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"Morirò, me l'ha detto internet" di Max Maestrello***

C'è che da martedì sono a dieta. 
Ma seria eh... Cioè... ora, seria... intendo che non mi ammazzo di birra, non mangio panini unti la notte ed evito pastasciutte galattiche della sera con sughi inventati. 
E okay, anche i dolci ho bandito.
Lunedì sera ho fatto l'ultima ricettadigelo e la mattina dopo sono andato a comprarmi una paccata di verdure.
E per ora sto resistendo, evitando di mangiare dai miei e facendomi da mangiare. 
E voi direte... Ma che cats c'entra tutto questo con questa guida della Zandegù di cui ci vuoi parlare?
E' una guida sulla dieta?
No. 
E' una guida all'ipocondria, c'è scritto anche nel sottotitolo.
Ma la mia dieta c'entra con il fatto che io l'abbia letta.
E già, perché mentre mi faccio da mangiare riesco a cavare qualche tempo morto, tipo mentre le verdure si azzuffano nel wok o proprio mentre mangio l'insalata, che non devi fare veloce ché tanto non si raffredda.
E in quei tempi morti, un po' qui e un po' là, mi sono letto questa zandeguida, di cui come già sapete, sono fan. sia dell'idea, sia dell'esecuzione. (se avete dubbi rivedetevi questa guida sul vivere da sole, questa guida sull'essere lasciati o quest'altra guida sulle parole mitologicamente urbane o ancora quella sul fallimento).

E questa guida, Morirò, me l'ha detto internet, appunto, parla di ipocondria, di malati immaginari, di paure delle malattie potenziate dal web. Perché sì, dovete, per apprezzarla, mettevi in due situazioni.
- essere ipocondriaci
- avere a che fare con un ipocondriaco
E io, forse perché non lo sono, e anche perché per me i problemi degli altri sono tutti ugualmente importanti (cioè zero), sono stato preso dentro un po' meno, dall'argomento, che dal titolo forse mi aveva lasciato qualche aspettativa diversa. 
(Okay, lo ammetto, speravo si prendesse più in giro il web e le sue idiozie pseudoscientifiche, ma mi rendo conto che sarebbe stato un fuori tema :) 

Anyway, di che si parla? E come? E perché? 
E' presto detto! 
Si analizza il fenomeno degli ipocondriaci, di quelli che credono sempre di avere qualche malattia e hanno millanta paranoie tipo che per ogni cosa trovano un sintomo. E li si guarda pensando a come sono cambiati con l'internet, ovvero, con la possibilità di scoprirne di nuovi, di avere nuove informazioni, di parlare nelle chat, nei forum, coi medici on line... insomma, un dramma!
Un dramma che può sembrare anche divertente, e infatti, il lato faceto della guida di Max Maestrello, autore che si dichiara ipocondriaco (bruciafazzolettiusati level, addirittura), dicevo, il lato in cui si prende in giro gli effetti di questa malattia, è ben riuscito. Due ghignate con le malattie inverosimili che un ipocondriaco si riesce ad affibiare, ve le fate.
E la guida, come tutte le altre, è molto scorrevole, e fruibile, che ti leggi davvero come bere una birra dopo la dieta, d'un sorso, anche se stavolta una pecca ve la vedo.
C'è qualche frase di troppo in modalità "tesi di laurea" o "articolo di giornale", o meglio, ho visto ripetuto qualche volta di troppo cose come "com'è precisato nel capitolo precedente" o insomma, qualche orpello simile, che tolti potevano rendere la guida ancora più immedita. Comunque, niente di fastidioso. 
Della decina di capitoletti che si sviluppano veloci in una sessantina di pagine, poi, la seconda parte è decisamente migliore di quella introduttiva, dove le considerazioni sull'ipocondria e il modo di prenderla in giro sono abbastanza prevedibili, mentre Hulk che arriva verso la fine con la sua perla di saggezza, lo è molto meno. 
Che altro dire? Niente, che il lavoro di questa collana continua a essere pregevole e che le guide sono un ottimo prodotto di intrattenimento non vuoto, nel senso che lo spirito è assolutamente easy e catchy, ma i contenuti sono sempre intersecati da qualcosa di didattico o informativo, anche se qui, la cosa, è minore (per capirci, non aspettatevi grosse considerazioni mediche sull'ipocondria o pesantezze simili, anche se io, che sono una pigna in culo e mi piace imparare, le avrei forse gradite, ma io, si sa, ho la sindrome da bastian contrario).
Ah, ovviamente mi è tornata la voglia di scrivere una guida, e anzi, ora ci penso pure, anche se prima devo finire di scrivere altre cose... ma una guida con le ricette di gelo? Insomma, bisognerà pur orientarsi nella musica dei ritornanti. Ah, a proposito, vi dico che il disco nuovo dei Cult è bello, già che ci sono. Ascoltatitivilo. Mentre l'attesissimo pjh mi ha lasciato un po' così e devo ascoltarlo meglio e sono tornato ad ascoltare quelli vecchi.
Ma sto divagando. E quindi chiudiamola qua, che ho da andare allo stadio a veder l'Udine.
Alla prossima!

