harvey, White chalk. Questo è un disco strano. Ci vogliono momenti particolari per apprezzare. Però una voce così non avrei mai creduto che polly jean fosse capace di tirarla fuori. Tra le cose che mi hanno stupito e mi sono piaciute di più del 2007.
  7. Foo Fighters, Echoes silence...ecc. Il disco che ti aspetti. Non dico altro. Chi se lo aspettava è stato esaudito.
  8. White Stripes, Icky thump. Anche qua. Da loro ti puoi aspettare di tutto. e forse questo è il disco che meno mi ha lasciato di tutti quelli fatti finora. però è un bel disco. Jack White ha talento. inutile. ha talento da vendere.
  9. Editors, An end has a start. Dite quel cazz che volete. sono copioni stucchevoli uguali agli interpol figli dei joy division ecc ecc. ma a me questo disco è piaciuto. Amen.
  10. E come ultimo ci ficco dentro i Johnossi. per me questi due tizi qua hanno staccato davvero un bel debutto di rock classico e facile senza menate, ma non banale. Ne sentiremo parlare.
Poi un po' dischi che mi hanno deluso e continuano a deludere anche a un tentativo di riascolto:
  1. Eddie Vedder. = ggggh
  2. Chemical brothers = stuffff
  3. Polly Paulusma e Tom McRae = noiiiiiiia
  4. Velvet Revolver = zeroidee
  5. Queens of the stone age = una volta erano i QOTSA
Bene. Ora passiamo ai libri. Solo che sono indeciso se segnalare i libri nuovi targati 2007 o tutti.
mmmm fatemi pensare...
Diciamo i nuovi dai, anche se ne esce l'angolo delle marchette.
E diciamo i tre migliori.
Se poi vogliamo segnalare bei libri, non nuovi, che mi è capitato di leggere quest'anno, beh si va sui classici. Questi mi sono piaciuti davvero. Libri che ti migliorano, come lettore e come scrittore:
Bene. Ora ho soddisfatto la mia sindrome da greatest hits...
Un saluto. :)

martedì 25 dicembre 2007

Racconto di Natale. Auguri a tutti.

Ecco qua, scritto oggi per l'occasione: un bel racconto di Natale. Buon Natale a tutti. :)


