Etichette: , , ,

"L'orrore dietro l'angolo" di AAVV

Per parlarvi di quest’antologia, essendo il mio un parere di parte, ho deciso di dare spazio a due voci. La prima è quella del mio amico CieloStellato, un tipo istintivo e sempre pronto all’entusiasmo (anche se non al facile entusiasmo). Il secondo parere è quello di NeroStellato, un tipo un po’ pignolo e di gusti difficili, difficilmente corruttibile.
Vi riporto un estratto i loro pareri

CieloStellato. Ho letto quest’antologia tutta d’un fiato, nel giro di un paio di giorni. A partire dalla copertina, che mi ha subito catturato, e dai disegni all’inizio di ogni racconto, che riuscivano a dare un appoggio visivo alla lettura, prima ancora che lo facessero le parole. Quasi tutti i racconti mi sono piaciuti, anche se ovviamente qualcuno più di altri. Se dovessi fare una classifica, li dividerei in tre parti: 3-4 racconti sopra la media, che denotano del mestiere e che hanno l’indubbia qualità di piacere e generare emozioni, aldilà dei gusti personale. Chiamiamoli pure racconti belli tout-cour. Altri 5-6 racconti decisamente gradevoli, che seppur non essendo capolavori sono ben scritti e godibilissimi. Infine ci sono alcuni racconti sufficienti, che vuoi per qualche ingenuità, vuoi per una debolezza intrinseca, si fanno ricordare meno di altri, ma sono un completamento degno all’antologia.
Dell’antologia in sé che dire? Indubbiamente che presenta due pregi complessivi notevoli. Il primo riguarda il suo proposito stesso d’esistenza, che le dà il titolo: L’orrore dietro l’angolo. Personaggi e situazioni che prendono spunto dal fantastico che può abitare la porta accanto, e che davvero riescono a dare uno spaccato di orrore italiano, e non solo di “orrore scritto da italiani”.
Secondo grosso pregio, l’aver tenuto fede a una linea Horror, nel senso cupo, fantastico e angosciante del termine. In questo modo si riesce a dare un’ambientazione italiana a molti dei soggetti orrifici classici: vampiri, streghe, fantasmi, mostri, oggetti magici, eventi inspiegabili, licantropi… Evitando di scivolare nel noir o nella fantascienza, nel mainstream o nella prose poem, nell’ironia o nello splatter. C’è una sorta di eleganza, in questo, ed è figlia di un lavoro crudele, ma sapiente, del curatore iniziale dell’antologia, nonché webmaster di scheletri.com.
Ed è proprio dietro l’angolo di scheletri.com che nasce quest’orrore, e dai forumisti di scheletri e dalla fiducia della Magnetica Edizioni, che ha creduto nell’iniziativa.

In conclusione, si potrebbe anche storcere il naso su una mancata introduzione o brevi parole degli autori (per altro per oltre metà, orbitanti nell’area web scheletri.com e latelanera.com), o su qualche ingenuità di qualche racconto o qualche imprecisione dell’editing, ma ricordiamoci che siamo di fronte a una “raccolta di racconti di scrittori esordienti” (l’oggetto più snobbato e al tempo stesso più inflazionato dall’editoria) e per di più di un genere che riscuote successo solo nelle sue costole, ma non certo nella sua colonna vertebrale (quel che vende è il noir-horror, il love-horror, adventure-horror, il mainstream-horror, il romanzo di formazione horror, ecc.…). Siamo quindi di fronte a un libro che è una nicchia nella nicchia, ed è per questo che è lecito assolvere i pochi difetti ed enfatizzarne i pregi. È un libro valido: professionale, piacevole, accattivante e, soprattutto, horror!

E ultima cosa, molti dei nomi che compaiono in quest’indice, compariranno, senz’ombra di dubbio, sugli scaffali di qualche libreria, tra qualche tempo.

Un voto? 7! Senza esitazione.

NeroStellato: Ho letto di sfuggita le parole entusiaste del mio amico, e certo, vi sono alcuni punti che non posso ritrattare. Che questo sia horror italico, e che l’antologia, nella sua quasi intierezza, veleggi tra figure, personaggi, leggende, emozioni e immagini decisamente italiane (e non italianizzate) è un dato di fatto.
Così come è abbastanza visibile che molti di questi racconti non provengono da penne esordienti, ma da penne che godono di uno stile narrativo personale e ormai consolidato.
È altrettanto innegabile, credo, che non siamo di fronte a nessun racconto trascendentale, o comunque che riesca a coniugare alla perfezione stile narrativo, originalità del contenuto e struttura del racconto. Ci sono racconti con un ottimo climax e un buono stile narrativo, che però si limitano a mescolare le classiche tematiche horror; altri brani, invece, si dilettano in apprezzabili esperimenti nello stile, giocando su idee classiche e poche innovative; altri ancora, ahiloro, sprecano spunti interessanti con uno stile che è ancora ingenuo o, semplicemente, acerbo. Tutto questo non è una critica, ma una semplice constatazione. Per altro, nonostante ciò, la qualità dei racconti non scade mai nell’insufficienza e non delude il lettore. Un contributo maggiore, nella frangia di racconti che tradiscono maggiormente il loro essere opera di autori “esordienti” poteva forse venire da un intervento più deciso in sede di editing, senza ovviamente snaturare le opere.