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"Il verde della tua veste e altri acconti" di Piero Chiara****

Avevo portato questo, in gita, da leggere.
Perché sono racconti brevi, da corriere con dormicchiata fra, perché prima o poi voglio leggerli questi Racconti d'autore, perché è Piero Chiara e io i suoi racconti li ho trovati molto belli, perché era un libercolo sottile, che stava nella tasca del giumbotto.
L'ho finito proprio sulla via del ritorno, e mi sono permesso, persino, cosa che non faccio mai, di fare un segno con la penna a una pagina, per un incipit.
Questo:
Comincia l'anno, ma solo per il calendario, perché l'anno nuovo comincerà davvero solo con la primavera.
Ecco, perché la penso così, proprio uguale uguale.
E non è proprio un caso, perché anche in parecchi altri passaggi son finito per ritrovarmi nei toni e nella benevolenza osservatrice del mondo visto dall'interno.
Dall'interno nel senso che sono tutti in prima persona, e vuoi per ironia, vuoi per autoanalisi, la narrazione di Piero è proprio bella così, a parlare di se, del suo io, ma mentre lo fa a raccontarti il mondo, o il mondo che cambia.

Ma come l'han messo, 'sto libricino. Curiosa la cosa che i diritti dei racconti appartengono agli eredi, ma a parte questo non ri riesce a trovare altro, sulla provenienza di questi racconti.
Poco male, non ne ho letto nessuno e okay, ma a me piace sapere da che libro sono presi, sia mai di andarmeli a cercare. Azzardo che forse non appartengono ad altre antologie, ma allora ci voleva almeno una breve introduzione per dire che pezzi sono.
Anyway, li ho letti tutti volentieri, approfittando della brevità (3-4 pagg a parte uno, più lungo, ma fatto di 12 pagine per 12 stagioni.