MESSA DI MEZZANOTTE

– La vecchiaccia l’avete avvertita? – bofonchiò Klaus spazientito ai due che gli sedevano a fianco.
Si era tagliato la barba e tinto i capelli di un inverosimile castano mangusta, e adesso, con quel pancione che faticava a stare nei pantaloni, assomigliava vagamente a Romano Prodi.
– Certo che l’ho avvertita. – gli rispose sottovoce il giovanotto alla sua destra. Era sulla trentina, magro, con i lisci capelli castano chiari che ne allungavano ulteriormente il volto. Da quando erano entrati in chiesa sembrava nervoso e continuava a tormentarsi la barba, lunga e stizzosa.
– Figuriamoci – borbottò a voce alta Klaus – quella è sempre in ritardo!
– Ssshh. – fece la ragazza inginocchiata alla sua sinistra, con l’indice davanti alle labbra – Comincia la Messa.
Portava degli occhiali dalle lenti scure, anche se non proprio da sole, e avvolta in una specie di blusa azzurra, lunga fino ai piedi, era la figura che dava più nell’occhio, di quell’insolito trio seduto in primo banco, alla Messa di Mezzanotte.
Mentre il sacrestano, stonato e appesantito dalla cena, intonava il Gloria, il prete fece il suo ingresso sull’altare, preceduto e seguito da due chierichetti dal volto rubizzo e dagli occhi sperduti.
Il prete, con aria solenne, si diresse verso un presepe, allestito in un angolo dell’abside, e vi depose il Bambin Gesù, riempiendo una mangiatoia acquistata da Schlecker, per 9.99€.
– Ma che fai?! Ti commuovi? – sussurrò Klaus al giovanotto allampanato, che si stava soffiando rumorosamente il naso e aveva gli occhi lucidi.
– È che mi commuovo sempre, in questo momento, scusate – gli rispose l’altro.
– Bah… Hai sempre il cuore troppo tenero – lo canzonò l’omone.
Li interruppe il suono di un bastone che picchiettò sul banco.
– Eccomi eccomi! – gracchiò una vecchietta, alta quanto loro seduti – Spostati Lucia, che mi metto vicino al ciccione! – e così dicendo fece uscire la giovanotta in mezzo alla navata e si sedette vicino a Klaus, non senza un certo trambusto di scricchiolii dell’inginocchiatoio e delle sue ossa.
Il Sacerdote, intanto, cominciò la funzione, recitando i salmi natalizi, mentre in un disorganico mugolio corale i fedeli ripetevano “Oggi è nato per noi il Salvatore”.
– Ma come ti sei conciato? – sussurrò la vecchia a Klaus, sbirciandolo di sottecchi – Sembri Prodi!
– Hai parlato te che hai più bitorzoli in faccia che denti in bocca! – gli rispose l’altro, piccato.
– La volete smettere voi due? – sibilò Lucia con aria di finto rimprovero – Non siamo qui per questo.
…alla sua venuta, Gesù Cristo, nostro unico Signore.
I quattro riuscirono a cogliere e malapena le parole del prete, che gli lanciò un’occhiata di disappunto, e biascicarono un improvvisato e poco convinto Amen, assieme al resto della chiesa.
Rimasero in silenzio per un po’, poi, quando il sacerdote si spostò sull’ambone per l’omelia, Klaus cavò dalla tasca un foglietto spiegazzato e lo porse alla vecchia. Quella tirò fuori gli occhialini da lettura dalla palandrana grigia in cui era avviluppata e, appoggiandoseli sulla punta del naso, fra un bitorzolo e l’altro, lesse con attenzione quelle poche righe.
– Voi avete già letto? – disse con una nota di tensione nella voce.
Gli altri annuirono.
– E allora? – proseguì – Chi se ne occupa?
Klaus alzò le spalle, come a dire che era indifferente, mentre il prete s’infervorava della sua predica.
…Dio non può imporre l’amore, può solo donare il suo Figlio. Perché in quel bambino ha compreso il mistero di un amore che viene offerto…
Lucia si tolse gli occhiali per un attimo, per pulirli alla bellemeglio nella manica della blusa.
– Beh! Dovrebbe pensarci uno di voi due. – disse voltandosi verso i due uomini, sul lato destro del banco, e mostrando loro le cicatrici che aveva al posto degli occhi.
– Oh cazzo! – esclamò un po’ troppo forte Klaus – Sei pazza? Rimettiti subito quegli occhiali!
– Va bene, però pensateci voi, che io sono in ferie.
Klaus dette una leggera spallata al secco, che pareva seguire la Messa con più attenzione di loro.
– Pari o dispari? – gli chiese.
– Dispari, che discorsi. – rispose l’altro senza voltarsi.
– Bim… Bum… Bom… – disse Klaus oscillando la mano a pugno, e al “bom”entrambi gettarono le dita: tre e due.
– Dispari. Hai perso. Tocca a te.
– Ok. – borbottò il vecchio, lisciandosi il mento, ancora poco avvezzo a stare senza la folta barba.
I quattro si erano anche scambiati un segno di pace. Il prete intanto aveva già iniziato la liturgia eucaristica e si stava dirigendo vicino allo scalino che separava il presbiterio dalla navata.
Mentre stava intonando il canto dell’eucarestia, reggendo in alto la pisside, Klaus lo stava fissando. Si portò la mano al petto e se lo colpì, con un pugno non forte, ma secco e preciso.
In quello si udì un rumore metallico. Il sacerdote lasciò cadere in terra il contenitore delle ostie e si portò le mani al petto. strabuzzando gli occhi, mentre il viso si faceva rapidamente paonazzo. Poi cadde in avanti, con un rantolo, sbattendo la faccia sul marmo.
Il chierichetto che reggeva il piattino, di fianco, spalancò gli occhi, incredulo.
Fu il caos. L’organo smise di suonare, sostituito da un mormorio diffuso. Il sacrestano e le suore si affollarono attorno a quel cuore che non avrebbe più ripreso a battere, calpestando ostie e pregando.
Solo i quattro della prima fila rimasero calmi e in silenzio, poi, quando i fedeli cominciarono a sciamare un po’ ovunque, s’incamminarono verso l’uscita, passando vicino al crocchio di clerici indaffarati in un grottesco tentativo di rianimazione. Nessuno badava a loro, e solo il chierichetto, impietrito, con il piattino d’argento ancora in mano, li guardò.
Klaus, prima di voltarsi e avviarsi verso l’uscita, gli fece l’occhiolino.
Sul ripiano del primo banco rimase un foglio spiegazzato:
Caro Babbo Natale, vorrei tanto che per questo Natale tu non mi portassi dei regali, perché ho già tanti giocattoli belli che mi compra la mamma e il papà. Come regalo vorrei che portassi via lontano Don Giuseppe, perché non mi piacciono i giochi cattivi che ci fa fare in sacrestia, dopo la Messa.

