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Club Privè e altri racconti di Forlani P. + una riflessione

Sempre per la serie, “la Clinamen editrice offre qualche libro di scrittore esordiente in sconto e io lo compro” mi sono letto questa raccolta di racconti che avevo acquistato qualche tempo fa.
La raccolta si legge con leggerezza ed è abbastanza piacevole. I racconti sono tutti costruiti su un’idea di base, più o meno originale, e con una struttura narrativa semplice e corretta, che mostra una mano piuttosto sicura dell’autore.
(Che poi, di autore emergente o giovane non si può parlare, visto che ha pubblicato nel 1982 ed è di classe 1960)
Comunque, racconti carini.
(la copertina, invece, fa un po' cagare)
Le storie sono tutte di ambientazione italiana, con un elemento fantastico o surreale che le caratterizza e, quasi sempre, velate di una certa malinconia, che però non sfocia mai nella tristezza.
Per rendere l’idea di qualche racconto, lascio qualche sinossi:
Il “Club Privé” che dà il titolo alla raccolta è un bar dove si servono cocktails per far provare ai clienti emozioni ormai perdute come la paura o l’avidità.
In “Eterni ritorni”, brano di più ampio respiro che chiude la raccolta, si tratta il classico tema della casa stregata in cui le anime continuano a vivere, ma lo si fa con una scrittura delicata, a toni pastello, che lascia una piacevole malinconia, una volta chiuso il libro.
Negli altri racconti, sempre con toni surreali, si tratta eventualità come un’apocalisse che lascia sul pianeta solo “vecchi”, l’eventualità che l’ultimo Papa corrisponda con l’ultimo cristiano, la possibilità di clonare un essere umano dalle lacrime di una statua della Vergine.
Insomma, un’idea c’è sempre, ed eseguita in modo stilisticamente gradevole.
Tutto bene, quindi. Ma?
Eh, sì. Perché c’è un “ma” che mi rimane dentro, a fine lettura. Un “ma” da scrittore, non da lettore. Vi dirò, un “ma” piuttosto angosciante che recita più o meno così: “in questo libro ci sono delle idee carine, eseguite con onestà e scritte con eleganza, eppure, il libro non mi è “rimasto dentro”. Se mi chiedete un voto è 6 1/2, che reputo un buon voto, ma… insomma, come fare a dare di più?
Io che scrivo, e che ogni tanto cerco e (spero) trovo qualche idea carina. Io che cerco (e spero di essere vicino a trovare) una padronanza formale e una personalità stilistica nello scrivere queste idee. Ecco, come fare a non far sì che ciò che produco sia, semplicemente, gradevole. Come fare a far sì che resti dentro. Non è che c’è un limite invisibile ma invalicabile alla scrittura che resta dentro il lettore? un qualcosa del tipo o ce l’hai o non ce l’hai?”
Ecco, insomma. Mi sono fatto prendere da questo interrogativo.
E a dire il vero mi sono anche già dato la risposta: per saperlo, bisogna provare.
Inutile preoccuparsi oltre.

Club Privé e altri racconti
Di Piero Forlani
Editrice Clinamen
Pag.81 - € 12.40
ISBN: 88-8410-026-7

1 commento:

  1. Tranquillo Gelo, anche molti degli scrittori "affermati" lasciano dentro ben poco, compresi alcuni che vendono parecchio.
    Tu, ad esempio, ricordi tutti i libri che leggi durante un anno solare?
    A me solo 4-5 l'anno lasciano un segno indelebile tale da dire "però, questo Tizio Caio, che romanzo superbo che ha sfornato!".
    Figuriamoci gli esordienti.
    Per questo reputo già positivo trovare un libro scritto bene e di buon intrattenimento (idem per i racconti). A volte è perfino difficile trovare questo...

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