Insomma, parliamo proprio di racconti brevi, col breve doppio.
E non vi posso dire nemmeno subito quanti sono, perché di grazia, nemmeno l'indice c'è (proprio al risparmio, questa collana nuova di Racconti d'autore eh). Vabbè, lo sfoglio, vi dico il titolo, le pagine, e se me lo ricordo.
Il verde del tuo vestito (6): bello, con le citazione e un omaggio grandissimo ai suoi luoghi, soprattutto al lago Maggiore, però non è tra i migliori di questa raccoltina.
Il banco degli asini (10): si ripercorre tutta la carriera scolastica di asino del buon Piero, che era piuttosto indomabile, didatticamente. E voglia di andare a scuola ne aveva zero. Si sorride parecchio. Ma c'è sempre questo senso agrodolce del ricordo, che descrive il padre.
Il giorno della cresima (5): bellissimo... cosa può succedere a un ragazzetto agghindato alla perfezione, che si libera dal controllo dei suoi durante il pranzo e finisce a giocare con dei teppistelli d'altri tempi? Vedete un po' voi... uno sguardo sull'essere bambini qualche decennio fa.
Lettera a un amico d'infanzia (7): quando non c'era fb, potreste intitolarlo, e tutti i pensieri su chi abbiamo conosciuto, e perso perché si cresce e ci si allontana. I ricordi d'infanzia si sa, sono minerali che mutano, rimanendo invariati. Lo si capisce con questo brano di memorie, che lo leggi e dici, però... che sensibilità. Ed è un pezzo sensibile assai.
Nel portafogli (2): un ricordo bellissimo del padre, in due pagine. Il padre che nel portafoglio tiene le previsioni del tempo per tutto l'anno, ovviamente sbagliate.
I cavalieri della stecca (4): a biliardo sì, era bravo, ed è ambientato a Cividale, molto bello, da leggere in un fiato. E qui è impossibile farsi venire il dubbio che non sia autobiografico.
La gamba del Gusmaroli (4): a volte ci sono storie che vanno raccontate. Tragicomiche, come questa, ma con dei sorrisi amari grandi così
Il mio lago Maggiore (7): Se cresci vicino a un lago, fa parte di te per tutta la vita, e sono cambiati tantissimo, i laghi e gli ambienti, adesso, e non certo in meglio.
Ricordati del Pantheon se vai a Roma (2): un divertissement da due pagine, quasi una storiella da osteria. Caruccio, dai, niente di più, anche se ci sono citazioni interessanti e si scopre cose sul Panthon.
Dodici mesi, un anno (14): Questo quello che mi è piaciuto di meno. Sono dei pensieri con citazioni varie su ogni mese dell'anno, ma alcuni sono vagamente stufosi, e credo solo perché si nota come sia uno scritto senza trama narrativa sotto, e questo gli nuoce (un assemblaggio, probabilmente.)
Con mille piedi e un milione di anni (3): Che cos'è il polidesmo? scopritelo con questo racconto, che trovo geniale e bellissimo. Un'ode alla scolopendra, diciamo, ma piena di pietà bonaria per la boria umana
Un patrimonio indistruttibile (8): di nuovo il lago, di nuovo la critica all'umana distruzione del paesaggio, alla perdita delle radici, fisiologica e non. Meno bello degli altri, per me.
Il miracolo (3): un'altra storiella di paese, che c'è sempre il falso invalido, nei piccoli paesetti, ma raccontata così, non è più una barzelletta, sono piccoli universi.

Insomma... rivedendoli, mi sono piaciuti quasi tutti.
E Piero Chiara ha un suo posto tra gli italiani che scrivono racconti, e narrativamente parlando, ma credo l'avesse anche come persona, i suoi scritti hanno molta sensibilità, ironia e delicatezza. 
E' l'agrodolce, il sapore delle sue storie, condito sempre con una voglia di insegnare qualcosa, di condividere, di mettere in guardia. E poi c'è la memoria, in questi racconti, che spesso sono ricordi.
Ricordi che volevano essere raccontati.
Insomma... bello, mi è piaciuto e 



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"Le storie dipinte" di Dino Buzzati****