sabato 22 dicembre 2007

Mangiami - Antologia Cannibale - AAVV

Luci e Ombre.
E vi dirò, me l’aspettavo.
Alcune sono giustificate e comprensibili, altre meno.
Andiamo con disordine, come al solito.
LUCE 1
Questa raccolta della MagneticaEdizioni dà spazio ad autori giovani. Organizza un concorso-selezione a tema cannibalismo e compone questo librettino, senza costo alcuno per gli autori che come premio hanno comunque la soddisfazione di una pubblicazione. Insomma l’iniziativa è meritevole. Ce ne fossero…
OMBRA 1
Qualcosa in Magnetica è cambiato. Si vede e si percepisce. Tante piccole cose. 11euro per 115 pagine sono tanti, indipendentemente dalla qualità. Il superamento della soglia psicologica dei 10€, in ambito marketing parlando, è un azzardo giustificato da un solo motivo (che non sto qui a dirvi, me lo chiedete via mail se volete un parere relativo al marketing), la necessità di monetizzare maggiormente, a scapito della crescita e diffusione. Anche le pagine di promotion a fine libro sono una novità, e anche il fatto che il vol II di mangiami sia diventato un concorso a pagamento la dice lunga. Io non parteciperò, comunque.
LUCE 2
La copertina, sebbene patinata, sebbene non originale, sebbene non sia un progetto grafico sopraffino, riesce a inquietare. Anzi, potrei anche arrivare a dire che è una brutta copertina, ma se inquieta, il suo scopo l’ha raggiunto. Mi piace soprattutto l’idea che abbiano scelto il marrone sangue secco come colore di fondo, e non un banale rosso.
OMBRA 2
L’editing. Ce n’è poco, indubbiamente. Si ha la sensazione che i racconti siano stati editati dall’autore che li ha mandati, senza ulteriori, o comunque minime, modifiche. Piccole cose, intendiamoci, ma ci sono alcuni errori di battitura che un controllo ortografico di word stanerebbe in meno di 5minuti. Altre ripetizioni saltano all’occhio. Mi spiace, ma un lettore ‘ste cose le nota. Anche il fatto di trattini diversi (corti, lunghi, caporali alti, ecc) per ogni racconto è una cosa che si poteva limare. Qualche racconto ha interlinea 1 e altri 1.5 (fatto poco spiegabile). C’è qualche errore e/o ridondanza che doveva essere corretta. Insomma, non voglio fare la pignainculo, ma un editing leggero, solo sulle sviste, si doveva fare. Ne va della bontà complessiva dell’opera, non tanto del singolo pezzo.
LUCE 3
I racconti sono veramente vari. Si va dalla rivisitazione della fiaba classica al racconto storico. Al racconto di fantascienza a quello sociale. Dal fantasy puro al fantastico, nel senso più vasto del termine. C’è davvero mescolanza di generi, pur continuando a mantenere come protagonista la carne umana.
OMBRA 3
Ecco, qua non è colpa di nessuno, ma il sapere di essere di fronte ad una antologia che tratta di cannibalismo, purtroppo, riduce il potenziale di metà dei racconti. Leggere un racconto sapendo già dove si andrà a parare elimina ogni ipotetico effetto sorpresa. È inevitabile pensare infatti, a cosa succederà nel racconto che si sta leggendo, dovendo essere sempre presente l’elemento cannibalismo.
CHIAROSCURI DI QUALITÀ
Ecco qua bisogna essere onesti: la qualità dei racconti è altalenante. Molti autori sono scrittori esordienti e/o giovani e/o inesperti, di conseguenza una buona metà dei racconti sono piuttosto acerbi e/o ingenui. Alcuni, non moltissimi, sono mediocri, purtroppo. C’è un solo pezzo da novanta, che non a caso è il racconto del curatore Fabio Marangoni, che mostra effettivamente di essere molto più smaliziato di altri. Subito dopo un paio di racconti discreti, che si lasciano leggere e sono più che dignitosi, pur non lasciando un ricordo così incisivo (tra questi: “Carne di Gabbiano”, “Abbondanzieri” e “La carne non tradisce”.
Insomma, nel complesso una serie di chiaroscuri, com’era prevedibile, ma che stavolta tende un po’ verso gli scuri, purtroppo.
Quindi come dicono quelli del mucchio di qualche disco: prescindibile.
Ah.
Per ciò che riguarda il mio raccontino, non era niente di che. Era un’idea per trecento parole di due anni fa che poi era ingrassata ed era finita in macelleria. Non aveva subito molte modifiche, anche se il racconto non era piaciuto tantissimo e io stesso lo reputo un raccontino sufficiente e niente più. Parlava di ghoul particolari e nostrani, ma chissà chi l’ha capito
:). Però, se non altro, era sufficientemente curato nella forma, così l’ho mandato. Di quelle cose che “mandi tanto per mandare”. Quindi, alla fine, sono felice della pubblicazione, ma sono conscio della limitatezza del pezzo.
MANGIAMI – Antologia cannibale
di AAVV - pagine 115 - euro 11.00 – Magnetica edizioni

AU
TORI:
UN MATTO, UNA MATTINA, Mario Malgieri
LA VALIGIA, Lombello Edoard
COME NOI, Mario Gazzola
UNO DI QUEI GIORNI GIALLI, Alberto Manca
IL SOGNO DI UN BAMBINO, Raffaele Serafini
IL BANCHETTO, Matteo Gambaro
IL FRIGORIFERO, Vito Ferro
LA CENA DI NATALE, Malcom Vallet
ABBONDANZIERI, Claudio Foti
IL GIUSTO EPILOGO, Veronica Squizzato
CANIS CANINAM NON EST, Carmine Cantile
CARNE DI GABBIANO, Alberto Priora
LA CARNE NON TRADISCE, Marco Cartello
CARNAME, Fabio Marangoni
GAMBE, Michele Tosolini
NERO E' POLPA, Antonio Favero



