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La casa sull'abisso di W. H. Hodgson***


Oh, un classico! Un classico del fantahorror. Uno di quei libri che bisogna aver letto, per gli amanti del genere, e che io non ho letto.
Ora ho rimediato.
Annotazioni di bordo dunque:
Il libro è stato scritto agli inizi del 1900, da un Hodgson ancora giovane, il quale, benchè non riuscisse a campare di romanzi e racconti, per lo meno non cambiava mestiere e campava scrivendo. Il lessico e la forma, perciò, sono quelle più vicine ai registri classici ottocenteschi poeiani e lovecraftiani di poco dopo. Confesso che è sempre piacevole rituffarsi in quel tipo di registro linguistico, così lanciato verso l’oblio eppure ancora così attuale.
Il libro è il capostipite di uno dei tre filoni in cui Hodgson ha rivolto il suo essere scrittore: le profondità del mare, gli spettri e, per l’appunto, la casa sull’abisso.
Inutile leggere questo libro cercando di capire il perché o il percome dei fatti, magari trovandoci logiche o ragionamenti. Soprattutto nella seconda parte del libro, che è anche quella meno riuscita, pare quasi che l’autore parte per la tangente lasciandosi prendere la mano dalla fantascienza, più che dall’orrore.
Interessantissimo pensare che Hodgson, inglese dell’Essex, è morto sul fronte francese durante il primo conflitto mondiale e, poco prima di morire, scrisse alla madre parole come queste: “… Se pensi a un mondo perduto, se pensi alla fine del mondo, se pensi alla terra dell’Eterna Notte, è tutto qui, a non più di duecento miglia da dove vivi tu, infinitamente lontana. È il pathos terribile, spaventoso, delle cose che si vedono: il cratere di granate pieno di croci conficcate nel terreno, che emergono appena dall’acqua, e la morte che sta al di sotto, sommersa… Se vivrò e uscirò fuori di qui (e, se Iddio vuole, spero che tornerò) che libro scriverò, se la mia antica arte non mi ha abbandonato!
Decisamente dolce e senza tempo vedere come l’autore giustifichi il suo scrivere in prima persona e il suo dare un senso ai fatti, per renderli verosimili. Mentre nei libri d’oggi trovi delle prime persone che senza capire come e con chi cominciano a raccontare, Qui Hodgson si inventa messaggero del classico manoscritto che due suo conoscenti hanno ritrovato, per l’appunto, nei pressi della casa sull’abisso.
Interessante sapere che Lovecraft si rammaricò per lo scarso successo di pubblico che hanno avuto le opere di Hodgson.
Molto belle le descrizioni della casa, sospera su questo abisso, e dei momenti (che oggi chiamiamo thriller) vissuti dal protagonista, mentre è assediato da strane creature dalla faccia da suino.
Insomma, una lettura che ho fatto volentieri, nel mio percorso di retro-accultuamento. Anche perché, non di solo Poe e Lovecraft vive l’horror.
LA CASA SULL’ABISSO
WILLIAM H. HODGSON
Edizioni newton – labirinti del terrore
Pagg. 149 - € 4.00
ISBN: 88-8289-909-8

2 commenti:

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