Sempre nel passaggio concorso-antologia cartacea, si possono ravvisare alcune altre incertezze, che pur non svilendo il prodotto, sono aspetti che un lettore accorto nota, e che, di solito, tendono a dare alle antologie un aspetto di “artigianato” che non giova.

Mi riferisco soprattutto alla formattazione dei racconti che vede nei dialoghi un continuo balzare dal trattino (breve o lungo) alle virgolette; lo stesso dicasio per qualche errore di troppo in battitura e d’interlinea. Pare quasi che ogni racconto riporti, nelle righe, l’ombra del suo autore, cosa che invece dovrebbe restare, “tra” le righe. Un successivo appunto si potrebbe porre anche nella disposizione e nella selezione dei racconti. Riguardo alla disposizione, essendoci effettivamente racconti più o meno validi e più o meno d’impatto, si sarebbe potuto iniziare con un racconto che abbia un intro più accattivante e non sia scritto in corsivo (perché mai, poi, quel vezzo?), seguito da un altro racconto che comunque sia un pezzo forte, così come dovrebbe esserlo il finale. Ci sono poi tre racconti più complessi che, almeno per un paio d’essi, soffrono eccessivamente il limite imposto di 2000parole. Ma il limite è stato imposto per il concorso, e il libro deve mirare alla sua bellezza e comprensibilità tout-cour. Ecco che per questi due (soprattutto due, secondo me) racconti si sarebbe potuto ricontattare gli autori e nel caso vi fosse stata una versione (leggermente) più ampia, ma più leggibile… beh, perché no. Insomma, per l’editing, rispetto a ogni autore (emergente e non) vale il famoso proverbio: “fidarsi è bene, …).

Per concludere, tirando le somme e, soprattutto, ripensando alla lettura, se dovessi dare un voto, beh, un 7-, il meno ovviamente, è d’incoraggiamento.

  - - - - - - - - - - -- - - - - - - - - - -

Bene. Tocca a me. Dopo aver ascoltato i miei due simpatici amici, che dire? Hanno già detto di tutto di più. Posso solo segnalarvi alcuni dei racconti che mi sono piaciuti maggiormente, anche per rendere l’idea di quello che l’antologia contiene.
Fiat Revenge: racconto che fonde l’orrore dell’automutilazione, i misteri dell’automobile e la psiche (deviata?) di un personaggio davvero inquietante, inserito in uno spaccato d’italianità davvero nostrana.
Zuppa di cicerchia: Il tema del fantasma e del mistero, del nuovo che cerca di vincere l’antico. Un tema classico, però scritto davvero bene. Una scena descritta magistralmente.
Scarpe nuove: i racconti venati di sociale di solito non mi piacciono. E qui ci sono le famose scarpe “Pike”, cucite dai piccoli bimbi asiatici. Ma questo mette quasi subito in campo una figura così orrenda che dopo la sua descrizione il racconto ti conquista e non ti molla più.
Il nonno di Marco: un’idea originalissima per un racconto stretto nelle duemila parole. Una rilettura fantastica della torre pendente più famosa d’italia. Anche schiacciato è tra i miei preferiti.
In seconda battuta mi sono piaciuti molto, soprattutti per alcuni passaggi, Gemma dormiente, Tra le gambe del tempo, i quadri di sofia e Asualea, Dormono nei boschi profondi a questo lo dico a beneficio degli autori.
Il racconto sui vampiri (sotto la superficie) “E da lassù vi vedrò crescere” sono altri due che, secondo me, avevano bisogno di più respiro. Ma sono due interessanti spunti, così come interessante era il mostro sotterraneo di “Pioggia, fango, sangue…”
Per ciò che riguarda il mio, era un racconto su cui mi sono impegnato parecchio, (e ringrazio Valchiria e BlackBaron per gli aiuti e consigli). Mi sono impegnato parecchio, perchè era una sorta di regalo al sito. Ci tenevo a che fosse qualcosa di strano, anche se comprendo che non è esattamente molto godibile alla lettura. Però alla fine ne sono soddisfatto.
Insomma, la cosa piacevole è che i racconti, me li ricordo quasi tutti, il che è la miglior qualità che un'antologia può avere. Quindi mi associo a NeroStellato e CieloStellato. Voto 7 :)

1 commento:

  1. prego! l'ho fatto volentieri, leggerti è sempre un piacere.
    quando hai bisogno di un "occhio" in più, sai che sono disponibile!

    ciao

    Val

    RispondiElimina