mercoledì 19 dicembre 2007

Strane storie d'amore - Vesnaver/Natalini


mmm
io sono un po' invidioso. Scrivere un libro per ragazzi credo sia tra le cose più difficile da scrivere. Devi mescolare la leggerezza e il disincanto con quel pizzico di malinconia lontana e invisibile, e a volte di sana cattiveria, che hanno solo i piccoli. Devi essere un bambino, vivace, schietto e semplice, che però scrive con la furbizia di un grande.
Insomma, si fa prima e vincere al lotto.
Ecco perché sono invidioso. :) perché in questo librettino l'autrice del testo (Elena Vesnaver) aiutata all'autore delle illustrazioni (Sandro Tosolini) è riuscita a mettere insieme tutte quelle cose là.
Quindi non vi sto parlando di questo libro come un recensore, e nemmeno per raccontarvelo. Ve ne parlo semplicemente perché mi va di dirlo, che queste poche righe per ragazzi sono davvero graziose. Graziose e delicate.
Si parla di tre piccole storie d'amore surreali, tra gli oggetti di una casa.
Una credenza innamorata di un tarlo...
Un coniglio di pezza di una bambola...
E così via, con ironia e giocosità.
Insomma, grazie grazie.
E' stato proprio un bel regalo, questo libro.
Bello da leggere e bello da avere.
Ha un solo difetto, dura pochissimo, come tutte le cose belle. :)

Strane Storie d'Amore
Edizioni Castalia
Collana: le mele verdi
pag. 49 - € 7.50
ISBN:88-7701-101-7

martedì 18 dicembre 2007

Johnossi - Johnossi 2007

Dunque vediamo.
Quando un disco è bello, nuovo, fresco, semplice e deliziosamente convincente quanto ci vuole per parlarne? Poco!
Diciamo che ve ne parlo in cinque punti.
1) il nome, che fa figo saperlo, John è il moro, canta e schitarra. Ossi starebbe per Oskar, è il biondino e picchia i drums. In due fanno Johnossi, sono svedesi, sono giovani e sono al disco d'esordio.
2) Il disco è undici tracce (+1). Suona rock, ma un rock semplice semplice. Misto blues e misto popballad. Sempre melodico e sempre essenziale (e che volete che facciano in due? mica sono i White Stripes!) Metà canzoni sono davvero riascoltabili già dopo il primo ascolto (nel senso che le ascolti e dici: "cazzo che bella canzone", e la rimetti). Una è quella che trovate linkata a fianco come colonna sonora del mio myspace questa settimana. Carinissima quella canzone. Davvero. E secondo me potrebbe anche finire nelle heavy rotation, chissà. Gira anche il video, carinissimo anche quello, seppur non originale. Eccolo qua: un bianco e nero in stile Charlie Chaplin. Guardatevelo dai, che sono simpatici 'sti due.
3) per farvi un'idea delle altre tracce il solito myspace, ne trovate quattro, ma non sono le migliori, secondo me. La mia preferita è questa. Come direbbe Dan Peterson o la sua mummia: "mmm m! Mi dà una carica...".
4) Se vi state chiedendo se sono troppo entusiasta di questo disco. Beh, dipende. Non so cosa aspettiate voi da questo 2007 musicalmente un pò piatto. Certo è che se volete un discone che vi stacchi le mutande dal culo...beh, no, non è questo. Però vi assicuro che questo disco che non inventa niente, lo fa molto, ma molto bene.
5) Difetti? Sì, dai, qualche canzone, le ballate soprattutto, lascia poco. Se avete le palle un po' girate questi pezzi sono a rischio skip. Ma sono due o tre (Family values, summer breeze e forse un altro). Direi che è un peccato veniale, per due giovanotti di buone speranze. Dai su, teneteli d'occhio, e se non altro ascoltate quei quattro link che vi ho lasciato.
Punto.
Sono stato breve dai. Ogni tanto ci vuol poco.
Anzi
Oggi sono così bravo che vi lascio anche la tracklist
TRACKLIST:
“The show tonight”
“Execution song”
“Glory days to come”
“There’s a lot of things to do before you die”
“Man must dance”
“Family values”
“Press hold”
“Rescue team”
“Santa Monica bay”
“The lottery”
“Summerbreeze”


Un saluto e divertimento freddo per tutti! :)

mercoledì 12 dicembre 2007

AAVV - I corti

Bene.
Supponiamo che abbiate letto la recensione su Abattoir di Ian Delacroix e che abbiate una mezza idea di ordinarvelo, giusto per vedere se è tanto caruccio come dico.
E supponiamo che vi sentiate stupidini a ordinare un libro solo, immaginando un migliore ammortamento delle spese di spedizione se i libri sono almeno due.
Supponiamo anche però, che non conoscendo la casa editrice e nessuno degli altri autori, e non fidandovi delle recensioni che non siano le mie ^^ non sappiate cosa comprare.
Ipotizziamo anche che vi siate stufati di leggere la Bibbia in bagno, perchè è fatta sì di versettini che non ha un filo logico, ma è troppo impegnativa.
E poniamo altresì che vi piaccia leggere qualcosa in treno-corriera-aerostato-catamarano mentre altri guidano per voi, epperò non volete che sia ingombrante, e volete smettere quando vi pare.
Ecco ho quasi (dico quasi) il prodotto che fa per voi: I CORTI editi da XII!
Io ero proprio nelle situazioni citate, eccetto che in bagno, dove continuo a lasciarci la Bibbia perchè sono appena a pagina 60 e ne ha quasi un migliaio, ma prima o poi ce la farò.
Dicevo quindi di questi Corti.
E' un libretto piccolo piccolo (10x13.5 cm - una 40ina di grammi), anche abbastanza magro, e molto grazioso. Qualcosa che si potrebbe tranquillamente dare in omaggio con una rivista, tanto per capirci. Vi costa poco più di tre euri ma se lo pigliate adesso vi costa 2euri e qualcosa. Sono una cinquantina di storie, brevissime che si leggono in un sorso. tendenzialmente cattive e, direi, tandenzialmente ironiche. L'idea da salvare qual è? L'idea è quella che per quanto siano brevi dentro c'è una storia.
E a questo proposito, dentro ci sono dei piccoli colpi di genio.
Ve ne cito uno, perchè vi facciate un'idea:

