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Senza pudore di Helen Walsh ***



pag 238 - € 13.80
Editore: Einaudi
Collana: Stile Libero - big

Ho comprato questo libro per due motivi.
Primo: è un libro con il dorso giallo tipico degli stile libero Einaudi e che orna perfettamente gli scaffali della mia giallissima camera.
Secondo: l’ho trovato ad un mercatino dell’usato a metà prezzo o anche meno ed era in buono stato.
La seconda di copertina, di cui non mi fido mai, mi faceva capire che forse no, non era un libro “del mio genere”, ma poi ho pensato che quando parlo “del mio genere” non mi riferisco a ciò che leggo, ma a ciò che scriverei.
Quindi, immaginando che il riassuntino finale pro-pervertiti fosse, come spesso capita, un po’ bugiardo, l’ho comprato. In fondo era da un po’ che non leggevo un “inglese” e quindi…via sullo scaffale.
Devo dire che è partito male, e per un attimo ho pensato a una fregatura, con sesso esplicito a destra e a manca, senza né capo né coda. Per fortuna non era così, e alla fine il libro non mi è dispiaciuto. Anzi, per essere un’opera prima di un’autrice del 1977, (uscito nel 2004) diciamo che il libro se la cava, sia come stile, sia come costruzione della trama.
Riassuntino veloce: è un tuffo profondo nella Liverpool moderna di una diciannovenne all’ultimo anno di università, che metabolizza con una sessualità ambigua, sfrenata e malata l’abbandono del tetto coniugale da parte della madre. Tra pub e prostitute, tra birra, whiskey e (tantissima) droga, Millie compie un viaggio, assieme all’amico del cuore, Jamie, che la porta fino all’orlo del baratro. Il padre, così fascinoso e per bene, gli amici “poco di buono” di Jamie, studenti e studentesse e soprattutto la città di Liverpool, con il suo fascinoso-degrado, formano la ragnatela dove Millie, indiscussa e poetica protagonista, si muove. E sembra proprio una mosca in trappola, la poverina, mentre vede tutti i suoi affetti crollare e il suo mondo distorcersi.
Lo stile è lasciato in mano a due prime persone, Millie e Jamie, che si alternano in un dialogo narrativo in cui non sempre si riesce a distinguere due caratteri completamente diversi (anche perché forse, non lo sono).
Mi ha spaventato, il modo in cui viene dipinta la gioventù inglese. Non tanto perché, in questo libro le descrizioni sono, per l’appunto, senza pudore, quanto perché per l’ennesima volta mi sono trovato di fronte alle stesse scene, allo stesso modo di vedere le cose e trascorrere le giornate. Possibile che sia così? Alcol, sigarette, cocaina, spinelli, alcol. Questo è ciò che qui tutti fanno, dalla mattina in poi.
Un dubbio mi sorge spontaneo: ma costano davvero così poco gli alcolici, da quelle parti? Con quello che Millie si beve in poco più di un paio di pagine c’era da dilapidare il mio stipendio di un paio di mesi!
E poi, secondo dubbio: e che, possibile che sta benedetta ragazzina regga tutto sto alcol e queste droghe?
Forse l’autrice ha un po’ calcato la mano, comprese una paio di scene di sesso che vorrebbero sconvolgere e invece risultano più sul versante porno-scadente che sul quello sesso-volgare.
Aldilà di questi appunti però la storia scorre, e alla fine il lettore non può non parteggiare per Millie e sperare in una sua redenzione, o se non proprio una redenzione, in una sua sopravvivenza.

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