Etichette: , ,

Me parlare bello un giorno di D. Sedaris***


Bisogna proprio che faccia uno sforzo e che ritorni a parlare di libri. Dei libri è sempre meglio parlarne subito. L'idea che si ha di loro degrada in poche settimane. Per alcuni, quelli molti belli, possono diventare mesi, per altri, si parla di pochi giorni.
In ogni caso è meglio che vi parli delle mie letture agostane, prima che quel che mi ricordo dei libri se lo porti via l'autunno, volando su una foglia accartocciata.
Questo libro di Sedaris (il secondo che leggo) ce l'ho sullo scaffale da un anno. Non mi aspettavo molto, lo confesso. Vuoi perchè l'altro suo lavoro che ho letto (Mi raccomando, tutti vestiti bene) non mi aveva impressionato granchè, vuoi perchè leggere, per me, vuol dire leggere storie, e i raccontini di Sedaris, più che storie, sono episodi.
Chiacchiere da bar tra persone intelligenti prima che la birra porti le volgarità, quando ancora l'intento è di far sorridere, e non quello di far schiattare i denti dalle risate, e quando ancora la battuta nasconde la riflessione e non è fine a sè stessa. Ecco, più o meno Sedaris mi dà questa sensazione.
Per capire bene a cosa andate incontro se vi capita di leggerlo va detto chi è, o meglio, che caratteristiche ha. David Sedaris (per lo meno da quello che emerge dai suoi libri) è un:
fumatore incallito
greco di natura, americano di nascita
ossessivo compulsivo
gay-issimo
drogato super (o per lo meno dice di esserlo stato)
timido (a volte)
bambino che ha avuto un sacco di traumi
insicuro
irriverente
individuo in continuo rapporto di amore odio con la propria famiglia, che per altro è stranissima.

Ecco, detto questo potete solo immaginare cosa fa: racconta sè stesso, probabilmente abbellendo ad hoc (o imbruttendo, dipende dai punti di vista) le vicende che racconta.
Ne esce una serie di quadretti, che a volte fanno schiattare dal ridere (come quando uno della famiglia aveva mollato uno stronzo galattico nel bagno e David ci era capitato subito dopo, e lo stronzo non voleva saperne di scendere nello scarico e...vi lascio immaginare) a volte fa sorridere e riflettere (come quando David, drogato più che mai, per tirar su due dollari, ha raccolto le sue immondizie di una settimana e le ha presentata a una mostra di arte concettuale e sono pure piaciute), a volte fa solo sorridere (come quando David, che aveva un difetto di pronuncia nella s, faceva impazzire la logopedista imparando tutti i sinonimi di parole con la s per non dirla).
Insomma, con le dovute distanze, a volta l'umorismo di Sedaris ricorda quello anti americano dei Simpson, mentre a volte è proprio definibile come "umorismo inglese".
Insomma può piacere anche moltissimo (a patto che abbiate una buona cultura "anti"americana e una sana conoscenza delle contraddizioni made in USA), ma può piacere anche poco, soprattutto se cercate la risata facile e riottosa del comico all'italiana. Insomma, se leggete frasi che lo indicano come autore comico di culto, ricordate che è un autore comico di culto "negli Usa", e non è la stessa cosa che esserlo da noi.

Titolo: Me parlare bello un giorno
Autore: David Sedaris
Edizione: Piccola Biblioteca Oscar Mondadori
pagg. 269 - € 8.80
anno (c): 2000
ISBN: 88-04-54454-6

2 commenti:

  1. Quindi tutto sommato ti sentiresti di consigliarlo come libro? Io sto arrancando a pagina 75 di un altro suo libro (vedi mio post di oggi) ed ero in giro per la rete in cerca di consigli e sconsigli...

    Buona Domenica da Miss TicoTico

    RispondiElimina
  2. se stai arrancando in un altro suo libro non lo so... più no che sì.
    Diciamo così, secondo me non è che si discosti tanto nei suoi libri. Ne ho letti solo due, e non è che lo sto bocciando, però per ora, a tempi brevi, non ho intenzione di leggerne e comprarne altri.
    Ci sono cose migliori.

    RispondiElimina