IL RACCONTO GIALLO PIU' BREVE DEL MONDO
Il Detective guardò il cadavere. Pensò: "Non mi scopriranno mai."

Figata eh?
Però c'è anche da dire che non tutto è perfetto. Si sa, sono una pignainculo e quindi ho sempre qualcosa da ridire. Due cosucce, in questo caso.
Alcuni, pochissimi, sono racconti che non hanno una storia, e sono quasi un'immagine o una barzelletta. Ecco, questi li avrei tolti.
Altri, pochi, sono troppo cerebrali e sopra le righe e te li devi rileggere, per capirli. Ecco quelli vanno bene, posso dire anche che sono molto belli, ma non sono in tema con la leggerezza/cattiveria del libretto.
Due pecche veniali, indubbiamente.
Ok basta spaccare le palle che vado a vedere cosa mi ha portato Santa Lucia!
Auguri a tutte le Lucie e le lucciole!

Già che i sono vi lascio anche stralcio delle cose che si dicono sui corti sul sito di XII:
XII presenta un’antologia corta, a cura di Francesco Angelo Lanza. Con la breve partecipazione di Luigi Acerbi, Stefano Sampietro, Davide Cassia, Simone Corà, Massimo Vassallo, Giordano Efrodini, Fabrizio Cornelli, Daniele Bonfanti.
Nella pancia di un mostro, puoi fare solo movimenti piccoli. Se eviti di agitarti, sopravvivi. Ci vuole controllo, calma, quando non sai cosa fare.
(dall’Introduzione)
55 racconti dannatamente brevi. Tre categorie di “peso”: 200, 600, 1800 caratteri, per metterci dentro una storia.

lunedì 10 dicembre 2007

Serj Tankian - Elect the dead (2007)

Stavolta sarò breve. Lo giuro.
Ecco il nuovo disco dei Sistem of the down che ti aspetti.
Come?
Scusate, mi dicono dalla regia che questo non è il nuovo disco dei SOAD. Come? Ah, c'è scritto anche sulla copertina di fianco e bello in grande: questo è Sery Tankian.
Come?
Mi dicono che è il cantante dei SOAD. Si, lo so, dai. facevo un po' lo scemo!
Comunque, eccolo qua questo disco solista dell'armeno poeta. Non trovate tra l'altro che sia un nome bellissimo Serj Tankian?
Io trovo. E trovo anche che lui ha anche una faccia un sacco simpa. Ha la faccia di uno con cui passeresti la sera a bere birre e sparare cazzate con poco senso.
Inoltre il suo vocione mi piace.
Ops scusate. Avevo detto che sarei stato breve. Farò di più: sarò lapidario.
1) Questo disco assomiglia molto a quelli dei soad, soprattutto agli ultimi soad. punto.
2) c'è più cantatno e meno rabbia, testi più corposi, anche se non li reputo, per quel poco che capisco, granchè. (eppure il signor Tankian pubblica poesie)
3) la parte rabbiosa, la parte più metal, la parte "fuck the system" dei soad non c'è. non cercatela.
4) farà un video per ogni canzone.
5) il primo lho visto, carino, il secondo non ancora, andate sul tubo, dicono sia molto bello.
6) lo sto ascoltando tanto. non mi convince. manca un pezzone. però non lo boccio. certe parti si canticchiano piacevolmente, anche troppe forse.
7) mi aspettavo qualcos'altro. non credo solo io.
8) se dovessi dargli un voto gli darei 6, anzi 6+.
9) alle ragazzine fan della parte morbida soad, cioè quasi tutto ciò che viene dopo il primo disco, piacerà.
10) no, non so niente di Malakian, pubblicherà un disco per i cazzi suoi a inizio 2008.
Ok basta, il solito myspace per ascoltare i due singoli e vedere il primo video (occhio che sta tre ore a caricare, non so quante minchiate ci abbia messo sul suo mai speis!).
Comunque dai, è simpatico il Serj, anche se si prende troppo sul serjo! :D