Tenetevi forte... farò una cosa che non faccio da tantissimo tempo...
Quale? Aggiorno il blog!
E perché? Perché ho letto un libro!!!
No, non quello che sto leggendo, dal Frappa, che è ancora là, ma un altro.
Questo, che vedete, di Buzzati, che libro poi è fino a un certo punto, perché son storie, sì, ma per la maggior parte sono dentro i quadri, perché Buzzati era un pittore.
Ecco... mettetevelo in testa: Dino Buzzati era un pittore.
Ve lo spiega il libro, perché, ma sostanzialmente perché ce lo dice lui, Dino, e ve lo dico dopo.
Intanto posso dirvi che è stato un caso che ho beccato questo libro.
Ero in gita 4 giorni, ed era una gita dove c'era tanta corriera in mezzo, e mi ero portato via Piero Chiara, i racconti del sole, perché era sottile e stava in tasca, ma arrivati a Feltre mi son reso conto che non mi sarebbe bastato (okay, contribuiva il gran chiacchierare dal quale se usi la strategia cuffiette non serve, perché ti parlano lo stesso, ma se usi cuffiette + leggerelibro funziona) e allora mi son detto... potrei comprare un libro, una volta arrivati. Ma poi, essendo in stazione, ho pensato, sta a vedere che se entro hanno dei libri. In tutte le stazioni ferroviarie hanno dei libri. Più libri che treni, di solito. E infatti c'erano, tra i giornali riviste e merda varia, anche dei libri. E c'era una paccata di questa collana mondadori che contiene tanto buzzati, sia quello che ho già letto, orsi, boschi ecc. 
E insomma, ce n'erano due che mi piacevano, entrambi coi quadri e i racconti mini di buzzati a fianco, e alla fine ho comprato questo. Spendendo ben 14 euri, mica ciufoli, e soprattutto facendo una cosa che mi ero ripromesso di non fare: comprare libri. Ne ho a centinaia, tutti che voglio leggere e che non riesco a leggere, e comprarne sarebbe demotivante. A meno che...
A meno che non siano i libri di un pittore, come Buzzati, che li compri soprattutto per i quadri, che non sono distinti dagli scritti che li raccontano. Quindi potevo.
(certo, scoprire poi che nella stessa stazione, due stanze più avanti, c'era un mercatino dell'usato con centinaia di libri vecchi e folli a un euro mi ha un po' roso, ma vabbè, it's fate)

Le storie dipinte sono un lavoro di Buzzati che è sicuramente poco conosciuto, proprio perché poco conosciuto è lui come pittore (eppure la maggior parte delle copertine sue sono suoi quadri).
C'è una copiosa retrospettiva su questo, a firma di Lorenzo Viganò, che va letta tutta, anche se a volte è didascalica ed è molto vicina a una rassegna stampa o a un articolo divulgativo.
Io l'ho letta dopo aver guardato e letto il libro, e lo consiglio anche a voi. 

Leggetevi i racconti e guardatevi il quadro, magari saltate nell'ultima pagina a vedere con che tecnica  è fatto, toh, ma restate li dentro, nella storia. 
Vi riporto le parole di Buzzati messe alla fine libro va

«Il fatto è questo: io mi trovo vittima di un crudele equivoco. Sono un pittore il quale, per hobby, durante un periodo purtroppo alquanto prolungato, ha fatto anche lo scrittore e il giornalista.
Ma dipingere e scrivere per me sono in fondo la stessa cosa. Che dipinga o che scriva, io perseguo il medesimo scopo, che è quello di raccontare delle storie.»

E ve lo confermo. Sono tutte storie. In realtà, un approccio di questo tipo all'arte, ai disegni, non poteva non appassionarmi. Già sapete che a me piace disegnare le mie storie, e che mi piace prendere dei quadri, dei disegni, e inventarci una storia intorno. Non poteva non piacermi questo lavoro, dove i due aspetti sono mixati, fusi, uno regala qualcosa all'altro, e ogni tanto la storia è scritta direttamente dentro al quadro.
Poi è vero che Buzzati pittore è stato capito solo dopo la sua morte, come dice lui, e vi posso anche dire che era stato così simpatico, negli ultimi tempi di vita, che beccando il suo coccodrillo al giornale lo ha modificato aggiungendoci una iperbole sulla sua qualità di pittore.
E vi racconta anche del suo incontro con Picasso, che ha apprezzato le sue idee, ma gli ha anche consigliato di continuare a fare ciò che oramai il mondo ha deciso che lui è: lo scrittore.
Ed è piacevole vedere come dopo oltre un decennio in cui l'hobby scrittura lo ha assorbito (e lì è diventato bravo) mentre la pittura l'ha proprio abbandonata, per poi dipingere come un ossesso negli ultimi anni, quasi a volersi riappropriare dell'abilità che non ha mai sviluppato (la tecnica gli manca, ed è il primo a dirlo)
Ed è stato bello anche vedere come la moglie fosse contenta di questa cosa, ché almeno con la pittura gli potevi parlare, stare lì con lui, mentre la scrittura esclude il mondo.
Insomma, forse qualcuno lo conosce, forse qualcuno lo scoprirà, ma questo libro, che non è altro che il catalogo della sua mostra milanese con lo stesso titolo, è comunque un fedele documento di come, per come si intendeva lui, il nostro amato Dino Buzzati sia anche e prima un pittore, che però non poteva fare a meno di mescolare la parole, scritta o immaginata, nei suoi lavori.
E poi?

