Libri stellati

Recensione dei libri letti da gelo, in mezzo a molti cazzi suoi

Storie di gelo

Racconti brevi, brevissimi e storie fantastiche da leggere

Cosa posso fare per voi

Diversi modi che ho per tenermi impegnato

Regala un libro bello

Libri belli, nuovi e a metà prezzo da regalare e regalarvi

Se ti piace il blog

I modi per diffondere e sostenere questo blog

Etichette: , ,

Superpoteri (pukk-it)


Veniva dileggiato, deriso, schivato. Se gli andava bene ignorato.
Nei giorni fortunati un operaio scambiava con lui due parole sul tempo.
Sapeva di tutto ciò, non era scemo; ma faceva parte delle sue responsabilità.
Non doveva badare ai comuni mortali. Il suo compito era concentrarsi, evitare i crolli, salvare vite...
Scavi, muri, mattoni, cemento... misure e ancora misure.
Una mano a stringere il polso, dietro la schiena, e ore e ore davanti ai cantieri.
Lo prendono per un vecchio inutile.
Loro non sanno, non immaginano... Da un grande potere...

0 commenti
Etichette: , ,

"Tre cavalli" di Erri De Luca***(*)

Dopo aver letto il libro durato mesi, quello del Frappa, e prima di aver bruciato in un giorno quello della sua compagna di merende Zenarola, mi ero letto questo.
Una roba corta, perché era corta, e perché dopo averci messo mesi a leggere una cosa avevo bisogno di finire un libro.
E quelli di De Luca, bene o male che vada, sono sempre brevi, e anche molto veloci. Finora ero un po' a metà strada, sul giudizio, e con questo la questione non si è risolta.

Non si è risolta perché mi è piaciuto.
Sì, certo... è quello lì delle frasi a effetto, De Luca, delle non virgolette, della prima persona che a tratti ricorda McCarthy e certo, deve un po' piacere, per non risultare irritante. 
E a me, quella poesia inflitta alle frasi, non dispiace del tutto, e quindi - anche se il peso della farfalla mi aveva deluso e i pesci invece molto mi piacquero - questo libro era un po' la bella.
(okay, c'era anche questo, ma mi pare una roba così, senza troppe pretese e non lo considero)
Ed è andata bene, dicevo.
Ma facciamola breve, che il libro è breve.

La storia è un pretesto sensato. Nel senso che si lavora di background storico sociale, il dramma del regime argentino e di un protagonista, italiano, che per amore ci finisce invischiato, gli ammazzano la donna, e allora si prende sulle spalle una guerra civile che non è la sua e poi fugge.
Ma non è tanto l'aspetto storico sociale, la zona fondamentale del libro. Il nostro narratore ci racconta cose. Ci racconta di una vita andata, dove i primi due cavalli sono morti e lui sta per iniziare il terzo, ché è così che dura la vita di un uomo: tre cavalli.
E trova l'amore. Poeticissimo, liricissimo, improbabilissimo, se vogliamo.
E' una critica, sì. Ma non una grossa critica... non è che puoi andare a cercare in pieno il realismo, con uno stile come quello di De Luca.
Ma invece di parlare tanto, vi metto qualche riga che mi ero fotografato. Tipo il fatto di leggere libri usati, e non nuovi, in osteria. Perché il protagonista è uno che fa il giardiniere quasi come un nuovo siddharta, costruendosi abitudini e in osteria, unico e raro, legge.
Ecco. Certe cose a me piacevano. Magari sono al limite della stucchevolezza, a volte, ma quelle come questa no, e mi sono piaciute. Poi ve ne metto un'altra, che mi piaceva.
Intanto vi dico anche che mi sono nate dieci oche.
E che ho due piccoli gechi sulla schiena
E che sto per finire, anzi stasera finirò, il libro dopo questo, che è una bella cosa, che almeno son tornato a leggere. E poi... niente, che mi piace un sacco il disco di James Blake, e anche il nuovo Radiohead, e nessuno dei due dischi ha un mood adatto a questo libro.
E infatti io mi sto ascoltando un vecchio Bonnie Prince Billy, che mi sembrava più in sintonia a rileggere queste righe.