sabato 8 dicembre 2007

Abattoir di Ian Delacroix****


Mentre scrivo queste parole, percepisco lo sguardo gelido dell'autore, celato da un velo di tenebra, che mi scruta, pur essendo lontano centinaia di chilometri. Ian Delacroix, il burattinaio, muove i miei fili come fossi un personaggio dei suoi libri... Una forza antica mi spinge, incurante delle afflizioni e del domani... Una voce dentro sussulta, spacca le labbra, grida le parole che non posso più trattenere: Cazzo Ian! Che bene che ti è uscito questo libro!!!
Ebbene sì, mi è proprio piaciuto.
E a chi ha già letto o non ha letto gli altri due libri recensiti su queste pagine del buon Delacroix, dico subito una cosa: questo è meglio. Cazzo se è meglio.
Dunque.
Partiamo con disordine. Diciamo cose sparse. Il libro, tanto per cominciare, è un bel libro e un libro bello. Significa che se lo guardi ti piace. Io l'ho letto l'altro ieri durante il viaggio di andata e ritorno da Milano, in treno, e li ho visti gli sguardi gelosi e curiosi di quelli seduti accanto. Ha una copertina che ti conquista, per colori e per sensazioni (e che Ian ringrazi la sua sposa e collaboratrice che qua ci ha proprio azzeccato). Poi è carino anche il logo del progetto XII che, se ho ben capito, poggiandosi sul book on demand di stampalibri.it è un'associazione di gente sgaia che ha indossato un abito leggero di casa editrice. Molto interessante come cosa, e soprattutto mi piace tantissimo il logo di XII. (poi c'è anche da dire che io sono di parte perché gli abbinamenti di giallo nero mi piacciono sempre).
Aldilà della mera estetica, però, sono i contenuti che mi hanno particolarmente conquistato. Sono undici racconti, ok, lo sapevo. Sono storie dell'orrore, ok, sapevo anche questo. Ma che fossero undici storie che ti si appiccicano addosso come cacca ancora calda sotto le scarpe proprio non lo potevo immaginare. Già il racconto di apertura spacca. Vi cito una sinossi solo per rendervi l'idea: Thomas passeggia solitario alla vigilia di Natale in una città (Milano?) fredda e nebbiosa; una vecchia lo costringe ad entrare in un complesso della parrocchia per compilare un questionario, e lui si fa suggestionare dal buio, dai corridoi, dalle scale, da misteriose suore che pregano, ricordando tutto il terrore che aveva provato durante l'infanzia. Cerca di scappare ma non trova l'uscita e in un senso di claustrofobia crescente.... Beh, insomma, il finale ve lo andate a leggere nel libro. Comunque è tutto qua, e vi giuro che ho ancora addosso un po' d'angoscia per quel che ho letto.
Gli altri dieci racconti sono simili. Alcuni decisamente più splatter (come quello che dà il nome alla raccolta) altri più leggeri e grotteschi, altri ancora più scanzonati, altri decisamente visionari. Un paio scritti a più mani e i tre racconti centrali (scatola #1, #2 e #3) che sono collegati tra loro e rappresentano davvero un cocktail formidabile.
Ma perchè questo libro mi è piaciuto così tanto e soprattutto perchè mi è piaciuto di più dei due precendenti? Facile da dire: l'autore è stato molto più scanzonato, molto più sciolto, meno vincolato a frasi costruite e, a volte, troppo pensate. Meno vincolate ai simboli e più concreto. La scrittura, ma questo è parere mio, ne ha guadagnato in fluidità. Solo l'ultimo racconto, che non a caso è l'unico che non mi ha soddisfatto, è quello che non rientra nella scrittura più scanzonata degli altri. E quando dico scanzonata, attenzione, non pensate a qualcosa di colorato o a qualcosa di leggiadro. I simboli e le citazioni fioccano anche in queste pagine, ma Ian si è finalmente avvicinato al lettore, gli ha teso una mano. Ricordo che sia per Epifanie, sia per (De)composizione di viole, avevo raccomandato che la lettura non era per tutti. Beh, qui finalmente posso dire che la lettura è per tutti, anzi, non solo per tutti, ma per tutti e per ovunque, nel senso che non serve nemmeno chiudersi in casa con un organo in sottofondo per apprezzarlo. Anzi, è un tipico libro da treno. Leggi, ti fermi, rifletti... Leggi, ti fermi, rileggi... (ovviamente se aveto scarso amore per l'horror e il gotico, lasciate perdere).
Uhu quanto ho parlato. E' che ne sono molto entusiasta, perchè è tra le cose migliori che ho letto negli ultimi tempi.
Che altro dire.
Magari qualche altra parola su dove sono ambientati i racconti: Venezia, Milano e in Italia in generale, tranne gli ultimi due, uno ambientato in giappone, e uno non ambientato;)
Dentro troverete corvi neri, la danza delle tenebre, jack in the box, corpi smembrati, mucica "scura", suore inquietanti, il circo, donne serpenti, misteriose maledizioni... insomma: gelostellato consiglia Abattoir. Che tra l'altro costa anche poco e si compra qui.
Bene, è poco ma è tutto, un saluto.

giovedì 6 dicembre 2007

Amari - Scimmie d'amore (2007): il Pop sbagliato?