E poi basta. Devo farvi vedere cose.
Allora, innanzitutto vi metto, sparsi a membro canino, alcuni dei suoi lavori che trovati qui dentro, e che magari non conoscete. Quelli più particolari, magari. Vediamo cosa trovo.
Fatto.
E ora vi saluto mettendovi uno di quelli che mi sono piaciuti particolarmente, per il mix di racconto-storia-quadro che contengono. (ma in realtà mi sono piaciuti in pratica tutti)
Vediamo cosa trovo che non ho palle di stare a scannare roba.

Le buone amiche
(1962, tempera e occhi di bambola su tavola)

In primissimo piano notiamo Suor Virgiliana, attonita nella conpunzione santa, e e la Loredana, cosiddetta donna di piacere.Dietro: la Fausta (quella bionda e intrigante), la signorina Giuseppa Fossombroni, impiegata. Dietro, con la testa esageratamente grande, una che non mi ricordo il nome. Della Britta non si vede che un occhio (mobile). Della Lea, soltanto un occhio e la bocca (immobile). La Giuse ha una faccia da stupida. Leosè dice di venire dalle Antille (sarà?). Notansi, in fondo, una biondina e una moretta, sconosciute. La Franchina è spaventata. La Annette, da quella stupidella che è, si è fatta i capelli bianchi. Che carina, però, sempre, la Loretta, peccato che lavori da un giureconsulto così vegetariano e sensuale.


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Fun Cool 10 - i risultati!


Poco tempo e poche chiacchiere!
Ecco la classifica del Fun Cool! Decima edizione. Giurati, io, Nadia Zapperi e Giacomo Trevisan
Il primo vince uno dei miei due libri in friulano o un altro libro che gli propongo (cominicio con proporgli "I Figli della paura" di Dan Simmons)
L'ultimo vince un racconto vero e inedito, che gli manderò (sistemo poi il post che non si leggono i premi, lo so)
A voi!

N°  Titolo Autore TOTALE MEDIA VAR PREMIO
1 Concorso di colpa Ariano G 14,0 4,67 2,31 LIBRO 
2 Super J Luisa L 13,0 4,33 1,15 jubokko immaginario
3 Mira Crescizz 13,0 4,33 1,53 satori immaginario
4 Incontri Cristina 13,0 4,33 2,08 kama-itachi immaginario
5 Essere Ciccio Manzini Massimo M 12,0 4,00 0,00 Kitsune immaginaria
6 Black out Daniele R 12,0 4,00 1,73 Kappa immaginario
7 La pipa Riccardo S 10,0 3,33 0,58 Kera-kera onna immaginario
8 Amor perversus Fûc seren 10,0 3,33 0,58 Zashiki-warashi immaginario
9 Meglio tardi che mai Ranz 10,0 3,33 1,15 Daitengu immaginario
10 AAA cedesi tastiera… Silvia D 10,0 3,33 1,53 Inugami immaginario
11 Con le mani sulla tastiera Diego C 10,0 3,33 1,53 Kanashibari immaginario
12 Ti ricorderai delle parole di tuo padre Pablo G. 10,0 3,33 1,53 Tanuki immaginario
13 Mani calde Checo 9,0 3,00 1,00 Dodomeki immaginaria
14 Studia! Laurin Z. N. 9,0 3,00 1,00 Tsurube-otoshi immaginario
15 Vendetta Massimo F. 8,0 2,67 0,58 Umibozu immaginario
16 Le ultime parole di Cristo a Minosse Fabrizio V 8,0 2,67 1,15 Beto beto san immaginario
17 Un pomeriggio Patricia M 7,0 2,33 0,58 Uwan immaginario
18 Portar pazienza Dree Venier 7,0 2,33 1,53 Ao-andon immaginaria
19 Litigio Eddie M 6,0 2,00 0,00 Nurariyon immaginario
20 Io penso Alberto D 6,0 2,00 1,00 Gashadokuro immaginario
21 Equivoco Pierandrea F. 5,0 1,67 0,58 Racconto vero sulla Hoo

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Racconti d'autore (2) - Sole 24 ore - Piano dell'opera (1-...)