Ma la storia dove va. Ah già, non è che si capisce subito che il protagonista è un fuggiasco dal regime argentino. Nè si capisce pienamente il ruolo della tipa di cui si innamora, una puttana, certo, ma forse no, forse uno pensa che non sia un caso che lei sia lì. E si, quando l'esca si innamora della vittima...
ma non vi voglio dire molto. Sappiate che di personaggi ce ne sono un paio belli.
Uno è l'africano che va dal nostro amico a scroccargli fiori e a giuggiolare.
Africano che vede alla sua maniera le contraddizioni occidentali e ripagherà alla sua maniera i favori che gli sono stati fatti.
E poi c'è il giardino, fatto di alberi e piante, che sono personaggi. E anche bei personaggi.
Criticabile, il fatto che tutti parlino in modo poeticissimo, ma ho già detto che è una tara da mettere in conto. Erri ti vuol dire cose in modo lirico, e allora mette poesia nelle bocche di tutti.
E io vi metto un altro pezzo di libro.
Ecco... qua era un po' stucchevole, lo so. Ma io sugli albero sono sempre un po' sensibile.
Poi? Altri pezzi.
Sì, mi piacerebbe trovarne uno ma non ho palle.
Quindi niente, basta così. Il libro è bello, ma bisogna apprezzare questo lirismo eccessivo, che comunque qui è ispirato. Se poi non vi piace, ovvio, evitatelo, ma resta che ho preferito questo alla farfalla. E lo metto via con piacere, in mezzo agli altri feltrinelli.
E vi saluto con le oche!

0 commenti
Etichette: , ,

Alieni (pukk-it)


Ne conoscete uno anche voi, senza dubbio. Alzate gli occhi ed è lì: sguardo vacuo, sonnolente, spalle incassate, un bicchiere sempre tra le mani, a centellinarne il contenuto.
Vi hanno chiesto dove trova i soldi per stare lì ogni sera, sullo sgabello, indisturbato, misterioso, attento a ogni sfumatura intorno.
Sciocchi!
Un sussidio, una pensioncina... basta farli durare.
Altro non c'è da domandare. Una cosa, forse. Lo specchio. E' pieno di aloni, andrebbe pulito.

0 commenti
Etichette: , ,

"Bassa marea" di Alessandra Zenarola***(*)

Ci sono persone a cui le piccolo gioie riescono difficili e io sono una di queste. Forse lo siete anche voi, non so, vediamo.
Non vuol dire che non te le puoi costruire e godere, eh, intendiamoci. Vuol dire che è una guerra, arrivarci.
Per me, per esempio, oggi, doveva essercene una.
Una piccola follia, che subito vi dico, approfittando del fatto che la domenica si prospettava di super sole e non avevo cose in piedi tipo partite dell'udine, eventi e lavoro urgente.
Ma la guerra è cominciata già da ieri notte, ché non dovevo fare tardi, e invece ecco che ho l'idea di andare a piedi a un'inaugurazione solo che son 3+3km ed ecco che arrivo tardi al musical che dovevo andare a vedere la sera che era niente popodimeno che a culonia, ed è pure finito tardissimo, ed ecco che la donna sclera e dopo km in cerca di - rispettivamente -  patate fritte, amburghi, trota alla griglia, si finisce a lacrimare dentro un barattolo di cereali e a mangiare porchetta svernata dal microonde alle tre di mattina, con sputtano di una settimana di dieta come minimo. 
Addormentamento istantaneo ed ecco sfumare il progetto di sveglia alle sei per partire... 
Ma, ecco, la guerra è iniziata. E allora alle 5.30 sveglia lo stesso, accompagnamento della dormiente, ritorno, pace, va bene, partirò alle sette. Ma...
ecco che la bici era sgonfia. Pace, non mi avrai, destino. Ed ecco che non solo ti pompo la gomma, ma recupero anche un pranzo improvvisato al posto di quello che dovevo fare e non avevo più il tempo (okay, 4 pesche e 2 pompelmi non sono propriamente un pranzo) e zacchete! mi accorgo che non ho il taccuino, rimasto nella borsetta di signorina follia. Ma io no. pace, mi dico, andrò in giro sneza documenti, uso la strategia del Mammamiadammidueuro che a Lignano in bici voglio andar, e lei in cambio mi dice di andare a prendere il giornale.
Ora... son le sette meno un quarto... si, dai, il mio giornalario apre sempre un po' prima, mi dico, preparo zaino e bici in poleposition, sono già vestito in modalità ciclista della domenica, decido di sfidare la sorte e non prendo il caschetto e via, a prendere il giornale... che poi devo comprare anche i racconti del sole... e... niente. ecco il destino tornare alla carica. Il giornalaio rimane addormentato. 7.12 e siamo ancora lì ad aspettare, io e quelli come me... decido di lasciar perdere e si parte!
50+50km in mountain bike, ma in mezzo, era questo il mio piano fin dall'inizio, c'era una giornata di sole mare e soprattutto... lettura!
Sì, e avevo deciso che avrei letto questo libro nuovissimissimo, Bassa Marea, dell'Alessandra Zenarola, che sapete già che ci ho un debole, per la sua scrittura, dopo aver letto il bellerrimo Autunno dell'anno prima.