L'ho letta da qualche parte, questa cosa del "pop sbagliato" con cui pare si siano definiti gli stessi Amari, che mi è subito piaciuta. E poi è adatta. Adattissima direi.
Ti fai un po' di domande, rispondi senza indecisioni, e capisci perché, è adattissima.
E' musica pop questa? Sì!
E' orecchiabile questo disco? Sì!
Si canticchia volentieri! Cazzo sì!
Sono canzoni banali e piatte? CAZZO NO!
Bene, allora sono gli Amari.
E a voi rocchettarimetaldark che se non c'è il buio dentro, i dischi non vi piacciono.
E a voi amanti della musica sofisticata tipo questiliconoscosoloio.
E a voi ferventi sostenitori della passera di britney e del culo J-lo.
E anche a voi ferventi odiatori del culo di Britney e della passera di J-lo.
E a voi che di tutto quello che passa in radio è merda solo perchè passa in radio.
E anche a quelli che se c'è un sinth e un bum bum bum allora non c'è qualità e non c'è niente da dire.
Beh, ecco, insomma, a tutti quelli come me una volta, questo disco...Ascoltatelo!
Ammetto che al primo ascolto ho pensato che non era come Gran Masteer Mogol, ed effettivamente il singolone che spacca non c'è. Il fatto è che il singolone non è che non c'è, è che non si vede! Tutte le canzoni sono, dopo un po' di ascolti, canzoni che potrebbero spaccare. Tutta questione di media (mass media, s'intende). E allora fate un click sul sito di All mUsic e votate il singolo dei miei conterranei, che sarà ben meglio ascoltare "Gite fuori porta" piuttosto che il magico trio di Giorgia-Antonacci-Tatangelo! Eccheccazzo!
Se non mi credete, guardate il video sul loro my space o ascoltate le canzonette che potete ascoltare. Ma mi raccomando, con due avvertenze, ascoltatele almeno due volte e fate attenzione ai testi, che sono una cosa su cui ancora non mi raccapezzo: hanno qualcosa da dire, lo si intuisce, ma non si riesce mica a capire cosa!
Non mi dilungo a parlare del disco, anche se ci sarebbe un sacco da dire. (una cosa soltanto non riesco a trattenermi dal dire: IL BASSO! I giri di basso di 'sto disco qua sono fenomenali, come il cacio sui maccheroni. se avete ascoltato gite fuori porta capite cosa intendo)

Piuttosto vi lascio qualche estratto dai testi e ditemi voi cosa significano, nel profondo! ^^

Gite fuori porta
D'un tratto suona un'orchestra di cerniere lampo, siamo arrivati; questa gita mi spedisce a casa come uno straccio umido e avvilito, mi chiedo a cos'è servito, stando qui in vetrin, noi non ci conoscermeo mai, l'unica cosa che facciamo è ricordarci che saremo sempre estranei, scegliere quale letto o sceglier se dormirci dentro.

Manager nella nebbia (la canzone della settimana) :)
Forse mi vergognerò un pò quando non ricorderò i vostri nomi, ma portate pazienza, io vivo nella nebbia, abbiate pazienza, quando quei ricordi grattano alla porta li chiudo in un cassetto, finchè non bruciano più. Sono manager nella nebbia, quanti amici ho perso nella nebbia, quante luci ho seguito nella notte, schivando alberi e pali.

Arpegginlove
Mi sono innamorata di te che sei sereno e tranquillo, le tue parole volano alte ma il bello è che non passano mai sopra me; scivolano come pensieri di ieri, mi posso appoggiare un attimo lo so, tu non crolli come gli altri chiudo gli occhi e lo vedo, è un attimo lo so; mi sono innmorata di te perché ami le mie cose come fossero un giardino e tu il guardiano delle rose, ti addormenti qua vicino e starei sveglia per ore; sei bello se sei nudo e non c'è niente, anche se c'è gente, se mi passi un accendino, se mi baci sulla fronte, se mandi tutto a monte. Mi sono innamorata di te, che non ricordi dove sono i miei occhi nemmeno.

martedì 4 dicembre 2007

Il cerchio delle fate di Dello Stritto Antonella***

Bene.
Questo libro già mi ispirava dal titolo e dalla copertina, e m’ispirava anche dalla casa editrice, di cui ho letto Le regole della paura, un libretto simpatico.
Tra l’altro mi andava proprio di leggere dei racconti neogotici, sia come stile, sia come ambientazione.
Beh, vi dico subito che non mi è dispiaciuto, anche se alla fine non tutta la lettura è scivolata via liscia.
Ma andiamo per ordine.
“Il cerchio delle fate” (tra l’altro ho scoperto che se lo googlate trovate di tutto tranne che notizie sul libro) è un piccolo librettino con cinque racconti dichiaratamente neogotici.
Ora, senza volermi addentrare nel cercare di capire cosa si potrebbe voler intendere con racconti neogotici, faccio prima a dirvi come sono questi cinque racconti.
Direi che potrei riassumere le loro caratteristiche in questo modo: colori scuri, ma non scurissimi; registro molto elevato; lessico ampolloso, ma non a sproposito; periodi lunghi e a tratti complessi, utilizzo imprescindibile della prima persona e, per finire, un’ambientazione che quasi mai è attuale.
Non so se era quello che intendevate voi per neogotico, ma tant’è, questo è quello che trovate.
Vi dico subito che non tutte le storie, a mio avviso, sono di pari valore, ma potrete percepirle diversamente a seconda dei vostri gusti. A me, per esempio, è piaciuta molto la prima, che è anche quella che dà il titolo al racconto. Una storia di fate e misteri, al confine col fantasy, che tra simboli e citazioni del mondo fantastico immerge completamente il lettore nelle sue parole, fino all’ultima riga.
Anche il secondo racconto, che in fin dei conti narra, partendo da un contesto studentesco veneziano a là congrega “dei poeti estinti”, di una discesa agli inferi, con una serie di descrizioni vivide e riuscite che conferiscono alla scrittura il carattere di visione. Mentre inquietante e particolare resta il terzo racconto, meno riusciti, ma è un opinione personale, sono gli ultimi due racconti, che restano di pregevole qualità dal punto di vista stilistico, ma che forse hanno meno da dire come contenuto della storia.
Da ricordare anche, una introduzione classica (e piacevole) che riporta i cinque racconti nel solito schema del “manoscritto ritrovato in una bottiglia”, anche se stavolta è una scatola in un naufragio.
Insomma che altro dire? Anche niente, se vi capita per le mani e vi piace questo genere, (che in fin dei conti cerca di distaccarsi il meno possibile dal Maestro di nome Edgar), beh, leggetevelo.


