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Tre millimetri al giorno di Matheson ****

Il fatto è che mi dispiace lasciare il blog, nel week end, parlando di quel pessimo libro della Highsmith, così torno nella media lasciandovi una recensione di un libro letto qualche mese fa e che non ho mai pubblicato. Forse questo è uno dei libri che ho letto nel 2007 che si meriterebbe le cinque stelle, ma non so, credo che prima di arrivare a cinque stelle un libro abbia bisogno di decantare.
Quindi per ora gliene dò quattro, ma questo è veramente un libro a cui non riesco ancora a trovare un difetto. Certe parti mi sono rimaste dentro e ancora adesso le potrei descrivere come se le avessi lette ieri.
Inoltre, la collana tif (tascabile immaginario fanucci) è tra le mie preferite sia per il layout, sia per il prezzo (8€circa) sia per gli autori trattati (c'è Lansdale e Ballard, tanto per dire).
Eccovi le parole che scrissi a gennaio 2007:

Cosa ci vuole perché un libro sia “rotondo”? Eliminare gli spigoli, limare, smussare. Combinare una serie di accadimenti, di luoghi, di personaggi e di stati d’animo attraverso i quali lasciar fluire la narrazione. Portare il lettore fino all’ultima riga, se non all’ultima parola, facendogli pensare che sì, quel libro è perfetto, che non ha bisogno di una parola in più, né di toglierne alcuna. Richard Matheson riesce a dare questa “rotondità”, questo senso di perfezione.
Seguendo una traccia semplice e lineare, descrive l’odissea di un uomo, Scott Carey, chiamato dal destino ad affrontare gli orrori veri: la paurea di essere accettati, di morire, di restare soli, di non essere all’altezza. Scott diventa un Uomo con la U maiuscola, che riesce a dare un significato unico e autosufficiente alla sua lotta per sopravvivere, trasformandola in vita vera e propria.
La trama è semplice quanto ricca di spunti (e quando si dice “semplice” si pensi che la prima edizione è del 1956): a causa di un’immotivata onda radioattiva Scott rimpicciolisce di tre millimetri al giorno. Il libro narra la sua lotta per sopravvivere degli ultimi giorni prima di “scomparire” e, attraverso l’uso ricorrente del flashback, le fasi progressive della malattia, con i continui terribili cambiamenti che comporta il “rimpicciolimento”.
In questo modo si affiancano pagine di adrenalina pura, quando il nemico diventa il gatto o un ragno, a pagine di sincero struggimento, quando si racconta il dramma della diversità.
Non c’è molto altro da dire, c’è solo da leggerlo.


Già che ci sono, visto che ce l'ho, vi lascio anche l'incipit del libro:

All'inizio pensò che fosse un'ondata di marea. Poi vide che il cielo e l'oceano si vedevano ancora e che si trattava di un volo di schiuma che si avvicinava velocemente alla barca. Stava prendendo il sole sul tetto della cabina. Fu per una pura coincidenza che si alzò su un gomito e lo vide ar­rivare. «Marty!» gridò. Non ci fu risposta. Corse sul legno riscal­dato dai raggi del sole e scivolò sul ponte. «Ehi, Marty!» La schiuma non sembrava minacciosa, ma per qualche ragione voleva evitarla. Corse tutto intorno alla cabina, sobbalzando sulle tavole incandescenti. Era una vera e pro­pria gara. Ma quella gara lui la perse. Un istante prima si trovava alla luce del sole. Un istante dopo si ritrovò imbevuto di quella calda schiuma rilucente.
Poi passò. Rimase lì a guardarla mentre scivolava sull'ac­qua, e si ritrovò coperto da alcune gocce che risplendevano al sole. Improvvisamente si girò e abbassò lo sguardo. Sen­tiva uno strano formicolio sulla pelle.Afferrò un asciugamano e si strofinò. Non era tanto un dolore quanto un piacevole pizzicore, come quello di una lozione sulle guance appena rasate.

TRE MILLIMETRI AL GIORNO
di Richard Matheson
pagine 252 - euro 7,90
Fanucci editore - tif

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