Come dite? L'ho fatta lunga? Ma no, dai. 
Secondo me è importante anche come ti approcci a un libro, quando lo leggi. Ci sono momenti e momenti e a volte il momento ne cambia la percezione. Anzi, è sempre così.
E per farvi capire, io stavo pedalando, inizialmente, e avevo pure buona gamba, nonostante le due ore o poco più di sonno, e pensavo a questo libro con in testa una canzone tipo quella che stavo ascoltando red lights, di Brian Fallon, che poi sarebbe il cantante dei gaslight Anthem, che poi ha fatto un disco identico a quelli del gruppo, e quindi niente di che, ma di rock bello, allegro, da viaggio e quindi simile all'inizio del libro, che mi ero già letto venerdì scorso, mentre aspettavo che la presentazione cominciasse. E mi aveva preso bene,,, e mi aspettavo, devo dire, quella leggerezza che sapevo di trovare, che c'è, sì, e pensavo che se la dovessi definire sarebbe stata come la canzone di Ice creams colours di Corinne Bailey Rae, che non vi posso nemmeno far ascoltare che non c'è, sul tubo, ché è una bonus track e invece però non finisce proprio così. C'è un po' di amarezza in più, tra le righe, qualcosa che traspare, una nebbiolina, un velo di malinconia imminente e sospesa che avanza dalle storie di cui ci è appena stato raccontato. Se dovessi metterla in una canzone la metterei in Idlewild dei Travis, per dire. Che senti quella e pure l'allegria.

Comunque, veniamo al libro dài.
L'ho finito alle 17 dopo aver sonnecchiato per buona parte della mattina diventando di color mattone. Quindi non è lungo e si legge scorrevole, anche se non è perché è un giallo, no.
Che poi... giallo? Parliamone. Si vuole giocare col lettore a fargli indovinare chi è il colpevole? Suvvia no, non si lascia molte possibilità, nel gioco delle colpe, e davvero credo che il color giallo sia un buon modo per far scorrere la trama, ma gli obiettivi siano altri.
Ma adesso basta dai, ve la finisco domani questa recensione. che ora vado a recuperare le rotule, che credo di aver lascito tra Latisana e Pertegada.

Dicevamo?
Il giallo è una piccola scusa, insomma, e me lo aspettavo, conoscendo Alessandra, perché proprio non ce la vedevo ad architettare meccanismi a incastro e perfette alchimie di trama.
(per dire, c'è un funerale di un per ora suicidio fatto tre settimane dopo la morte, che se vogliamo metterci la precisinità di un giallista ti verrebbe a dire che no che ma che su che i tempi medici la concessione del nulla osta del magistrato ecc ecc ma no. A noi che leggiamo non interessa questa precisinità, a noi interessa la protagonista).
Una donna giovane. Giovane e con un cancro che si sta curando. Giovane e con un uomo a mezzo del presente e uno del passato che non ha ancora deciso di passare, perché certi uomini non passano mai. E questo omicidio, dove non tutto quadra, una bambina che rimane da sola e non parla, una colombiana piena di curve che si butta di sotto così, mentre sta preparando la colazione e che offre uno spaccato su una vita - la sua - e soprattutto su molte altre vite, quelle del condominio.
E qui, l'intento principale del libro, credo.