IL CERCHIO DELLE FATE

di Dello Stritto Antonella
pagine 94 - € 9,00
Edizioni Bastogi
ISBN: 88-8185-888-6

domenica 2 dicembre 2007

HO VINTO IL CONCORSO PIÙ FIGO DEL WEB!

E' INCREDIBBBILE! Ho vinto il concorso più figo del web!
Considerato che è il primo concorso che vinco e che è, appunto, il concorso più figo del web... Beh, sono strafelice.
Mi ridono gli occhi, il naso, le orecchie, l'ombelico e anche i cani nel cortile!
La notizia per altro, è assolutamente inattesa e imprevista, anche perchè sono conscio che il racconto forse non era il migliore, ma era quello che, in media, è piaciuto di più alla giuria.
Ma chissenefrega. A me piaceva, sennò ne avrei mandato uno di queglialtri del sondaggio di qualche tempo fa, non vi pare?
E poi lo considero un premio alla carriera, visto che Scheletri.com è un po' casa mia...
Ora mi leggerò tutti gli altri racconti e poi vi saprò dire qual è la mia personale classifica...

sabato 1 dicembre 2007

Sempre sul 300parole

Che sia oggi il giorno buono? L'attesa per i risultati del concorso più figo del web si fa spasmodica. A nessuno interessa il vincitore, ma il piazzamento. Lo scorso anno fui 37simo. Tutto sommato non male. Migliorerò? Peggiorerò? Chissà...
Intanto mi diverto a segnalarvi racconti che io ho trovato carini. Così riempio un bel post di link...:)
Tanto per cominciare il premio zombi, assegnato ad Anna Maria Doriana Galella, di cui sono fan:)
Il racconto è sugli zombi (ma va) con una rivisitazione molto elegante della fiaba sul flauto magico. Un pizzico di sociale, e molta classe. Non è un racconto originale, ma è un racconto riuscito.
Poi è già noto il premio Halloween, andato all'amica di web e affermata scrittrice Pina Varriale (ebbene sì, lho detto no che è il concorso più figo del web, so per certo che hanno partecipato anche King, ma è stato escluso perchè il racconto non era horror, e Lansdale che aveva un buon racconto ma è stato escluso perché sforava le 300 parole). Il racconto è questo, ma devo ancora leggerlo.
Tra quelli che ho letto e mi sono piaciuti ci sono questi:
Tanto per cominciare il racconto dell'amico Silente. Non c'è che dire, ogni tanto mi stupisce. In poco spazio è riuscito a citare un sacco di cose. Dal Poe che strappa i denti, ai mostri fatti di oggetti. Non dico altro che sennò ve lo rovino.
Assolutamente da leggere invece, il racconto Vermi, di Marica P. Non è un racconto perfetto, ma quasi. E ribadisce una cosa: l'orrore vero è dei bambini.
Segnalo anche un altro racconto. Quello dell'amico Vinch. Quando l'ho letto non sapevo che era lui. Beh, cazzo, grande idea Vinch. peccato che è inserita in una trama non originale, ma grande immagine e grande idea. Tra le migliori sicuramente.
Altra grande idea poi lho trovata in L'attesa della luce. I mostri nuovi mi hanno sempre attratto. per quanto non definito qui ce n'è uno e la cosa mi ha stupito piacevolmente. Altra ottima idea. Bravo!
Poi vediamo...questi sono i racconti a cui ho dato sette e dintorni.
vi segnalo anche le sufficienze convincenti:
Quello di Valchiria è ampiamente da sufficienza, anche se a me non piacciono i temi sociali.
Molto carina la fiaba nera della carriola di bethelius e mi è piaciuto anche Ho una tigre nella tasca del solito elegante Giò Buzi. Ah poi vi dovete leggere anche Contras, ma non tanto per il racconto che secondo me non è scritto bene, per le considerazioni dell'autore dopo il racconto: leggete qui. Che l'amico Cassatella abbia un cervello?:)

bene per ora basta. Quando leggerò gli altri ne segnalerò altri. :)
Buon sabato a chiunque passi di qua!
Related Posts with Thumbnails