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Gioca o Muori di Piergiorgio Pulisci

Io secondo me, a Piergiorgio un po' gli sto (o gli stavo) sulle balle. Lo si capisce da questo simpatico raccontino in cui mi cita per quello che sono: uno stronzetto saccente e borioso.
Vero, confermo. :)
Aldilà di questo a me Piergiorgio sta molto simpatico. Il motivo è proprio quel raccontino là, dove intuisce la mia vera natura e anche il fatto che si è preso la briga, prima di spedirmi il libro, di scriverci una piccola dedica. (si, lo so che suona più come un monito ;-) ma io lo intendo come augurio.
Insomma, tanti preamboli per dire nulla. Veniamo al sodo: parliamo del libro!
"Gioca o Muori" è uscito da pochissimo per la casa Editrice La Riflessione ed è il prequel del romanzo d'esordio dell'autore: La croce incarnata.
Un bel po' di informazioni sul libro precedente e su quello attuale le potete trovare sul blog dell'autore, linkato tra i miei blog, ma ora vedrò di dirvi qualcosa di più di "Gioca o muori".
Tanto per cominciare un pò di trama.
Il libro è un Thriller, e come potete vedere dal Parental Advisory, non potete comprarlo ai vostri figli più piccoli, anche perché se proprio non lo annoveriamo nel genere hard boiled, poco ci manca. La vicenda prende le mosse da un particolare, quanto cruento "reality" organizzato da una potentissima setta satanica in quel di New York. Il gioco prevede che i partecipanti siano costretti a fare le cose più inenarrabili per salvare un loro caro che è stato preso in ostaggio e minacciato di torture. Solo uno riuscirà nell'impresa e sarà lasciato libero, mentre per gli altri, ostaggi compresi, ci sarà solo la morte. Ovviamente la Croce Incarnata ha organizzato ad hoc tutto lo scenario che, minuto dopo minuto, sarà trasmesso in rete per pochi ricchissimi e morbosi spettatori, con tanto di scommesse. I giocatori sono sei, divisi in due squadre, e mentre seguono le istruzione impartitegli via cellulare dal master del gioco, vengono coinvolti nelle azioni più riprovevoli. Torture, squartamenti, uccisioni e altri abomini si svilupperanno, pagina dopo, pagina, fino a una pirotecnica sequenza finale che lascerà il campo, ma questo non è un segreto, all'altro libro dell'autore.
In questo modo, l'autore, vuole (e in parte ci riesce) mostrarci quello che la natura umana potrebbe accettare e fare "per salvare la vita di una persona che amiamo?"

