Etichette: , ,

L'isola dell'angelo caduto di Lucarelli C. ****


Lucarelli. È uno di quelli che a forza di fare altre cose ti fa dimenticare che, prima di tutto, è uno scrittore.
Che poi, io, non sono nemmeno uno di quelli che guarda “Misteri in blu” o segue tutte le altre iniziative lucarelliane riguardanti il crimine. Però sono uno di quelli che ha letto Almost Blue, all’epoca in cui era uscito, che ascoltava i Nine Inch Nails e che riconosce in Lucarelli, uno di quelli che hanno importato il noir di un certo tipo, in Italia.
Bene. Nonostante ciò non è che mi possa definire un fan dell’inquietante bolognese. Cos’ho letto…dunque…Guernica, Il lato sinistro del cuore, Misteri d’Italia e lupo mannaro e sicuramente qualche racconto sparso qua e là. Tutti libri che ricordo, ma nessun capolavoro, niente che mi abbia tenuto attaccato alle pagine.
Ecco, tutta ‘sta tiritera per dire che, dopo parecchio tempo che guardo questa pessima copertina in libreria e che il libro mi ispira, l’ho finalmente letto, e ne sono rimasto rapito.
È un thriller, tanto per capirci, e ti tiene attaccato alle pagine fino alla fine. Quindi è un buon thriller.
Getta una luce, poi, anche se non ce n’era bisogno, sul buio dell’Italia fascista, visto che è ambientato alla Cajenna, nel gennaio del ’25, in pieno spiegamento delle ali del regime, dopo l’omicidio Matteotti. E anche con qualche licenza storica (ma molto poche) che l’autore per altro spiega, l’ambientazione è davvero riuscita. Riuscita nei personaggi, nell’isola, nelle violenze e nelle paure e nel clima.
La trama?
C’è il solito commissario. Un commissario ordinario, mezzo confinato, con una moglie che sta uscendo di senno e con un elevatissimo senso delle Stato.
Ci sono omicidi. Omicidi di una camicia nera, di una spia, dell’addetto al telegrafo, unico strumento per comunicare fuori dall’isola. Omicidi che paiono tutti legati.
C’è poesia. Quella solita, di Lucarelli, un po’ nostrana e un po’ oscura, Che prende le mosse da una canzone (che diventa ossessione), o da un molo di ferro (che diventa, in modo quasi baricchiano, un’orchestra) e che a volte è anche un po’ noiosetta, perché spezza il ritmo al lettore.
Ci sono personaggi. Personaggi dell’Italia di inizio secolo. Prostitute che dicono di essere maestre, laureati oppositori del regime, camicie nere impazzite, bambine ritardate che camminano a piedi nudi. C’è storia, insomma. E nessun eroe, e anzi, l’unico cattivo, quello autentico, è il Regime.
E c’è, infine, una struttura narrativa serrata, con cinque giorni e quattro notti che scandiscono i fatti che portano alla soluzione degli intrighi.
Insomma. È un libro che piacerà di più agli amanti della storia, ma non è assolutamente un romanzo storico, lo si apprezza semplicemente un po’ di più. In ogni caso, resta un leggero e buonissimo thriller.
L’ISOLA DELL’ANGELO CADUTO
CARLO LUCARELLI
Edizioni Einaudi – Stile libero
Pagg. 219 - € 8.26
ISBN: 88-06-15835-X

Nessun commento:

Posta un commento