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"Domani nella battaglia pensa a me" di J. Marias ****

Sulla copertina di questo libro potete leggere: "Forse il libro più bello composto da uno scrittore contemporaneo", parole di Pietro Citati. Ora, a parte che non so chi sia Pietro Citati, e a parte quel fastidioso 'forse', introdotto con simili parole un libro ti potrebbe già stare sulle palle.
Invece no, è un bel libro, davvero un bel libro.
Certo non sarà forse il più bello di uno scrittore conttemporaneo (anchè perchè Marquez, Matheson, Ballard, Saramago e un sacco d'altra gente che ha scritto belle cose sono ancora vivi), visto che negli ultimi decenni ci ha lasciato della gente come Calvino, Carver, Fante, Bunker e parecchi altri, Beh, se non altro se ne potrebbe discutere.
Quel che resta è che questo libro è indubbiamente zeppo di belle cose, di bei pensieri e di belle parole. Marias, spagnolo di Madrid, riesce nell'intento che si propone già dalla prefazione, ovvero quello di rendere partecipe il lettore di sensazioni e pensieri che conosce benissimo, ma che gli riescono chiari solo nel momento in cui qualcuno (l'autore, appunto) gliene parla.
E così trascorrono le prime pagine, con la descrizione di un fatto che, per quanto insolito, non ha niente di sopranaturale o artefatto. E' una storia, vita di persone normali, in una Madrid semimoderna (1994) alle soglie dei cellulari e del computer.
C'è un protagonista, Victor, che ci racconterà tutto in prima persona e che si trova ad assistere alla morte di una donna, moglie e madre di un bimbo, con la quale tra poco averebbe consumato il classico "rapporto sessuale occasionale".
La donna si sente male, e tra le braccia di Victor, per lei un quasi sconosciuto, cessa di vivere, mentre il marito è all'estero per lavoro e il bimbo è nella sua cameretta a dormire.
Basta dirvi che il primo centinaio di pagine è utilizzato solo per descrivere questa notte e i pensieri che genera nel protagonista. Victor diventa tutti noi, e nel suo pensare, nella sua autoanalisi, nei suoi dubbi e nella sua umana incertezza, egli diventa tutti noi.
Nella prima metà del libro si mette il lettore a nudo. Lo si spoglia completamente da tutte le sue self-handicapping strategies (per dirla in modo fighetto) e lo si induce a dei veri e propri esami di coscienza. Ovviamente bisogna entrare nel clima e dimenticarsi che non sono tanto i fatti, che contano, ma i pensieri. (il libro, come stile, mi ha ricordato fortemente l'unico lavoro che ho letto di Josè Saramago e credo che chi ama Saramago conosce di certo anche Marias)
Man mano che il libro prosegue i pensieri lasciano il posto, pian piano, ai fatti. Victor, senza un particolare motivo, comincia ad avvicinarsi alla famiglia della morta e nel fare questo tira in ballo dei personaggi che vengono caratterizzati in modo magnifico. Il marito vedovo, la sorella, il padre, il Re di Spagna, la sua ex moglie, un suo amico e collega di lavoro... tutte figure che restano scolpite nella memoria del lettore, non tanto come immagine, quanto come personalità.
Uno neo, se proprio se ne vuole trovare uno, riguarda il finale, che Marias decide di affidare ai fatti, facendo succedere più cose e andandosi a cercare un finale a sorpresa con diversi intrighi di cui forse non c'era il bisogno. Certo, bisogna dire che in questo modo la lettura è molto meno impegnativa e scorre via veloce, ma quel che resta, alla fine, è la bellezza dei pensieri, e non gli intrighi svelati.


Titolo: Domani nella battaglia pensa a me
Autore: Javier Marias
Edizione: Einaudi ET
Pagg. 283 - € me l'ha regalato la Elena
ISBN:88-06-17310-3

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