E ora veniamo al giudizio! Beh...vi dirò; se alla fine confesso di aver fatto un po' fatica, in fin dei conti mi sono trovato a volare nelle ultime pagine, per ritrovarmi comunque soddisfatto.
Certo, ci sono pregi e difetti, ma alla fine, cercando di essere tolleranti sulle ingenuità (che possono essere perdonate) si può dire che il lavoro nel suo complesso è sufficiente.
La parte che presta il fianco a qualche critica in più è indubbiamente la prima, dove, pur notandosi un lavoro curato per ciò che riguarda errori di battitura e refusi, si avverte ancora qualche ingenuità nell'utilizzo degli aggettivi e nella forma. Tutto ciò, però, rimane nella normale "tara" che di espressioni fatte e accoppiate soggetto-aggettivo, comuni a ogni scrittore emergente. Un miglioramento, invece, si poteva ravvisare nel caso la prima parte scorra lentamente e alcune scene (vedi la prima telefonata del Master ai concorrenti) siano ripetute più volte senza eccessive variazioni, con buona pace del ritmo dell'opera, che stenta un po' a decollare.
Nella seconda parte, invece, il ritmo si fa molto più serrato e da quando la squadra dei tre giocatori si riunisce non c'è un momento di pausa fino all'ultima riga. Le prove che i "giocatori" sono chiamati ad affrontare si susseguono, pagina dopo pagina, e anche se i colpi di scena sono a volte un attesi e se alcune situazioni volano felici nella scarsa verosimiglianza, questo non è assolutamente da ostacolo alla lettura.
Insomma, facendola breve, si arriva in fretta alla fine, da metà libro in poi. :)
Un paio di note per mettere nel giusto "state of mind" il lettore che intende affrontare questo libro.
Primo. Non aspettatevi verosimiglianza. Questo è un thriller, certo, ma è soprattutto un'opera di narrativa. Come specifica l'autore, luoghi e avvenimenti fanno capo alla fantasia. Inutile quindi che il lettore si chieda se è possibile per un individuo che non ha mai visto una pistola uccidere, uno dietro l'altro, una decina di teppisti che da cinquanta metri gli corrono incontro armati di spranghe. Inutile chiedersi quanto può durare la coscienza di un uomo al quale tagliamo via via tutti gli arti con la motosega? O com'è possibile che dopo decine e decine di omicidi nessuno, ma proprio nessuno dica qualcosa? Insomma, è narrativa, non un servizio del telegiornale.
Secondo appunto sul fatto che a tratti si percepisca chiaramente gli spunti tratti dalle muse ispiratrici dell'autore: Lansdale e Deaver su tutti, a mio avviso. La tecnica della metafora dissacrante e del flashback posposto sono spesso utilizzate, ma come lo stesso autore specifica nei ringraziamenti finali, sono un chiaro omaggio, non certo un'imitazione.
In conclusione, un'opera seconda che, se è logicamente acerba e, a tratti, ingenua, si rifà con il ritmo e le immagini raccapriccianti e che, sicuramente, per quanto ancora debitore delle sue letture, ci lascia un autore che ha qualcosa da dire.
E i lettori aspettano, magari una storia nostrana, ambientata in Sardegna, piuttosto che nella lontana e plasticosa New York... :)

2 commenti:

  1. Ciao Gelostellato e grazie per la recensione. Sono avido di critiche, e avido di crescere e migliorare, e sfrutterò ogni tuo consiglio che hai saputo darmi, e di cui ti ringrazio con grande rispetto.
    No, nn mi stavi sulle palle. Certo, all'inizio quando postavo racconti che credevo perfetti, ci rimanevo di stucco come un marito che scopre che la moglie lo tradisce col suo vecchio pastore tedesco quando tu me li smontavi pezzo per pezzo come fossero un puzzle compilato mal. Poi, però, ho capito che quello che era nel giusto eri tu; se c'erano degli errori di forma, non c'era proprio bisogno d'essere teneri, e quindi ho capito che il fatto che il tuo essere diretto come una martellata sui denti fosse giusto nei confronti di uno che pubblicava su quel sito per imparare qualcosa. E credimi, ho imparato...
    Ti infilai nel racconto pensando come la mia vita sarebbe potuta andare a puttane per una serie di coincidenze ed eventi che si annodavano tra loro. Una di queste era proprio la stroncatura di un racconto, (poichè in passato quando qualche mio racconto veniva distrutto su Scheletri avevo voglia di infilare le dita nel frullatore di mia madre).
    Ti ringrazio ancora per la recensione, e spero di presentarmi "migliorato" la prossima volta che i tuoi occhi scivoleranno sulle mie parole.
    Grazie.
    Piergiorgio

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  2. bisogna assolutamente che risponda a questo commento, per almeno due motivi:
    1) perchè sennò si legge "1 strafighi che hanno commentato" ed è veramente brutto, così almeno adesso ci saranno "2 strafighi che hanno commentato"
    2) per sottolineare come sia figo che gli autori vengano a postare un commento sul commento al loro libro. (So che anche Lansdale legge avidamente di commentare, ma è timido...)^^

    grazie piergiorgio comunque
    e mi raccomando, il prossimo ambientalo nella tua terra!
    ìì

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