N° 1
Andrea Camilleri
Il medaglione

N° 2
Joe Lansdale
Fatti relativi al ritrovamento di un paginone di nudo in un romanzo Harmony***


N° 3
Irene Némirovsky
Il ballo

N° 4
Gianrico Carofiglio
Racconto da raccolta “Cocaina”: La velocità dell'angelo

N° 5
Herman Melville
Bartleby lo scrivano

N° 6
Jamaica Kincaid
In fondo al fiume

N° 7
Massimo Carlotto
La pista di Campagna

N° 8
Stefan Zweig
Paura

N° 9
Giancarlo De Cataldo
Ballo in polvere




N° 10
Max Frisch
Il silenzio. Un racconto dalla montagna.

N° 12
Jorge Luis Borges
La morte e la bussola
Il giardino dei sentieri che si biforcano

N° 13
Giorgio Scerbanenco
Un treno per l'inferno e altri racconti***
- Un treno per l'inferno
- L'uomo più solo del mondo
- Morte a pagamento
N° 14
S.S. Van Dine
L'ultima avventura di Philo Vance

N° 15
Ugo Facco De Lagarda
Il commissario Pepe

N° 16
Sebastiano Vassalli
La morte di Marx e altri racconti

N° 17
Ray Bradbury
Cadrà dolce la pioggia e altri racconti

N° 18
Manuel Vasquez Montalban
Storie di politica sospetta

N° 19
Arthur Conan Doyle
Uno studio in rosso

N° 20
Virginia Woolf
La signora Dalloway in Bond Street e altri racconti

N° 21
Maurice Leblanc
Arsène Lupin, ladro gentiluomo

N° 22
Jack London
Storie di boxe
- Il gioco
- Una bella bistecca
N° 23
Francis Scott Fitxgerald
- Jelly-bean
- La parte posteriore del cammello


N° 24
Henry James
Autobiografia degli anni di mezzo



N° 25
Augusto Bianchi Rizzi
Montsé

N° 26
Stefano Brusadelli
Sette piccole atrocità



N° 27
Arthrur Schnitzler
L'ultimo addio



N° 28
Nathaniel Hawthorne
Frammenti dal diario di un uomo solitario




N° 29
Antoine De Saint Exupery
Lettere di giovinezza all'amica inventata



N° 30
Oscar Wilde
La casa dei melograni




N° 31
Stephen Crane
La scialuppa e altri racconti


N° 32
Charles Dickens
Racconti polizieschi


N° 33
Joseph Roth
Questa mattina è arrivata una lettera



N° 34
Luigi Pirandello
La casa del Granella e altri racconti
N* 35
James Joyce
Gente di Dublino. Racconti scelti

N° 36
Italo Svevo
Argo e il suo padrone e altri racconti

N° 37
Charles & Mary Lamb
Macbeth e altri racconti di Shakespeare


N° 38
Giovanni Verga
Pane nero e altre novelle rusticane


N° 39
Israel J. Singer
Perle - Uno straniero


N° 40
Julio Llamazares
A metà di nessuna parte



N. 41
Piero Chiara
Il verde della tua veste e altri racconti





N. 42
Thomas de Quincey
Il vendicatore


N. 43
Théophile Gautier
Hashish



N° 44
Henry James
La panchina della desolazione



N° 45
Gianni Celati
Costumi degli italiani



N° 46
Heinrich Von Kleist
La Marchesa von O.

N° 47
Nagib Mahfuz
Karnak Cafè



N° 48
Riccardo Gualino
Uragani


N° 49
Michail Bulgakov
Cuore di cane

N° 50
Giacomo Verri
Racconti partigiani

N° 51
Ottiero Ottieri
I divini mondani

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