Offrire il come i pensieri della protagonista, il suo modo di indagare, e soprattutto di vedere il mondo, vada cambiando per via soprattutto della malattia, ma non solo. Sembra sia il superamento di un'età, di un momento, meglio, di scelte, di capire cosa si vuol fare o semplicemente di adattarsi meglio a se stessi. E' la protagonista, Camilla Valdimares, che getta questa luce e filtra gli altri del condominio.
I due coniugi Percivalle adagiati al nulla che a parte portare a spasso il cane e innamorarsi platonicamente della morta (lui) e passare la vita al bar davanti alle slot (lei).
I vecchiardi mummificati, la ciarliera e succube degli psicofarmaci ex insegnante al classico che dà i numeri e fa di nome Wally Z. dove Z sta per... non si sa.
E poi c'è Annachiara (omaggio alla donna della domenica?) dietro alle solite beghe condominiali, e poi non solo quelli. Non c'è distinzione tra l'analisi dei personaggi che sono sospettati e altri, come la vicina di casa di Camilla, tutta omeopatia e maria; o Adamsberg-Adamberti, che non non ha la sensibilità investigativa della Vargas, ma è un buon diavolo, amico di Camilla, e anche lui a rincorrere o precedere la propria vita. Ecco... sì, storie sentimentali, ci sono, soprattutto.
Camilla e Ferrè, Camilla e Pier, Percivalle e Matilda Betancourt, l'ucraina importata e il padre vedovo di Camilla, Adamsberti e la moglie, Adamsberti e la colombiana avanzata (donna, non roba) ma perché no, Camilla e il fratellastro, è un'altro, così come i non legami dell'assassino che sarà.

Certo, poi tra le righe scappano i giudizi dell'autrice, per la varietà della provincia, di questi luoghi (Udine, il posto dove succedono le cose, ma potrebbe essere qualunque cittadina italiana di media grandezza), giudizi come quello sulle pance-trofeo di certe donne vuote eppur piene, o l'apparente inutilità dei giovinastri che bazzicano il centro, e scappa anche, ed un piccolo difetto, qualche stereotipo di troppo, come in quest'ultimo caso.

In generale, e questo porta la preferenze verso L'autunno dell'anno prima, c'è una diversità di fondo, ovvero una minore complessità dei personaggi, o almeno, non di tutti, in favore di qualche evento in più, qualche personaggio in più, per poter dar corpo all'enigma e alle soluzioni alternative. Si finisce per creare meno personaggi sghembi (il cane Azoto, la russa dolce avvoltoio, gli stessi Adamberti e Camilla, Pamela, la vicina di casa) e al loro posto ci sono personaggi più limpidi, e anche prevedibili (il pensionato Percivalle, la giocatrice d'azzardo, il narcos-sudamericano-in carcere...).
Passaggio, comunque, che è necessario per dare gli elementi che portano fino all'ultima pagina, cosa che è riuscita molto bene. (io, proprio a far da pigna, ho perso attenzione solo in qualche brevissimo passaggio finale dove c'era troppo aria di spiegone)

Insomma,,, dai, bene! Mi è piaciuto e me lo sono letto con piacere, e ha contribuito alla schiena bruciata che ho adesso... che altro volere di più?
adesso torno a lavorare e voi vi beccate la recinzione. Tanto è a tempo di record.
E se mi avanza, tonight tonight, vi metto qualche riga del libro che mi piaceva.

0 commenti
Etichette: , ,

Jack the killer (Pukk-it)


Jack the killer

Giacomo era per tutti Jack e faceva l'assassino.
Lo faceva per hobby, ma era meticoloso, imprevedibile... infallibile.
Aveva già studiato la vittima: la vanità era il suo punto debole.
Eccola passargli davanti, nela sua giacca nuova, lontano dalle strisce. Altera, impettita, boriosa, senza dubbio bella e... lentissima, pur di farsi guardare.
Jack abbassò il finestrino, tossicchiò e inspirò, poi con voce stentorea sparò: "E muoviti cicciona di merda!"
Sgommò via con la certezza di un lavoro ben fatto.

0 commenti
Etichette: , ,

Spettri (pukk-it)


Spettri

Succedeva ogni volta, in qualsiasi locale, con chiunque ci andasse. Il suo tavolino pareva spingersi ai confini dell'oblio. Ordinare qualcosa era una guerra da vincere sbracciandosi.
Dopo l'ennesima snervante attesa si convinse di non esistere e investì la graziosissima cameriera di boccacce.
"Ma che fa?! Si vergogni!"
Col desiderio di seppellirsi riuscì a ordinare il cappuccino.
Era quasi sera quando gli arrivò una cedrata.
Se ne andò indisturbato, senza pagare, ma fu una magrissima consolazione.

0 commenti
Etichette: , ,

Sognatori (pukk-it)


Un racconto sul frigorifero

Sognatori

Giacomino sosteneva di poter spostare le nuvole.
Questa la metto lì, diceva, questa là, e intanto muoveva le manine. 
Non era vero, ovvio, ma intorno tutti sorridevano ed erano più leggeri.
Tutti avrebbero voluto fosse vero.
Nessuno mai s'azzardà a contraddirlo.

1 commenti