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Racconto di Natale. Auguri a tutti.

Ecco qua, scritto oggi per l'occasione: un bel racconto di Natale. Buon Natale a tutti. :)


MESSA DI MEZZANOTTE

– La vecchiaccia l’avete avvertita? – bofonchiò Klaus spazientito ai due che gli sedevano a fianco.
Si era tagliato la barba e tinto i capelli di un inverosimile castano mangusta, e adesso, con quel pancione che faticava a stare nei pantaloni, assomigliava vagamente a Romano Prodi.
– Certo che l’ho avvertita. – gli rispose sottovoce il giovanotto alla sua destra. Era sulla trentina, magro, con i lisci capelli castano chiari che ne allungavano ulteriormente il volto. Da quando erano entrati in chiesa sembrava nervoso e continuava a tormentarsi la barba, lunga e stizzosa.
– Figuriamoci – borbottò a voce alta Klaus – quella è sempre in ritardo!
– Ssshh. – fece la ragazza inginocchiata alla sua sinistra, con l’indice davanti alle labbra – Comincia la Messa.
Portava degli occhiali dalle lenti scure, anche se non proprio da sole, e avvolta in una specie di blusa azzurra, lunga fino ai piedi, era la figura che dava più nell’occhio, di quell’insolito trio seduto in primo banco, alla Messa di Mezzanotte.
Mentre il sacrestano, stonato e appesantito dalla cena, intonava il Gloria, il prete fece il suo ingresso sull’altare, preceduto e seguito da due chierichetti dal volto rubizzo e dagli occhi sperduti.
Il prete, con aria solenne, si diresse verso un presepe, allestito in un angolo dell’abside, e vi depose il Bambin Gesù, riempiendo una mangiatoia acquistata da Schlecker, per 9.99€.
– Ma che fai?! Ti commuovi? – sussurrò Klaus al giovanotto allampanato, che si stava soffiando rumorosamente il naso e aveva gli occhi lucidi.
– È che mi commuovo sempre, in questo momento, scusate – gli rispose l’altro.
– Bah… Hai sempre il cuore troppo tenero – lo canzonò l’omone.
Li interruppe il suono di un bastone che picchiettò sul banco.
– Eccomi eccomi! – gracchiò una vecchietta, alta quanto loro seduti – Spostati Lucia, che mi metto vicino al ciccione! – e così dicendo fece uscire la giovanotta in mezzo alla navata e si sedette vicino a Klaus, non senza un certo trambusto di scricchiolii dell’inginocchiatoio e delle sue ossa.
Il Sacerdote, intanto, cominciò la funzione, recitando i salmi natalizi, mentre in un disorganico mugolio corale i fedeli ripetevano “Oggi è nato per noi il Salvatore”.
– Ma come ti sei conciato? – sussurrò la vecchia a Klaus, sbirciandolo di sottecchi – Sembri Prodi!
– Hai parlato te che hai più bitorzoli in faccia che denti in bocca! – gli rispose l’altro, piccato.
– La volete smettere voi due? – sibilò Lucia con aria di finto rimprovero – Non siamo qui per questo.
…alla sua venuta, Gesù Cristo, nostro unico Signore.
I quattro riuscirono a cogliere e malapena le parole del prete, che gli lanciò un’occhiata di disappunto, e biascicarono un improvvisato e poco convinto Amen, assieme al resto della chiesa.
Rimasero in silenzio per un po’, poi, quando il sacerdote si spostò sull’ambone per l’omelia, Klaus cavò dalla tasca un foglietto spiegazzato e lo porse alla vecchia. Quella tirò fuori gli occhialini da lettura dalla palandrana grigia in cui era avviluppata e, appoggiandoseli sulla punta del naso, fra un bitorzolo e l’altro, lesse con attenzione quelle poche righe.
– Voi avete già letto? – disse con una nota di tensione nella voce.
Gli altri annuirono.
– E allora? – proseguì – Chi se ne occupa?
Klaus alzò le spalle, come a dire che era indifferente, mentre il prete s’infervorava della sua predica.
…Dio non può imporre l’amore, può solo donare il suo Figlio. Perché in quel bambino ha compreso il mistero di un amore che viene offerto…
Lucia si tolse gli occhiali per un attimo, per pulirli alla bellemeglio nella manica della blusa.
– Beh! Dovrebbe pensarci uno di voi due. – disse voltandosi verso i due uomini, sul lato destro del banco, e mostrando loro le cicatrici che aveva al posto degli occhi.
– Oh cazzo! – esclamò un po’ troppo forte Klaus – Sei pazza? Rimettiti subito quegli occhiali!
– Va bene, però pensateci voi, che io sono in ferie.
Klaus dette una leggera spallata al secco, che pareva seguire la Messa con più attenzione di loro.
– Pari o dispari? – gli chiese.
– Dispari, che discorsi. – rispose l’altro senza voltarsi.
– Bim… Bum… Bom… – disse Klaus oscillando la mano a pugno, e al “bom”entrambi gettarono le dita: tre e due.
– Dispari. Hai perso. Tocca a te.
– Ok. – borbottò il vecchio, lisciandosi il mento, ancora poco avvezzo a stare senza la folta barba.
I quattro si erano anche scambiati un segno di pace. Il prete intanto aveva già iniziato la liturgia eucaristica e si stava dirigendo vicino allo scalino che separava il presbiterio dalla navata.
Mentre stava intonando il canto dell’eucarestia, reggendo in alto la pisside, Klaus lo stava fissando. Si portò la mano al petto e se lo colpì, con un pugno non forte, ma secco e preciso.
In quello si udì un rumore metallico. Il sacerdote lasciò cadere in terra il contenitore delle ostie e si portò le mani al petto. strabuzzando gli occhi, mentre il viso si faceva rapidamente paonazzo. Poi cadde in avanti, con un rantolo, sbattendo la faccia sul marmo.
Il chierichetto che reggeva il piattino, di fianco, spalancò gli occhi, incredulo.
Fu il caos. L’organo smise di suonare, sostituito da un mormorio diffuso. Il sacrestano e le suore si affollarono attorno a quel cuore che non avrebbe più ripreso a battere, calpestando ostie e pregando.
Solo i quattro della prima fila rimasero calmi e in silenzio, poi, quando i fedeli cominciarono a sciamare un po’ ovunque, s’incamminarono verso l’uscita, passando vicino al crocchio di clerici indaffarati in un grottesco tentativo di rianimazione. Nessuno badava a loro, e solo il chierichetto, impietrito, con il piattino d’argento ancora in mano, li guardò.
Klaus, prima di voltarsi e avviarsi verso l’uscita, gli fece l’occhiolino.
Sul ripiano del primo banco rimase un foglio spiegazzato:
Caro Babbo Natale, vorrei tanto che per questo Natale tu non mi portassi dei regali, perché ho già tanti giocattoli belli che mi compra la mamma e il papà. Come regalo vorrei che portassi via lontano Don Giuseppe, perché non mi piacciono i giochi cattivi che ci fa fare in sacrestia, dopo la Messa.

3 commenti:

  1. ottimo spunto. magari qualche frase da rivedere perchè suona così così, ma l'idea di fondo mi gusta assai.
    brau.

    MisterEcho.

    E visto che sono in ritardo per Natale (passato a casa con 39 di febbre, fun cool!) , ti faccio tanti auguri di buona fine e buon inizio ;)

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  2. grassia! e buon 2008 a todos!:)

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